Anna Politkovakaja

Lunedì sera a Bergamo, a parlare di Anna Politkovskaja, alle Acli

Lunedì sarà una serata importante per il sottoscritto. Le Acli bergamasche mi hanno invitato per una serata dedicata ad Anna Politkovskaja, dedicata a questa “donna non rieducabile”.

L’evento che si svolgerà all’Auditorium (Via S. Margherita 2, Torre Boldone) è inserito in un lungo ciclo di conferenze intitolato “Molte fedi sotto lo stesso cielo”, nelle cui conferenze sono intervenuti personaggi di molto maggior peso del sottoscritto. Ma io sarò lì a parlare di un personaggio che mi appassiona a da anni. E che, sono convinto, che – anche in questo modo – continuiamo a far vivere.

In questo link i dettagli della serata che però temo, sia già tutta esaurita.

Ad maiora

Street Politkovskaja, Milan, Italy

Please consider the following an endorsement of the campaign to rename a street in Milan in honor of Anna Politkovskaya, the tragically murdered Russian journalist who was also a stalwart defender of democracy and human rights in Russia, and who moreover was one of the very few reliable sources of information on the Russian government’s brutal actions in Chechnya. We live in perilous times. The survival of democracy and human rights worldwide cannot be taken for granted. Therefore any action, no matter how small or seemingly symbolic, will make a difference. Honoring Anna Politkovskaya’s legacy is the least we can do to keep that flame burning.

Best regards,

Michael Jasinski, Ph.D.
Assistant Professor
University of Wisconsin Oshkosh

Finita (bene) la missione di Annaviva a Mosca. A marzo si torna per le presidenziali

Si è conclusa positivamente la missione di “turismo responsabile” di Annaviva a Mosca. È stata la seconda per noi.

Tre anni fa andammo nella capitale russa per quello che avrebbe dovuto essere il 50esimo compleanno di Anna Politkovskaja se non fosse stata assassinata (da sconosciuti, soprattutto a livello di mandanti) il 7 ottobre 2006. Ci recammo sulla tomba di Anna e incontrammo la sua famiglia, oltre al direttore del giornale per cui lavorava – Novaja Gazeta – Muratov.

Oggi (come allora) siamo stati in visita nella redazione della Novaja. Il nostro meeting sempre con il vice direttore Yaroshevskij l’altra volta fu nella mensa redazionale. Questa invece intorno al tavolo dove si svolge la riunione di redazione, sotto gli sguardi dei caduti, le foto di Anna e gli altri cinque reporter della Novaja uccisi per il loro mestiere.

Anna dall’alto ci ha un po’ guidato nella sua Mosca. L’impressione è stata evidente a tutta la delegazione (eravamo in nove, partiti da Milano e Roma) domenica, usciti dagli uffici del Centro stampa indipendente. Quando, dopo un centinaio di metri, siamo arrivati, senza saperlo, sul luogo dell’assassino di Stanislav Markelov (avvocato di Anna e della famiglia Kungaeva) e Anastasia Baburova (stagista alla Novaja) ci siamo stupiti ed emozionati.

In fondo, eravamo lì anche per loro (avendoli commemorati in una manifestazione pubblica – con i radicali – nel centro di Milano, a pochi giorni dall’assassinio, a opera di una coppia di neonazisti).

In giro sembravamo un gruppo di turisti che poi in realtà, ogni tanto, entrava in un palazzo per incontri veramente importanti e toccanti: come quello con Boris Nemtsov, noto oppositore del regime. Oltre alla Novaja, anche la visita alla redazione dell’Eco di Mosca è stata davvero formativa. E davvero interessante la conferenza stampa dell’ong Golos (osservatori elettorali). Curiosamente, oltre all’amica Marta Allevato dell’Agi, in quegli uffici del Centro della stampa indipendente, dove venivano denunciati brogli e attacchi cibernetici ai siti di informazione, eravamo gli unici (anche giornalisti) italiani presenti.

Personalmente, il momento che ho trovato più toccante è stato nel cinema del centro moscovita dove per la prima volta veniva proiettato un film dedicato alla vita di Anna Politkovskaja. Quel lungo applauso che ha accompagnato la fine della proiezione (alla vigilia del voto che al momento ha ridimensionato la predisposizione imperiale di Putin) è stato davvero, nel suo piccolo, un momento storico:

http://www.youtube.com/watch?v=QHYPVsyQSYg

Per noi di Annaviva – nati per onorare la memoria di Anna Politkovskaja e portare avanti le sue battaglie civili – essere in quel luogo quella sera ha significato che il percorso fatto in questi anni è stato giusto e che è quella la strada da battere. Senza sosta.

Per questo stiamo lavorando perché a Milano ci sia una vita dedicata ad Anna.

Per questo a marzo, per le presidenziali, tornereremo tutti assieme a Mosca.

Ad maiora.

Natalia Estemirova

Ancora su Estemirova e propaganda

Dire di aver individuato il killer di Natasha Estemirova (nel giorno dell’anniversario dell’assassinio) e’ solo propaganda. Loro han capito come si muove la diplomazia e la stampa occidentale. Noi invece annaspiamo.
Già a febbraio si diceva che il killer era stato individuato.
Ma poi vi pare che il capo del Cremlino si vanti di aver individuato il killer??
Serve solo a tacitar coscienze e ottenere titoli sui giornali di tutto il mondo. Come infatti e’ avvenuto.
Si tranquillizza Angela Merkel che, comunque, come ai tempi di omicidio Politkovskaja fece con Putin, e’ l’unica statista del mondo a porre almeno il problema. Poi si ferma li’ e prosegue a far affari con Putin e Medvedev.
Per quanto mi riguarda, invece, tra individuare e arrestare c’è di mezzo il mare.

Altri sei giusti nel Giardino di Milano

Lo scorso anno, grazie anche a una mobilitazione popolare sostenuta dall’Associazione Annaviva , il Comune di Milano ha deciso di apporre un albero per Anna Politkovskaja nel Giardino dei Giusti (è al Monte Stella). Oggi sono stati ufficializzati i nomi degli altri sei giusti, o meglio come dice l’ottimo presidente del Consiglio comunale milanese, Manfredi Palmeri, i sei nuovi “semi del bene”, che faranno compagnia ad Anna in quel posto un po’ magico che è il Giardino del Monte Stella.  Queste le persone cui verrà dedicato un albero: Enrico Calamai, diplomatico italiano a Buenos Aires che salvò oltre 300 persone dalla ferocia della dittatura militare, Marek Edelman, uno dei comandanti della rivolta del ghetto di Varsavia, Giacomo Gorrini, console italiano a Trebisonda tra i primi a denunciare il genocidio armeno, Vasilij Grossman, uno dei più grandi scrittori e dissidente russi e Guelfo Zamboni, console generale italiano a Salonicco che salvò la vita a centinaia di ebrei durante la Seconda Guerra mondiale. Oltre a questi cinque, verrà piantato un albero per Neda, la giovane iraniana diventata il simbolo della rivolta verde contro il regime di Ahmadinejad.

Il Giardino inaugurato dall’allora presidente dell’assemblea di Palazzo Marino (il compianto Giovanni Marra) è ora gestito dall’associazione per il Giardino dei Giusti. Di essa fanno parte il Comune, il Comitato per la Foresta dei Giusti-  e l’Unione delle Comunità ebraiche – Comunità ebraica di Milano.

La cerimonia per i nuovi alberi sarà in primavera.