Day: 27 luglio 2013

Cosa fare e vedere a Gibilterra

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Erano anni che volevo andare a Gibilterra, ma per lavoro non ne avevo mai avuto occasione. Eccomi dunque a visitare finalmente la Rocca. Che è interessante e incasinata allo stesso modo.
Partiamo da quest’ultimo aspetto. Il traffico.

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Causa insistiti e reciproci controlli doganali, si impiega almeno mezz’ora a entrare e altrettanto a uscire da questo lembo inglese sulla terraferma. Anche perché qui siamo fuori dall’unione doganale e quindi comprare sigarette o superalcolici è molto vantaggioso (e attira molte persone).
Una volta superato l’ostacolo frontiera, il traffico rimane una costante a che per chi gira per la Rocca. Le strade sono strette e faticano a reggere l’invasione di lamiere.
Qui comunque ci si può venire anche in aereo. L’aeroporto taglia in due la principale strada d’accesso che viene chiusa per atterraggi e decolli.
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Queste difficoltà automobilistiche spingono molti turisti europei mordi-e-fuggi a lasciare la macchina prima della frontiera spagnola, passare a piedi sventolando il passaporto Ue per poi salire a bordo di pulmini che in poche ore vi scarrozzano su e giù per la Rocca.
Il risultato è che anche nei punti più alti del promontorio trovate una marea di mezzi che scaricano turisti che fanno foto alle scimmie e poi rumorosamente ripartono.
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Dall’alto, comunque, la vista è magnifica.
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Salire fino ai 420 metri della Rocca con la cabinovia (Cable Car) è una cosa assolutamente da fare. Costa sulle 18 sterline per un adulto e un minore. Qui (come ovunque a Gibilterra) accettano gli euro. Ma vi danno in resto pound. Meglio il bancomat.
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Arrivati in cima (dove ovviamente potete salire anche a piedi) verrete accolti da un grande branco di macachi selvatici.
Trovate ovunque cartelli che vi invitano a non fidarvi di loro e soprattutto a non dar loro cibo.
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È sconsigliato anche portare qualunque cosa in sacchetti di plastica. Le scimmie pensano contengano cibo e ve le strapperanno. Come accaduto a questa famigliola. Che qui si vede fuggire:

A parte questi incidenti, salire i 400 metri della Rocca, vi mette a contatto con scene molto belle:

Ah, quando finite il giro, non riprendete la cabinovia, ma tornate nel centro cittadino scendendo per la strada. Incontrerete molte altre scimmie.

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C’è un’altra attività connessa agli animali che non potete non fare se andate a Gibilterra: quella di prendere una delle navi che vi portano a vedere il branco di delfini che vive nello stretto di Gibilterra:

Si avvicinano tantissimo alle navi di turisti e sembrano giocare per farsi fotografare e riprendere:

L’importante è non alzare lo sguardo dai delfini. Tutto intorno è infatti una distesa di petroliere e porta container che si fermano qui per via dei vantaggi fiscali (Gibilterra è considerato un paradiso, in tal senso). Un’oretta in barca seguendo i delfini costa 33 sterline per un adulto e un under 12.
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Il panorama umano di Gibilterra è altrettanto interessante. Il promontorio è storicamente e orgogliosamente britannico.
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I turisti troveranno qui molte icone tipicamente inglesi.

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Elementi che spingono tanti inglesi a far le vacanze da queste parti (dove, non dimentichiamolo, si sposarono John Lennon e Yoko Ono).

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Sul promontorio c’è una cospicua comunità ebraica (per lo più ortodossa), frutto anche delle storiche espulsioni dalla Spagna e del fatto che gli inglesi ignorarono quella parte del trattato di Utrecht (che concede al regno inglese la sovranità su questo spicchio di terraferma posto in un luogo strategico) che vietava qui la presenza di ebrei e mori.

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Nei ristoranti degli alberghi, non è difficile imbattersi in scene come questa, dopo lo Shabbat:

A proposito di cibo, noi siamo andati in un ottimo ristorantino indiano, il Raja Industani, in una laterale della Main Street, dove ovviamente non mancano i piatti Veg.

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Mentre uno dei titolari del locale continuava a ripetermi quanto assomigliavo al Raja cui è dedicato il ristorante, ho pensato al paradosso di mangiare indiano qui: in una terra dove si è combattuto per continuare a parlare inglese e a cantare God Save the Queen, c’erano persone che provenivano da una lontana terra, l’India, che ha combattuto una fiera lotta non violenta per cacciare proprio i britannici.

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Affascinanti contraddizioni di un posto che merita davvero una visita.

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