Day: 17 luglio 2013

Mamma è in prigione, con suo figlio

20130715-233607.jpg
Sono contento che le neo parlamentari abbiano ricevuto un estratto di “Mamma è in prigione”, il libro di Cristina Scanu dedicato alla detenute madri (Jaca Book). Spero davvero se ne facciano carico.
È solo uno piccolo spicchio del più ampio problema della detenzione in Italia, spesso più degradante che rieducante. Ma tratta un aspetto devastante: tenere in carcere chi non ha compiuto reati: bambini con meno di tre anni che hanno una madre in cella (e spessissimo anche un padre). Per questi piccoli il giorno del terzo compleanno rimarrà nella loro memoria: lasceranno il carcere e con esso la madre. Dal prossimo gennaio una nuova normativa allungherà questo periodo fino ai 6 anni, limitando la carcerazione delle madri con figli con meno di 10 anni ai casi più gravi.
Nel libro si riporta un solo caso di spazio di detenzione a misura di mamma e bambino: l’Icam di Milano. Ma a parte questo singolo, meritorio esempio, il resto è desolante.
In cella, come spiegano le testimonianze raccolte dalla Scanu, finiscono per lo più straniere o tossicodipendenti. Molte in carcere perché senza fissa dimora, quindi senza la possibilità dei domiciliari, anche se in cinta, anche se madri. Una volta uscite, il rischio di recidiva è molto alto. Spesso sono abbandonate a sé stesse perché si risparmia su educatori, assistenti sociali e mediatori culturali. Magari pensando (come aveva fatto il precedente governo) di spendere altri soldi per creare nuove carceri. Senza pensare che favorire il reinserimento costerebbe a tutti noi molto meno, economicamente e socialmente. Perché, come scrive Cristina, “ricominciare si può. Sempre”.
Ad maiora
……….
Cristina Scanu
Mamma è in prigione
Jaca Book
Milano, 2013
Pag. 222
Euro 15