Day: 6 luglio 2013

Visitare la Camargue

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La Camargue è il posto ideale per chi ama la natura. Io ci ero stato lo scorso millennio e devo dire che col passare del tempo non ha perso la sua dimensione “selvaggia” (con lumache persino sui segnali stradali).

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Se volete passare qualche giorno qui, nel sud della Francia, ci sono cose che non potete non fare o vedere.
Partiamo dall’albergo.
Con Booking, scegliendo in base ai giudizi dei clienti (e alla frase “si organizzano uscite a cavallo”) siamo finiti al’Auberge de La Fadaise (sulla strada da Arles, tra i primi che si incontrano, sulla destra). È un posto molto accogliente e si trova praticamente alla spalle di uno quei maneggi che organizzano le passeggiate a cavallo. Il posto ideale per Martastica. Non c’è Wifi ma il proprietario è gentile e le stanze (che dall’esterno paiono stalle) semplici e – abbastanza – pulite. Ah, c’è una piccola ma godibile piscina per gli ospiti. Dopo il bagno, guardate dalle finestrelle che si trovano sul muro: osserverete una colonia di fenicotteri rosa.

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Il costo è di 61 euro a notte. La colazione costa 7 euro e consta di brioche, baguette, marmellate, spremuta d’arancia, yogurt e una bevanda calda (non è stagione, ma la cioccolata è ottima).

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A cavallo.
Mentre attraversavo le distese della Camargue pensavo a quanti detti popolari siano rimasti nella nostra lingua anche se pochi ormai cavalcano: siamo a cavallo, a caval donato non si guarda in bocca etc. Un tempo questo era il mezzo di trasporto per tanti.
Due ore in sella, almeno per me, non sono poche. Mentre si cavalca il vento (una costante qui)impedisce di sentire gli altri e ti obbliga a guardarti intorno e a pensare. Da guardare c’è molto: oltre a tenere a bada il cavallo (si fermano a mangiare in continuazione, soprattutto quando capiscono che avete le briglie in mano ma non sapere come usarle) osserverete uccelli selvatici e mandrie di cavalli e tori (qui li allevano per mangiarli o farli combattere, non so cosa sia peggio).
Comunque sia, il giro a cavallo in Camargue è una esperienza da fare. Anzi, da ripetere se ce ne sarà l’occasione.

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La nostra passeggiata a cavallo era organizzata da Le Petit Ranch de Marie (lepetitranchdemarie@laposte.net)
Sono tutti molto gentili e professionali (vi forniscono il cap, obbligatorio e vi istruiscono su come salire, scendere e andare a cavallo, che comunque va al passo).
Chi guidava la nostra comitiva a cavallo (eravamo in quattro) fumava in continuazione: insomma, come portare sul cavallo i tic che si hanno in macchina.
Il costo di due ore è di 30 euro, ma credo sia il modo migliore per vedere l’interno della Camargue. Unica alternativa: la bici. Ma non so quale sia più faticosa.

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Il resto della natura. Cavalli a parte, se venite da queste parti non mancate il Parco Ornitologico (si trova proprio davanti all’Albergo Fadaise, dall’altra parte della strada): http://www.parcornitolotique.com. Ci sono due percorsi. Il primo, più breve (2,6 Km) è il più affollato, di persone, ma anche di uccelli.

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Qui vicino centinaia di specie. Ma rimarrete incantati a guardare soprattutto i fenicotteri rosa. Sapendo che non sarei riusciti a descriverli, li ho filmati:

Nel parco potete osservare anche mandrie di cavalli bianchi e di castori europei.
La seconda tratta del parco è più selvaggia (camminerete in mezzo a farfalle e libellule) e vi mette più a contatto con questa regione poco abitata. I 4,3 km di cammino scoraggiano quasi tutti. Spero non chi legge questo post.

In città.
Saintes-Marie-de-la-Mer è la classica cittadina che si trasforma in estate riempiedosi di persone e di locali.

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Non si contano i ristoranti dove si può mangiare all’aperto intorno alla chiesa di Notre-Dame. Qui c’ero stato anni fa, ai tempi di Europa (quanto mi manca, stupefacente che non sia stata sostituita da niente di neanche lontanamente simile) e avevo fatto un reportage sull’incredibile raduno degli zingari che si chiude con la processione fino al mare:

La sera, comunque, anche d’estate, se c’è qualche nuvola, si osserva un cielo che definirei africano.

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Cosa mangiare.
Nell’elenco di ristoranti vegetariani gentilmente fornitomi dall’ufficio stampa dell’Ente per lo sviluppo del turismo francese, mancavano posti a Sainte-Marie-de-la-Mer. La cosa non mi stupisce. I ristoranti qui si alternano tra quelli che hanno come specialità la carne di toro e quelli con le cozze o frutti di mare.
Ci siamo quindi orientati verso una creperie (“La pequelette”, sul lungo mare) dove con una decina di euro e testa si possono mangiare omelette o crêpes, dolci e salate.

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Per pranzo, se avete la macchina, abbandonate la statale Arles-Ste Marie e raggiungete Albaron per Le Paty de la Trinitè (cldeconbe@wanadoo.fr). La pizza (anche al Roquefort, come ho provato io) è cotta a legna ed è niente male e si pagano poco più di 10 euro a cranio. È aperto tutto l’anno. Decorato con la classica croce della Camargue.

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Solo d’estate, a Sainte-Marie-de-la-Mer non perdetevi il gelato di Al’ma sul Boulevard De Gaulle. Il gusto alla lavanda vi farà terminare in dolcezza la vostra avventura provenzale.

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Da non dimenticare.

In questa area paludosa fanno “vacanza” anche le zanzare. Chiudete sempre le finestre quando lasciate l’albergo e usate sostanze che le tengano lontane.
Ad maiora

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