Day: 24 Maggio 2013

#zappingmondiale Ni Stelvio, ni Giro, ni doping

stelvioUn po’ di italianità in giro per il mondo.

Sul Pais un’interessante intervista a Umberto Eco in occasione della laurea honoris causa a Burgos. Curioso il titolo sulla cultura e la crisi.
Titolo interessante anche su Le Figaro dove si dice che il Papa critica l’arroganza dei vescovi italiani.
E a proposito di prelati, il Guardian torna a parlare del cardinal O’Brien.
Passiamo al cibo. Sempre il Guardian parla della decisione di McDonald’s di inserire la pasta italiana, anzi Barilla, nei menù.
E sempre per l’ottimo cibo, consiglio la lettura dei menù della Nasa con la “pepperoni pizza“.
L’alimentazione sarà al centro anche di Expo2015. Il Corriere del Ticino si chiede se sarà davvero un’opportunità.
Chiudiamo con lo sport, anzi con il ciclismo. Anzi, col doping. Danilo Di Luca, di nuovo positivo, campeggia su Le Monde.
Ma il titolo in assoluto più bello sulla tappa saltata al Giro d’Italia è quello del Mundo: Ni Gavia, ni Stelvio ni nada.
Insomma, nada de nada.
Ad maiora

Brooks5.30 correre all’alba e sotto la pioggia nel cuore di Milano

20130524-101711.jpg
Quando ieri sera è iniziato il diluvio ho pensato, più che alla corsa che sarei andato a fare, a Sergio e Sabrina che avrebbero passato la notte a preparare il tracciato e le colazioni-rifornimenti.
E infatti quando stamattina li ho intervistati per la Tgr (il servizio andrà in onda alle 14) erano mezzi assiderati.
Lo scorso anno andando a fare questa corsa non competitiva, avevo raggiunto largo Cairoli (da dove parte e arriva la Brooks5.30) in bicicletta e maglietta a maniche corte. Quest’anno, invece, sono andato coperto come fosse dicembre. D’altronde a Milano piove e fa davvero freddo. Ma attraversare la Galleria Vittorio Emanuele (ovviamente deserta) o Palazzo Reale (appositamente aperto) rimane davvero emozionante. Con qualunque condizione climatica.
Chi te lo fa fare? E’ sempre la domanda che viene posta in questi casi.
Ma quando si corre, il freddo non si sente più. Si ascolta solo il proprio corpo. E se fa molto freddo o si è fradici, basta farsi una bella doccia bollente appena smesso di correre.
Il perché correre all’alba viene ben spiegato sul sito delle 5.30.
Ad maiora

Brooks5.30 correre all’alba e sotto la pioggia nel cuore di Milano

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Quando ieri sera è iniziato il diluvio ho pensato, più che alla corsa che sarei andato a fare, a Sergio e Sabrina che avrebbero passato la notte a preparare il tracciato e le colazioni-rifornimenti.
E infatti quando stamattina li ho intervistati per la Tgr (il servizio andrà in onda alle 14) erano mezzi assiderati.
Lo scorso anno andando a fare questa corsa non competitiva, avevo raggiunto largo Cairoli (da dove parte e arriva la Brooks5.30) in bicicletta e maglietta a maniche corte. Quest’anno, invece, sono andato coperto come fosse dicembre. D’altronde a Milano piove e fa davvero freddo. Ma attraversare la Galleria Vittorio Emanuele (ovviamente deserta) o Palazzo Reale (appositamente aperto) rimane davvero emozionante. Con qualunque condizione climatica.
Chi te lo fa fare? E’ sempre la domanda che viene posta in questi casi.
Ma quando si corre, il freddo non si sente più. Si ascolta solo il proprio corpo. E se fa molto freddo o si è fradici, basta farsi una bella doccia bollente appena smesso di correre.
Il perché correre all’alba viene ben spiegato sul sito delle 5.30.
Ad maiora