Day: 13 febbraio 2013

Tema della serata: tutte le ingiustizie saranno dimenticate

Sì, all’improvviso mi fu chiaro: la maggior parte della gente si inganna con una duplice fede errata: crede nella Memoria Eterna (delle persone, delle cose, delle azioni, dei popoli) e nella Riparabilità (di azioni, errori, peccati, ingiustizia).
Sono entrambe fedi false.
In realtà avviene proprio il contrario: ogni cosa sarà dimenticata e a nulla sarà posto rimedio.
Il ruolo della riparazione (della vendetta, come del perdono) sarà assunto dall’oblio.
Nessuno rimedierà alle ingiustizie commesse, ma tutte le ingiustizie saranno dimenticate.

Milan Kundera, Lo scherzo

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Venerdì i gobettiani milanesi in piazza Gobetti

Piero_GobettiTorno a pubblicizzare questa iniziativa di liberal-gobettiani milanesi. La storia della targa l’avevo già raccontata qui: https://andreariscassi.wordpress.com/2013/01/19/a-milano-gobetti-torna-a-chiamarsi-piero/
Ci vediamo il 15.
Ad maiora

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Tra le “cose buone” che fece il fascismo prima delle leggi razziali ci fu anche il pestaggio di Piero Gobetti, giovane liberale torinese, editore coraggioso, antifascista autentico. Piero morì, a soli 25 anni a Parigi, per le conseguenze di quelle botte, il 15 febbraio 1926.
Sono passati 87 anni da quella morte, ma i liberali milanesi non hanno dimenticato.
Per questo proprio il 15 febbraio alle 18 ci troveremo in piazza Gobetti a Milano (MM2 Lambrate).
Perché proprio quel giorno Palazzo Marino, su input del Capo di Gabinetto del Sindaco, Maurizio Baruffi, verrà sostituita la targa che dal 1945 campeggiava sulla piazza. Verrà corretto il nome (Piero al posto di Pietro) e corretta la data di nascita (1901 e non 1902) e spiegata meglio il la sua figura: “intellettuale liberale e antifascista”.
Dopo il ricordo sotto la targa, ci troveremo per ricordare la figura di Piero Gobetti nella nuova sede della libreria Utopia in via Vallazze 34, Milano, alle 18.30.
Vi aspettiamo

theselbmann

Cosa sarebbe Sanremo senza Twitter? E cosa sarebbe ormai la tv senza Twitter? Una palla mostruosa.

Ormai sentiamo l’assoluto bisogno di condividere qualsiasi cagata ci venga in mente. La nostra testa è strutturata in questo modo.

Positivo? Negativo? Non credo sia questo il punto. Direi semplicemente diverso. Prima eravamo tutti un po’ soli davanti alla tv. Oggi siamo una comunità di spettatori che interagiscono tra loro. Criticoni? Forse. Superficiali? Può darsi. Cazzoni? Fortunatamente sì. Ma non certo più di prima. Non sopporto lo snobismo di chi sostiene che i social network siano pieni di cazzoni (sentendosene automaticamente escluso, anche se non lo ammetterà mai).

Fatto sta che guardare la tv ha assunto una dimensione diversa da quando c’è Twitter. Così, già dallo scorso anno, anche Sanremo è meno noioso. Nessuno avrebbe potuto tollerare Toto Cutugno senza il sostegno morale di altri italiani in rete. Nessuno avrebbe potuto ascoltare fino alla…

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