Day: 11 novembre 2012

Da Mosca a Washington. Ai potenti della terra piace solo fare quello

Tira più un pelo di figa che un carro di buoi, dice la nostra tradizione contadina.
Un proverbio che in queste ore trova conferma a est come a ovest.
Il capo della Cia Petraeus si è dovuto dimettere per la sua relazione clandestina con la sua biografa.
Seguendo un cliché clintoniano, trombavano sotto la scrivania. Il massimo per gli americani: scopare senza allontanarsi dall’ufficio.
L’Fbi comunque teneva Petraeus per le palle e ha tirato fuori gli sms bollenti poco prima che il capo della CIA riferisse sull’assalto al consolato di Begasi.
I segreti sono segreti.
Nel frattempo, nel disinteresse dei media italiani (superacazzolari con lo scappellamento a destra, anzi a ovest) Putin faceva fuori il suo ministro della Difesa Serdyukov, per una storia di corruzione. Ma dietro il tutto, anche in questo caso, ci sarebbe una giovane amante che lavora in una società che rifornisce l’esercito russo.
Ora la signorina è riparata all’estero (in Russia le vendette non vengono servite fredde), magari portandosi con sé qualche documento compromettente sulla banda di San Pietroburgo che occupa il Cremlino da qualche lustro.
Anche Anatoly Serdyukov viene da San Pietroburgo e seguiva fedelmente zar Putin dal 2000.
Gli amici russi mi dicono che deve essere in corso qualche pesante regolamento di conti interno al gruppo di potere che tiene le redini del regime.
Shoigu, ora ministro della difesa, viene dal Komsomol ed è un Eroe della Russia.
Ad maiora

20121111-160140.jpg

#SiriaICare

DonneViola

Non abbiamo difficoltà ad ammettere che preparare questo post ha messo a dura prova la nostra emotività.

Da quando è stato lanciato il blogging day #SiriaICare abbiamo cercato più informazioni possibili su questa guerra, abbiamo cercato di capire cosa sta avvenendo in Siria.

E infine abbiamo deciso di concentrarci sugli effetti devastanti di una guerra che non guarda in faccia nessuno, che schiaccia sotto le bombe e sotto i colpi di mortaio un intero popolo.

È di oggi l’Ansa che 9.000 profughi Siriani stanotte hanno raggiunto la Turchia.
Si aggiungono ai 120.000 già presenti li.

In totale tra il Libano, Turchia, Giordania i profughi sono più di 400.000.
Tra i bambini vi è inoltre emergenza psicologica.
La Croce Rossa ieri ha lanciato l’allarme aiuti, dichiarando che in certe zone come quella di Aleppo gli aiuti arrivano con il contagocce.
Siamo di fronte a una catastrofe.
Nel web si rincorrono…

View original post 212 altre parole

#SiriaICare

O capitano! Mio capitano!...

In una rara intervista a Russia Today Tv, il presidente siriano Bashar al-Assad ha parlato della crisi del suo Paese, incolpando di quanto sta accadendo l’Occidente, e stati come l’Arabia Saudita, la Turchia e il Qatar.

“Non credo- ha dichiarato– che l’Occidente deciderà di intervenire presto. Ma se lo farà, nessuno potrà prevedere quel che accadrà dopo. Penso che il prezzo di un’invasione estera potrebbe essere molto più di quanto il mondo interò possa permettersi”. Secondo Assad l’effetto domino sarebbe assicurato. “Un attacco militare contro il mio Paese interesserà il mondo intero, dall’Atlantico al Pacifico”.

La crisi siriana si trascina ormai da quasi due anni (20 mesi), e aumenta di giorno in giorno il numero di morti e di sfollati.

Sono 11 mila, per esempio, i siriani fuggiti nei Paesi vicini (9 mila in Turchia, mille in Libano e mille in Giordania) nelle ultime 24 ore a causa della…

View original post 164 altre parole

Domani sciopero e presidio dei giornalisti #Rcs

Ricevo e inoltro questo comunicato dei Cdr della Rcs, azienda che ha fatto scelte editoriali scellerate (leggi Spagna) e ha munto le casse pubbliche fin che ha potuto (leggi: stato di crisi). E che ora minaccia tagli al personale.
Domani sciopero e presidi. Qui si spiega di cosa si discuterà nel CdA.
Ad maiora

________________________________

I giornalisti della Divisione Periodici hanno atteso invano la convocazione da parte dell’amministratore delegato di un tavolo di confronto sulle iniziative che intende adottare all’interno del piano industriale che presenterà al Consiglio d’amministrazione di Rcs MediaGroup il prossimo 19 dicembre. Sostenuti dalla Federazione nazionale della stampa, riteniamo che in questa fase straordinaria l’azienda debba avere il coraggio e la lungimiranza di aprirsi a un modello di relazioni industriali altrettanto straordinario: in questo momento, non può mancare l’apporto costruttivo e propositivo dei giornalisti.

Come da ultimo ribadito dall’assemblea generale dei giornalisti della Divisione Periodici, siamo pronti ad assicurare collaborazione, ma a condizione che il piano industriale in preparazione contenga, innanzitutto, quella progettualità, fin qui mancata, necessaria a garantire il rilancio e lo sviluppo delle attività editoriali cartacee e digitali. È necessario ripartire dalla qualità dei giornali e dei contenuti, facendo leva sull’enorme patrimonio di professionalità di cui dispone la casa editrice.

A fronte dell’attuale silenzio dell’ad e per sollecitare una riflessione anche da parte degli azionisti, il Comitato di redazione proclama un primo giorno di sciopero per lunedì 12 novembre 2012, in concomitanza con il Cda riunito per l’approvazione della trimestrale, iniziativa che rientra nel pacchetto di 15 giorni di sciopero che l’assemblea generale dei giornalisti della Divisione Periodici ha affidato al Comitato di redazione lo scorso 30 ottobre.
Il Cdr, contestualmente, indice una manifestazione-presidio davanti alla sede in cui si svolgerà la riunione del Cda: presumibilmente, il palazzo Rcs di via San Marco, a partire dalle ore 10. Seguirà conferma del luogo.

Il Comitato di redazione, in occasione della mobilitazione, diffida i direttori dall’utilizzo di giornalisti non assunti, e annuncia sin da ora di essere pronto a denunciare direttori e azienda per comportamento antisindacale.

Il Cdr della Divisione Periodici di Rcs MediaGroup

20121110-202921.jpg

Comunque, se nevica, si lavora a Milano

Da piccolo l’ho fatto anche io. Ma ho mancato la nevicata dell’85. Lì sì che a Milano gli spazzaneve hanno lavorato. Pensate che, in questa grande città, crollò il Palazzetto dello sport. Mai più ricostruito.

Comunque, qui c’è il comunicato dell’Amsa per la ricerca di personale avventizio in caso di nevicate.

Ad maiora.

……………

“Quando nevica lavora con noi”: è partita la campagna di reclutamento spalatori di Amsa.

Amsa, società del gruppo A2A che gestisce i servizi ambientali a Milano e in alcuni comuni della Provincia, si occupa anche di tenere pulito il capoluogo lombardo in caso di nevicate. In alcuni periodi dell’anno le condizioni climatiche possono essere tali da richiedere l’intervento di personale aggiuntivo per riuscire a far fronte all’impatto che le precipitazioni nevose hanno sulla città. Per questo motivo anche quest’anno Amsa è alla ricerca di lavoratori avventizi da reclutare in caso di “emergenza neve”, da affiancare agli operatori dell’Azienda nelle operazioni di pulizia delle principali aree pedonali cittadine e dei marciapiedi commissionati dall’Amministrazione Comunale.

Tutti gli interessati possono dare la propria disponibilità a collaborare registrandosi sul sito internet

www.amsa.it

Una volta cliccato il link presente sulla homepage della pagina web di Amsa, in pochi semplici passaggi la richiesta sarà registrata e il nominativo inserito nella banca dati dell’Azienda.

In caso di necessità, chi ha dato la disponibilità sarà convocato con una telefonata vocale registrata, attraverso la quale verranno comunicati l’ora e il luogo del ritrovo. Il compenso per l’attività – 8 ore – prestata in orario diurno è di 100 euro lordi, corrispondenti a 75 euro netti, e in caso di lavoro notturno, di 120 euro lordi (90 euro netti).