Day: 7 novembre 2012

#CiaoEzio. La lettera testamento di Ezio Trussoni alla redazione

Io sono una persona fortunata.
Iniziava così la lettera aperta che Ezio aveva scritto alla redazione della Rai di Milano.
Non l’ha potuta leggere lui perché la voce se ne era andata prima di lui. Che ci ha lasciati oggi.
Quelli fortunati siamo stati noi e chi l’ha avuto per figlio, per marito, per padre, per amico.
Ecco la sua lettera-testamento.
Ad maiora

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Io sono una persona fortunata, nella mia vita sono riuscito a fare sempre ciò che desideravo.
Nel 1974 fondai un istituto di ricerca storica, dal 1900 al 25 aprile 1945. Negli anni dell’università, a Torino, avevo frequentato il centro Piero Gobetti. Loro mi dissero che avevano molta documentazione storica sulla Valle d’Aosta e che me avrebbero consegnato se fondavo un centro di ricerca nella mia regione.
Finita l’università radunai un gruppo di persone, politicamente trasversale, e lanciai il progetto tutti furono entusiasti. Riuscii a far approvare una legge regionale che finanziava l’istituto storico della resistenza in Valle d’Aosta.
L’assessorato alla pubblica istruzione concesse il distacco di due insegnanti impegnati nella ricerca storica. Io ero il Direttore dell’istituto.
Il centro di ricerca è ancora attivo e pubblica molti libri.
Nel 1978, nasce la Terza Rete e fece in ogni regione un concorso per Programmisti-registi. Io lo feci ad Aosta, lo vinsi insieme a due colleghi romani e uno torinese. Mi dimisi da direttore dell’Istituto storico.
Appena partì la Terza rete ci divertimmo a realizzare documentari, reportage e inchieste con il taglio regionale.
Nel 1980 il Professore Rossini, Direttore di Rete, mi chiamo a Roma per realizzare un programma sugli eventi: festival cinema, carnevale di Venezia, la moda di Milano, ecc. Io mi occupai prevalentemente del nord.
Furono anni stimolanti, sempre in giro a fare spettacolo. Per me che venivo dalla più piccola regione d’Italia era un opportunità straordinaria.
Nel 1983, il Direttore di Rete, Rossini, mi chiamò e disse che dovevo andare in Sardegna per fare l’aiuto regista di Gavino Ledda. Il film si chiamava Ybris, in pratica rimasi in Sardegna quasi un anno. Il film nel 1984 venne presentato al Festival del cinema di Venezia. Non vinse, ma cosa pretendere di più.
Poi feci la regia di un paio di telefilm.
Nell’autunno del 1984 Vittorio Corona, direttore delle riviste MODA e KING della Nuova-Eri , venne chiamato dalla RETE DUE per realizzare un programma televisivo dedicato alla moda. Corona disse che conosceva un solo regista Rai Ezio Trussoni.
Dalla rete tre passai alla rete due, da Roma venni trasferito a Milano. Fu avventura straordinaria. Vittorio Corona era geniale, non aveva mai fatto televisione, ma era in grado di inventarsi storie, personaggi ma soprattutto la post produzione, Italo Clerici responsabile del settore ci diede la massima collaborazione.
In una puntata dedicata agli esordienti lanciammo due ragazzi appena arrivati dal sud
Domenico Dolce e Stefano Gabbana che poi hanno avuto un grande successo.
Moda fu una trasmissione fortemente innovativa ed ebbe il consenso del pubblico e della critica, anche grazie ai video di moda realizzati dai giovani registi milanesi che poi hanno avuto successo nel cinema.
Furono tre anni straordinari, poi venne la proposta di passare al Telegiornale, il capo struttura di Rai Due, Leonardo Valente, cercava di dissuadermi, ma io come avevo sempre fatto nella via vita affrontai l’avventura. Feci l’esami da professionista e entrai in redazione. Alcuni anni dopo rincontrai Leonardo Valente, era il Direttore della TGR. Lui affidò un nuovo programma a un gruppo composto da Piera Rolandi, Giancarlo Gioielli e io.
Una trasmissione che è andata avanti per molti anni, sempre di grande livello.
In redazione condussi i TG, feci anche molta carriera nel 1998 venni nominato Capo redattore centrale.
Nel 2001 mi cercò Massimo Donelli, attuale Direttore di Canale 5, per un progetto del Sole 24 ore. L’editore voleva fare un canale televisivo economico. Non seppi resistere, con Donelli avevo lavorato ai tempi MODA. Mi dimisi dalla RAI e entrai nel gruppo Sole 24 Ore.
Con una quindicina di giovani giornalisti realizzammo una televisione all news. Una esperienza che non avevo mai fatto.
11 settembre ci colse mentre eravamo in onda, quelle immagini ci fecero cambiare programma per tutto il giorno e per quello successivo vennero dedicati a questa grande tragedia. Questo materiale divenne una videocassetta allagata a Panorama.
La crisi delle new economy fu devastante per la televisione del Sole. Dopo tre anni
Dopo un paio d’anni l’Editore decise di chiudere la TV. Ci proposero il a Radio 24 , all’agenzia Radiocor o al quotidiano.
In quel periodo ripresi i contatti con la Rai, mi proposero di tornare alla TGR come caporedattore centrale. Lo dissi a Ferruccio De Bortoli, Direttore del Sole, mi propose di fare il vicedirettore della radio. Io risposi che la mia formazione era televisiva.
Il ritorno in Rai fu molto positivo, anche io ero cambiato.
Sono stati anni molto stimolanti con i telegiornali e le rubriche. Poi Buongiorno Regione e Buongiorno Italia con un gruppo di giovani giornalisti entusiasti e bravi.
Io devo essere sincero la RAI è stata l’azienda che mi ha formato, devo tutto alla Rai.
Ringrazio il Direttore Maccari e Alessandro Casarin che mi hanno dato fiducia.
Anche adesso quando in questo palazzo sono felice.
Purtroppo da un paio di anni sto lottando contro una grava malattia che per ora non ha i farmaci per la cura. Si tratta della SLA la sclerosi laterale amiotrofica. Una malattia colpisce il sistema muscolare. Da quattro mesi non mangio con la bocca.
Per questo ho assunto privatamente Allan che mi aiuta nell’alimentazione e mi accompagna. L’Azienda mi ha concesso di farlo entrare e io lavoro come prima per parlare uso l’Ipad.
Il mio carattere di dice di lottare contro la malattia e lo farò sicuramente. La mia famiglia mi aiuta molto.
E lo ripeto qui in mezzo a voi sono felice.

Ezio Trussoni

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#CiaoEzio con Antonia Pozzi

Maria Castelli, collega e donna di straordinaria forza, dopo aver letto il mio post sulla morte (e la lezione) di Ezio Trussoni, mi ha mandato questa poesia di Antonia Pozzi.
Che giro a tutti voi.
Ad maiora
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Questo non è esser morti.
Questo è tornare al paese, alla culla:
chiaro è il giorno,
come il sorriso di una madre che aspettava.
Campi brinati, alberi d’argento, crisantemi
biondi: le bimbe
vestite di bianco
con il velo color della brina,
la voce colore dell’acqua
ancora viva
fra terrose prode.
Le fiammelle dei cieli,
naufragate nello splendore del mattino,
dicono quel che sia
questo svanire delle terrene cose,
dolce,
questo tornare degli umani,
per aerei ponti
di cielo,
per candide creste di monti
sognati,
all’altra riva,
ai prati
del sole.

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#CiaoEzio. Le agenzie ricordano Ezio Trussoni

Le agenzie di stampa battono la notizia della scomparsa di Ezio

Ad maiora.

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(Omnimilano) Milano, 07 nov – “E’ stato al lavoro, in redazione, fino alla fine: Ezio Trussoni – sessantuno anni e da dieci anni alla guida della redazione della Tgr Lombardia – è morto all’improvviso, questa mattina, nella sua abitazione milanese”. lo comunica l’ufficio stampa Rai di Milano. Trussoni, in Rai dal 1978 e da tempo gravemente malato, non ha mai fatto mancare la sua presenza, la sua dedizione e la sua attenzione scrupolosa al tg e alle rubriche realizzate da quella che continuerà ad essere la “sua” redazione.

Una figura di riferimento – dice il Direttore della Tgr, Alessandro Casarin: “ha lavorato fino all’ultimo minuto. Un esempio per tutti noi di attaccamento alla vita e alla professione. lo ha fatto per sé, per la sua famiglia e per la redazione. e soprattutto per i giovani precari per i quali, mi ha ripetuto anche recentemente, vedeva un’azienda nuova dove tutti hanno una possibilità per farcela”.

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GIORNALISTI: E’ MORTO EZIO TRUSSONI

ERA RESPONSABILE DELLA TGR LOMBARDIA

(ANSA) – MILANO, 7 NOV – EZIO TRUSSONI, CAPO DELLA REDAZIONE

DEL TGR LOMBARDIA, E’ MORTO QUESTA MATTINA NELLA SUA ABITAZIONE

DI MILANO.

SESSANTUNO ANNI, IN RAI DAL 1978, DA DIECI ANNI ERA

RESPONSABILE DELLA REDAZIONE, DA TEMPO GRAVEMENTE MALATO, NON HA

MAI FATTO MANCARE LA SUA PRESENZA E ANCHE IERI HA PRESIEDUTO LA

RIUNIONE.

“UNA FIGURA DI RIFERIMENTO – DICE IL DIRETTORE DELLA TGR,

ALESSANDRO CASARIN -. HA LAVORATO FINO ALL’ULTIMO MINUTO. UN

ESEMPIO PER TUTTI NOI DI ATTACCAMENTO ALLA VITA E ALLA

PROFESSIONE. LO HA FATTO PER SE’, PER LA SUA FAMIGLIA E PER LA

REDAZIONE. E SOPRATTUTTO PER I GIOVANI PRECARI PER I QUALI, MI

HA RIPETUTO ANCHE RECENTEMENTE, VEDEVA UN’AZIENDA NUOVA DOVE

TUTTI HANNO UNA POSSIBILITA’ PER FARCELA”. (ANSA).

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GIORNALISTI: LUTTO IN REDAZIONE TGR LOMBARDIA, MORTO TRUSSONI =

Milano, 7 nov. – (Adnkronos) – E’ venuto a mancare questa

mattina, all’improvvso, nella sua abitazione di Milano Ezio Trussoni,

sessantuno anni e da dieci alla guida della redazione della Tgr

Lombardia. Ne da’ notizia la Rai, ricordando che , nonostante fosse da

tempo gravemente malato, “non ha mai fatto mancare la sua presenza, la

sua dedizione e la sua attenzione scrupolosa al Tg e alle rubriche

realizzate da quella che continuera’ ad essere la ‘sua’ redazione”.

“Una figura di riferimento” dice il direttore della Tgr,

Alessandro Casarin.”Ha lavorato fino all’ultimo minuto. Un esempio per

tutti noi di attaccamento alla vita e alla professione. Lo ha fatto

per se’, per la sua famiglia e per la redazione. E soprattutto per i

giovani precari per i quali, mi ha ripetuto anche recentemente, vedeva

un’azienda nuova dove tutti hanno una possibilita’ per farcela”.

La lezione di Ezio Trussoni

Non mi ricordo più la sua voce.
La Sla gliela aveva portata via da così tanto tempo.
Soffriva in silenzio.
Come i pesci.
Quando al raduno degli Alpini a Bergamo, nel 2010, si era messo a piangere non avevo capito il perché.
Lui sapeva invece che era l’inizio della fine.
Mi chiese di poter intervistare lui gli alpini di Aosta, dove sfilavano alcuni suoi amici, alcuni suoi ex commilitoni.
Poi, piano piano, ha perso la voce, ha smesso di camminare per i corridoi della Rai.
Ieri però era al tavolo della riunione di redazione.
Faceva una fatica assurda anche solo a scrivere il sommario. L’Ipad a volte parlava anche per lui.
Ma in un mondo sempre più veloce, è difficile stare al passo quando si è malati.
La nostra redazione, e di ciò va ringraziata la Rai (perché altrove l’avrebbero esodato dopo un minuto), ha vissuto per più di un anno con un capo il cui corpo andava ogni giorno spegnendosi.
Ora mi appresto ad andare in riunione di redazione.
La più difficile della mia vita.
Ad maiora

I funerali si svolgeranno domani 8 novembre alle 11 nella Chiesa di Santa Croce in via Sidoli.

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Ps. Per le condoglianze l’indirizzo è via Sismondi 6, 20133 MIlano. 20121107-091542.jpg