Day: 18 ottobre 2012

La repressione dei dissidenti ai tempi di Josep Putin. #OccupyPutin

La tirannia russa fonda la propria forza sulla Videocrazia.
Lì la TV non serve per rincretinire la gente a colpi di tronisti, non serve solo a farli diventare consumatori ubbidienti.
Lì serve per mettere a tacere gli oppositori.
Funziona così: la TV di regime non parla mai di chi non ama Putin, dei moderni dissidenti. Ma se lo fa, lo fa unicamente per dire che l’opposizione è una palata di merda (finanziata dagli stranieri, per di più) che vuole seppellire la Madre Patria Russia.
Alle manifestazioni di maggio, a quella Marcia dei Milioni che chiedeva a Putin di togliersi dai coglioni e che è finita con scontri con muri di sbirri messi a difendere il Cremlimo, non si potevano non notare le migliaia di bandiere rosse del Fronte di Sinistra. Il corteo (come larga parte della opposizione al regime) era guidato da Seghei Udaltsov, sorridente e sicuro di sé.
Ora Serghei è finito nei guai. Per incastrarlo, per accusarlo – in puro stile fascista – di intelligenza col nemico, hanno, ovviamente, usato la TV.
Lo si accusa di aver organizzato una sorte di golpe per far cadere il tiranno Putin.
In carcere, Serghei è già stato tante volte e le sei ore di fermo di ieri gli saranno sembrate una passeggiata. Ora ha il divieto di espatrio e l’obbligo di firma e dimora.
L’ultima volta, quando uscì di cella per una manifestazione non autorizzata, organizzò un comizio abusivo fuori dal carcere. Questa volta, dopo l’incriminazione, ha invitato tutti ad andare ad occupare il comitato d’inchiesta.
Non si farà piegare.
Ad maiora

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Mio fratello!! 🙂

Nomfup

Ho passato mezza giornata dalle parti di YouDem, ospitali come sempre. Ne sono uscite una puntata, la terza, di Potus (senza Gabriella Radano purtroppo, un abbraccio, torna presto) e tre minuti tre con quell’argentovivo di Dominique Argant (e la mano di velluto di Massimo Caliendo).

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