Day: 10 ottobre 2012

#PussyRiot. Condanna confermata. Ma Katia è libera

Il tribunale di Mosca ha confermato la condanna di primo grado per le Pussy Riot, colpevoli di atto di teppismo aggravate dalla blasfemia.
2 anni di lavori forzati, ma una delle tre ragazze è stata rilasciata con la condizionale.
Sembra abbia ottenuto la libertà dissociandosi.
Durante l’udienza, una delle tre punk ha definito più volgare rispetto alla loro esibizione, la frase con cui il piccolo dittatore Putin ha conquistato il consenso nelle elezioni del 2000: inseguiremo i terroristi fin nel cesso.
L’ex spia del KGB divenne popolare con quel frase e con la guerra patriottica contro i ceceni (decine di migliaia i morti, per lo più civili).
I ceceni vennero accusati di attentati in città russe che da più parti si ritengono siano stati organizzati proprio da esponenti di KGB/Fsb per favorire l’ascesa del capo al Cremlino.
Le Pussy Riot oggi in aula si sono dichiarate “prigioniere politiche”.
Amnesty le ha, fin dal giorno del loro arresto in carcerazione preventiva, considerate “prigioniere di coscienza”.
Il grido Free Pussy Riot, accompagnerà gli esponenti del regime putiniano in tutto il mondo, da qui alla liberazione delle due ragazze.
Ad maiora

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#PussyRiot. Oggi via al processo d’appello

Inizia oggi a Mosca il processo d’appello contro le Pussy Riot, le tre ragazze della band punk condannate (lo scorso 17 agosto) a due anni di colonia penale per 45 secondi di concerto anti-putiniano nella Cattedrale di Cristo Salvatore: http://youtu.be/VtYw-d1CSxQ

Il concerto ovviamente non autorizzato, considerato blasfemo, venne organizzato in febbraio poco prima dell’ennesima rielezione di Putin alla presidenza della Federazione Russa.

 Le tre ragazze sono state condannate in primo grado per atti di teppismo motivato da odio religioso. Una sentenza contestata un po’ in tutto il mondo. Meno in Russia dove il lavaggio del cervello operato dalla televisione ha spinto la maggior parte dei russi ad appoggiare la condanna (i sondaggi assolsero anche al colonnello Yuri Budanov, colpevole di aver ucciso Elsa K., cecena diciottenne).

Lo stesso Putin ci ha tenuto, nel giorno del suo compleanno (festeggiato ovviamente in tv) ad appoggiare la decisione degli amici giudici: “E ‘inammissibile di minare le nostre fondamenta morali, i valori morali, per cercare di distruggere il paese”. A quello ci pensa già lui. Da dodici anni.

Le tre ragazze continuano intanto a far parlare di sé. I giornalisti New Times sono infatti riusciti a intervistarle in carcere: http://www.rferl.org/content/pussy-riot-speak-about-jail-conditions-in-leaked-videos/24734005.html

Qui il video in cui è Nadia Tolonnikova a parlare della sua detenzione: http://youtu.be/LE40AyvxgJc

Qui Maria Alyokhina: http://youtu.be/76LXTpqE_ng

Ad maiora