Month: settembre 2012

L’altra storia di Milano (forte sta città)

O capitano! Mio capitano!...

Di lei, per oltre novant’anni, non ha parlato più nessuno. Dimenticata sino ai giorni nostri quando, grazie al prezioso lavoro di ricerca dei compagni anarchici, in particolare Marco Rossi e Tommaso Marabini, il suo sacrificio è stato riscoperto, riportandone la figura al posto che le spetta nella memoria di classe, martire ed esempio per le avanguardie rivoluzionarie.

Teresa, una data: 15 aprile 1919.

Teresa, una della nostra classe: operaia della roccaforte proletaria della Bovisa, quartiere in cui come gruppo e giornale abbiamo messo le radici nel 2003.

Teresa, una militante: affronta in piazza lo squadrismo fascista.

Teresa, fiore rosso reciso: prima vittima di sempre del fascismo.

Teresa, operaia cucitrice: è già schedata dalla polizia quando, in quel 15 aprile, va nella piazza occupata da fascisti e futuristi.

Milano, 15 aprile 1919. Socialisti e Camera del Lavoro proclamano uno sciopero generale con comizio all’Arena in protesta contro la repressione poliziesca avvenuta…

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#FreePussyRiot #1October2012. A Milano in piazza anche per ricordare Anna. RT pls

Non si ferma l’efficiente macchina repressiva del regime putiniano. Dopo la sentenza che, il 17 agosto, ha condannato le tre Pussy Riot a due anni di colonia penale (escludendo qualunque forma di condizionale, malgrado fossero incensurate) lunedì inizierà il processo d’appello.

Proprio quel giorno, il primo ottobre, è prevista una mobilitazione internazionale per chiedere la liberazione delle tre ragazze, colpevoli di un mini-concerto antiputiniano nella Cattedrale moscovita del Cristo Salvatore. Qui l’elenco delle città coinvolte: http://freepussyriot.org/

A Milano, Annaviva organizza un presidio in via Dante, alle 17.30, sotto la bandiera russa per l’Expo. Chi abbia voglia e modo di venire, porti una balaclava da indossare.

Il gruppo punk femminista è stato candidato al Premio Sakharov che il Parlamento Europeo assegna a dicembre a chi lotta per difendere la libertà di espressione. Ma intanto in Russia si continuano a cercare le due ragazze sfuggite all’arresto (erano in cinque a cantare in chiesa).

I Nashi, gruppo di balilla putiniani, ha posto una taglia sulla loro testa: 50mila rubli, 1250 euro.

Pura propaganda. Ma dà l’idea di quanto fastidio abbia dato quel concertino di 45 secondi in chiesa nel quale le tre ragazze denunciavano – in stile punk – l’abbraccio tra le gerarchie ecclesiastiche e il regime putinano, invitando la Vergine Maria a liberare la Russia da Putin.

Contro di loro si è mosso l’intero apparato giudiziario russo. Quello che ha condannato due volte Mikhail Khodorkovskij e che in questi giorni sta dando la caccia a quanti hanno manifestato il 6 maggio a Mosca, nel primo corteo dell’opposizione conclusasi con scontri di piazza.

La stessa giustizia russa che in sei anni non ha trovato un colpevole per l‘omicidio di Anna Politkovskaja, assassinata il 7 ottobre 2006.

In piazza, lunedì andremo, anche per chiedere giustizia per lei e per tutti quei giornalisti e attivisti dei diritti umani uccisi in questi anni, senza che nessuno abbia mai cercato di arrestare gli assassini.

Perché l’unica cosa che sembra contare, per la giustizia russa è difendere lo status quo, difendere la tirannia di Vladimir Putin.

Ad maiora

#Crisi #furti e capretti macellati con le selci

La crisi e le sue conseguenze imperano sui quotidiani, nazionali e locali, di oggi.

I furti di cibo sulla Provincia di Como: “Va a ruba la verdura di stagione. Diciassette furti in quattro mesi. Azzerato il raccolto delle cipolle di Tropea, su 1100 ne sono rimasti solo 3. Il titolare dell’azienda: “Ora puntano su zucche e castagne”.

Da La Provincia di Varese cosa fare dopo: “Perdi il lavoro? Il Comune ti affida un orto da coltivare”. Sperando che nessuno venga a rubarti il raccolto.

Raccolto che deve sopravvivere alle manine anche al super. Sulle pagine milanesi di Repubblica: “Parmigiano, colla, creme. Un bottino da 20 milioni in tasca ai taccheggiatori. Boom di furti nei market, c’è chi espone solo le etichette”.

Per chi è senza casa, si avvicina ahinoi l’inverno. Da la Provincia Pavese: “Tenda a fuoco, gravissimo un senzatetto. L’incendio nel parcheggio di Nazario Sauro, il 45enne è rimasto avvolto dalle fiamme mentre preparava la cena”.

Tristezza infine letta su La Provincia di Como: “Massacrano i caprioli”. Rivolta degli animalisti. A Brunate lezioni di macellazione con le selci, come nel Paleolitico. Il sindaco: “Un equivoco, solo capretti pronti per il mercato”.

O siamo noi i capretti pronti per il mercato?

Ad maiora