Maratona milanese e l’arte di correre

Hanno sfidato pioggia e freddo. Iniziano così oggi molti articolo sulla Maratona milanese di ieri.
Scritti da chi non ha capito che, per chi corre, la sfida è con se stessi.
Stamattina, in diretta per Buongiorno regione, parlavo con Antonio La Torre (già allenatore del campione olimpico Brugnetti, ora allenatore degli allenatori e docente in Statale: http://www.scienzemotorie.unimi.it/Facolta/Personale/DocentiRicercatori/LATORRE-ANTONIO-85S_ITA_HTML.html) e con Antonio Ruzzo, collega de Il Giornale dove cura – per passione e perché maratoneta – un bel blog sulla corsa: http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/).
Sarà sicuramente una moda quella del running, ma una moda salutare.
Le staffette alla Milan Marathon sono raddoppiate nel giro di un anno (con evidenti bug nell’organizzazione). Anche grazie al blocco del traffico. Precedentemente la maratona milanese infatti era nota in tutto il mondo (ed evitata per questo) perché i 42 km erano accompagnati da un ininterrotto suono di clacson.
Per chi si voglia cimentare, consiglio il libro che a mia volta mi è stato consigliato da un maratoneta. È una sorta di Bibbia zen: Murakami Haruki, L’arte di correre, Einaudi.
Ad maiora

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