Giorno: 7 marzo 2012

Le Pussy Riot russe restano in carcere (dopo il blitz in chiesa)

Le due esponenti delle Pussy Riot, il gruppo rock-punk che ha fatto vari blitz in Russia, rimarranno in carcere fino al 24 aprile, quando ci sarà il processo.
Fatale è stato lo “spettacolo” improvvisato nella Chiesa di Cristo Salvatore nella settimana pre elettorale.
Eccolo:

Inutile per loro la richiesta di scarcerazione:

http://www.themoscowtimes.com/mobile/news/article/punk-rocker-moms-ordered-detained-for-15-months-before-trial/454303.html

L’obiettivo di questo gruppo è denunciare , platealmente, il “macho Putin” e la sua politica paternalista e sessista:

http://gaymagazine.likepage.it/2012/02/25/dalle-pussycat-dolls-alle-pussy-riot-e-la-russia-comincia-a-tremare/

“Madre di Dio, caccia Putin” era stato il ritornello cantato in Chiesa dalle Pussy Riot. Con una dura reazione del clero ortodosso:

http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/russia-ortodossia-ortodhoxy-ortodoxia-12884/

Temo resteranno in carcere un po’.
Ad maiora

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Via Politkovskaja a Milano sui siti caucasici

Prosegue l’onda informativa sulla decisione del Consiglio comunale di Milano di dedicare una strada della città ad Anna Politkovskaja.
Questo un sito d’informazione del Caucaso:

http://chechnya.eng.kavkaz-uzel.ru/articles/20245/

La decisione di Palazzo Marino dopo una raccolta firme promosse dall’associazione Annaviva.
A breve, un incontro per capire dove e quando la decisione si concretizzerà.
Ad maiora

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Daghestan, i terroristi rispondono al voto: uccisi cinque agenti

In Daghestan torna a scorrere il sangue. Una ragazza si è fatta esplodere ieri sera cercando di entrare in un posto di polizia nel villaggio di Karaboudakhkent. Fernata all’ingresso ha fatto scattare la bomba (almeno due chili di tritolo) uccidendo cinque agenti e ferendone due.

Si tratta ragionevolmente di una “vedova nera”, che ha perso il marito in qualche operazione anti-terrorismo. Anche l’attentato alla metropolitana di Mosca fu compiuto da una “vedova nera” di soli 17 anni.

La polizia sta ora cercando di identificare il corpo della donna che ha computo l’attentato suicida ieri.

In un altro attentato suicida sempre in Daghestan è rimasto ucciso un altro poliziotto.

Domenica Putin è stato rieletto presidente. In Daghestan le percentuali di voto verso l’uomo forte del Cremlino hanno – incredibilmente – superato il 90% dei consensi. Anche durante le operazioni di voto, un attentato a un seggio aveva causato 3 morti.

Del Daghestan, nei mesi scorsi, si sono occupati persino i giornali italiani. L’ex stella interista Eto’o è andata infatti a giocare per l’Anzhi, la squadra di calcio della capitale daghestana, Makhachkala. Il camerunense, per giocare da queste parti, guadagna 20 milioni di euro l’anno.

Ad maiora