Giorno: 6 marzo 2012

Berlusconi: Putin l’uomo giusto. Voglio tornare in Russia

Mentre il presidente (sanguinario) siriano Assad fa i complimenti a Putin per la vittoria, anche Berlusconi si congratula con l’amico Vladimir.

Intervistato dalla “Komsomolskaya Pravda”, l’ex presidente del Consiglio italiano ha parlato di “un sentimento di amicizia speciale” verso l’ex Kgb da 12 anni al potere in Russia.

Dall’uomo di Arcore, solo miele per VV: “Lui e’ un uomo straordinario, semplice e umile, una persona di grande umanità, di grande sensibilità e di forti sentimenti primo tra tutti quello dell’amicizia”.

E ancora: “Per il suo Paese ha svolto e svolgerà ancora un ruolo determinante”. E fin qui ci siamo.

Ma poi il “liberale” Berlusconi si mette i panni di avvocato del diavolo: “Ha saputo portare avanti la transizione dal totalitarismo alla democrazia: un’impresa difficile che richiede tempo”. E infatti Putin vuole stare al Cremlino altri 12 anni. Poi trovare qualcuno che gli scaldi la seggiola per altri sei e riprendere il trono subito dopo…

Per Silvio (che parla di VV ma sembra chiaro si guardi allo specchio) Putin è “ancora l’uomo giusto per guidare questo grande Paese”.

Nell’intervista Berlusconi (che ha casa credo abbia ancora il lettone di VV) parla anche dei suoi viaggi russi: “Il mio rapporto con la Russia è costellato da molti episodi e dai ricordi dei luoghi in cui ho vissuto momenti bellissimi: le sale del Cremlino, Sochi e le rive fiorite del Mar Nero, San Pietroburgo in festa per i suoi trecento anni. Solo per dirle le prime cose che mi vengono alla mente. E poi, i miei rapporti e la mia amicizia con Gorbaciov, con Eltsin, con Putin, con Medvedev. Certo nei confronti di Vladimir nutro un sentimento di amicizia speciale. Siamo spesso in contatto telefonico, ci siamo fatti visita a vicenda. Devo a lui gran parte delle emozioni che ho vissuto in Russia.

Ricordo – prosegue – che una sera gli chiesi di portarmi a fare un giro per San Pietroburgo. Arrivati al porto, scendemmo dall’auto e proseguimmo a piedi, senza gli agenti della scorta. Fummo attorniati dalla gente che, via via lo riconosceva, gli stringeva la mano, lo abbracciava e lo applaudiva. In tanti chiesero di fotografarsi con noi. E tutto questo avveniva fuori dai riflettori, fuori dalle regole ufficiali. Credo davvero che ciò che Vladimir e’ riuscito a farmi sentire sia proprio il cuore del suo popolo. Che e’ la scoperta più bella che si possa fare in Russia. E’ per questo che ho sempre voglia di tornare da voi”.

Buon viaggio.

Ad maiora

#occupyKremlin Scarcerati tutti gli oppositori. Che sabato tornano in piazza

La polizia di Mosca ha rilasciato tutti i manifestanti (ben 250 persone) arrestati ieri durante le manifestazioni post-elettorali.

Gli oppositori sono stati infatti solo denunciati per mere violazioni amministrative.

Il movimento democratico non ha comunque intenzione di fare passi indietro.

Ci si prepara a una manifestazione di massa per sabato 10 marzo.

Ad annunciarlo, poco dopo essere stato scarcerato, Serghei Udaltsov, leader del Fronte di Sinistra.

L’idea è un corteo lungo il viale Kutuzovski, dal Parco della Vittoria al Novi Arbat, passando quindi davanti alla sede del governo, lungo l’arteria usata normalmente dal premier Putin e dal presidente Medvedev per spostarsi dalle loro residenze ai luoghi di lavoro.

Vedremo se sarà autorizzata e quali le reazioni del regime che, dopo mesi di tolleranza, sembra pensare a una fase bielorussa, con arresti di massa. L’immediata scarcerazione di tutti i fermati segnala comunque che le idee non sono ancora chiare.

Se si voleva spaventare il movimento, questi temporanei fermi di polizia credo non faranno altro che rafforzarlo. Lo scorso dicembre, i 15 giorni di cella di Navaly (che ieri dal cellulare di polizia ha continuato a scrivere tweet al vetriolo e scattare foto agli amici arrestati), ne hanno indubbiamente rafforzato l’immagine pubblica. E lo stesso discorso vale per Udaltsov.

Ad maiora

Ps. Vedo che i giornali di tutto il mondo (e i nostri non fanno eccezioni) danno grande risalto all’iniziativa di Medvedev per riaprire il caso Khodorkovskij.

A nessuno è venuta questa domanda: come mai, dopo quattro anni al Cremlino, si è occupato di questo caso a fine mandato?

A me sembra solo propaganda.