Giorno: 20 febbraio 2012

La campagna elettorale del compagno Putin evoca la guerra fredda

La campagna elettorale del compagno presidente Vladimir Putin prevede ogni lunedì un suo articolo su una testata nazionale. La loro lunghezza è tale che twitter in russo ha ora come limite 140mila battute.
Quello odierno, sul quotidiano ufficiale Rossiskaija Gazeta ha al centro la difesa, anzi le spese della difesa.
Un articolo del quale, persino un Obama distratto dalla sua campagna elettorale, non potrà non accorgersi. La politica del reset e di mangiare hamburger va a farsi benedire nel clima da campagna elettorale nel quale Putin, come al solito, cerca consenso mostrando i muscoli e ricompattando il paese di fronte al nemico.
L’antiamericanismo ha sempre un suo perché. Ma – dopo che è stato messo in soffitta da tempo – leggere un Putin che attacca l’idea (davvero imbarazzante) dello scudo missilistico della Nato in Europa, fa un po’ sorridere.
Quanto alle affermazioni, tardo-sovietiche, nelle quali il compagno presidente annuncia che “la risposta tecnico-militare alla difesa missilistica Usa e alla sua sezione europea sarà efficace e asimmetrica. E corrisponderà ai passi Usa in tale direzione” lasciano il tempo che trovano.
L’ex spia sovietica, incurante della crisi (e del malcontento nel paese, con Russia Unita che ha perso la maggioranza assoluta) annuncia un incremento delle spese militari. Alle forze armate verranno fornito 400 nuovi missili intercontinentali, 28 sistemi anti-missilistici, 10 missili Iskander-M, 50 navi da guerra, 600 aerei, 1.000 elicotteri, 2.300 tank e un centinaio di satelliti militari.
Vladimir, prossimo presidente, si prepara di nuovo a giocare a Risiko. Per spaventare – quel che resta de – l’Onu e l’Occidente (che non vede l’ora – solo a livello di dirigenza politica – di spendere altri soldi in inutili armamenti).
Ma zar Putin ruggisce soprattutto per accontentare quella Russia profonda – non moscovita dunque – che lo voterà massicciamente il 4 marzo.
Ad maiora.

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