Mese: novembre 2011

RISOLTA LA VERTENZA A CARPIANO, NEL MILANESE.

Ricevo e pubblico questo comunicato stampa dei Cobas che annunciano la positiva conclusione della vertenza sindacale a Carpiano (nel milanese).

Qui trovate il servizio che ho realizzato per il Tgr Lombardia mercoledì, dopo una notte di picchetti:

http://youtu.be/CCG8gfI1NLg

Ad maiora.

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Lavoratori in festa davanti ai cancelli dopo la conclusione delle trattative. Per la prima volta contano qualcosa e hanno buttato molte paure fuori dal proprio campo, hanno preso consapevolezza del proprio diritto: quello di lottare per uscire dalla condizione di semi-schiavitù in cui sono costretti da un sistema implacabile di sfruttamento. In questo caso un sistema che è diretta emanazione dello stato italiano che da qualche anno ha appaltato tutto il servizio postale a SDA che, a sua volta, ha reclutato una catena di intermediari (le cooperative, ovviamente) per ridurre i costi della forza lavoro.
Rispetto alla situazione che si era consolidata ieri, i lavoratori hanno ottenuto uno scatto di anzianità a partire da gennaio e una serie di miglioramenti sull’organizzazione del lavoro (riduzione delle pause) con un ruolo attivo dei delegati
Un primo passo in avanti tutto da consolidare e da verificare rispetto a quello che sarà l’incedere reale delle cose. L’esperienza ci insegna che è assolutamente fuori luogo cantare vittoria per un accordo sindacale perchè esso, aldilà del suo contenuto specifico, è costantemente sottoposto alle ferree leggi del mercato ed è quindi costantemente in “pericolo” (si sa: i padroni, mentre predicano e reclamano pace sociale,  la lotta di classe la fanno tutti i giorni).
D’altra parte la prova di forza messa in campo dagli operai (tutti africani, molti di loro asilanti del corno d’Africa con alle spalle l’occupazione a Bruzzano di due anni fa) rappresenta un punto di non ritorno
Siamo certi che SDA, e quindi l’UCSA, starà già lavorando per prendere adeguate contromosse e scaricarsi di dosso il peso economico dell’accordo.
Siamo cioè convinti che la lotta, anche a Carpiano,….è solo cominciata.
E fa certamente ben sperare la decisione presa nell’assemblea conclusiva di raccogliere 10€ a testa per sostenere la lotta dei propri compagni a Pioltello e di partecipare in massa al prossimo sciopero che si farà contro Esselunga

SI.Cobas – Milano

A MILANO LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SULL’ISOLA DEI CASSINTEGRATI

Ricevo (e volentieri pubblico) dagli amici de L’isola dei cassintegrati questa notizia relativa alla presentazione a Milano di un volume dedicato a quella lotta.

Vi invitiamo caldamente a partecipare.

Ad maiora.

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A Milano il 25 novembre, ore 18.00 alla Fnac di via Torino, con la giornalista Paola Bacchiddu, presenteremo Asinara Revolution (Bompiani), il romanzo autobiografico che racconta tutta la nostra vicenda, divisa tra Londra, Madrid e l’Asinara.

Questa amara e grande avventura che è stata L’isola dei cassintegrati. Abbiamo sempre cercato di coniugare parole e impegno civile. Lo facemmo quasi due anni fa con la narrazione in rete di quel reality atipico che era la protesta dell’Asinara, lo facciamo di nuovo oggi con questo libro, che, oltre a raccontarci, servirà – speriamo – ad autofinanziare questo progetto di comunicazione partito dal basso e con pochissimi mezzi (Al Festival del giornalismo di Perugia ci è anche stato conferito il premio “Eretici Digitali” per questo).

Qui sotto si trova qualche link su di noi.
Con stima e simpatia, un cordiale saluto,

Michele Azzu

STORIA http://www.isoladeicassintegrati.com/storia/

LIBRO + RASSEGNA STAMPA  http://www.isoladeicassintegrati.com/asinara-revolution-3/

SU RAINEWS http://www.youtube.com/watch?v=Co7KL3pMDv8

SU PRESA DIRETTA http://www.youtube.com/watch?v=-VbQdQjXd10

 
 
 

SIAMO PARI! LA PAROLA ALLE DONNE. RASSEGNA CINEMATOGRAFICA A MILANO

Dalle amiche e dagli amici di Intervita ricevo (e pubblico) questo comunicato riguardante una rassegna cinematografica al via stasera a Milano da questa sera. Una tre giorni per celebrare il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. “Siamo Pari! La parola alle Donne”, questo il titolo della rassegna in scena al Teatro Litta di Milano.

Ad maiora.

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Intervita Onlus, Organizzazione Non Governativa che opera nel Sud del Mondo, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne rinnova l’appuntamento milanese al Teatro Litta – dal 24 al 26 novembre – con Siamo Pari! La parola alle donne, rassegna cinematografica nata in collaborazione con il mensile Nick con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla condizione femminile in contesti difficili utilizzando un linguaggio immediato e coinvolgente come quello cinematografico.

La Rassegna Cinematografica SiamoPari! si inserisce nell’omonima Campagna di Sensibilizzazione di Intervita, lanciata nel2009 a30 anni dalla Convenzione ONU sull’Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione delle Donne per combattere la continua discriminazione della Donna e promuovere la Parità di Genere. “Parità di genere” come volontà di promuovere e tutelare i diritti delle donne, ma anche lotta alla violenza domestica e allo sfruttamento sessuale.

Siamo Pari! porta a Milano inediti del cinema internazionale e italiano, in un viaggio attraverso i 5 continenti; in Africa per capire cosa significa lottare contro le mutilazioni femminili, con il potente documentario Africa Rising; in India,con l’esordio del regista italiano Enrico Bisi, che con Pink Gang! racconta  la missione della Gulabi Gang, movimento in rosa nato per difendere le donne vittime di soprusi e ingiustizie e in Italia con “Per la mia strada” che racconta storie di donne vere, storie di donne italiane di successo “lontane dai riflettori dei media”, “donne che silenziosamente, senza fare rumore prendono in mano il loro destino e perseguono con coraggio i loro sogni”.

PROGRAMMA

Al Teatro Litta da giovedì 24 a sabato 26 novembre saranno tre giorni di proiezioni, dibattiti, tavole rotonde e spunti per parlare del ruolo delle donne nella società contemporanea, dal Nord al Sud del mondo.

Gianni Canova, esperto e critico di cinema, sarà il Patron d’eccezione della rassegna dando il proprio autorevole contributo alla scelta dei film che comporranno la selezione cinematografica e presentando giovedì 24 novembre, insieme alla giornalista Francesca Senette, la serata inaugurale del festival.

L’appuntamento con Siamo Pari! avrà infatti inizio nella suggestiva cornice del Teatro Litta giovedì 24 novembre a partire dalle ore 20.00 con la proiezione di una prestigiosa anteprima alla presenza del cast in sala. Un esclusivo vernissage con istituzioni e personaggi dello spettacolo segnerà l’inizio ufficiale del festival.

Venerdì 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, inizieranno gli incontri e le proiezioni aperte al pubblico, completamente gratuite. Titolo principale è un grande inedito per l’Italia: Africa Rising di Paula Heredia, potente documentario raffigurante la forza di chi non si arrende, dell’inarrestabile movimento per mettere fine alle mutilazioni genitali femminili. A coinvolgere il pubblico in un’ultima riflessione sul tema della violenza sulle donne la partecipazione di Grace Uwizeye della Fondazione EqualityNow (Nairobi), molto attiva in Africa e promosso del film e della sua diffusione.

Il denso programma della giornata prevede nel pomeriggio la proiezione di Perla mia Stradadi Emanuela Giordano, documentario che mostra 8 modelli di donna diversi da quelli normalmente presentati dai Media, otto donne che hanno raggiunto l’eccellenza nelle loro professioni e che rappresentano modelli positivi e stimolanti per i giovani che stanno per compiere scelte di vita e di lavoro importanti, a cui seguirà una Tavola Rotonda in cui rappresentanti del mondo della cultura si confronteranno in un dibattito sulla presenza positiva della donna italiana nella società di oggi.

In Siamo Pari! l’arte visiva interviene in molteplici forme. Sempre venerdì durante l’aperitivo sarà inaugurata la mostra fotografica “La parola alle donne”, che è anche oggetto della campagna di comunicazione. Accanto alle immagini toccanti dei progetti Intervita provenienti da tutto il mondo, saranno esposte le foto dei vincitori del contest promosso da Intervita e Nick, che a partire dalla fine di luglio hanno sollecitato giovani fotografi e nuovi talenti a “tradurre in immagini la propria visione della forza vitale delle donne”. Ai fotografi è stato chiesto di interpretare liberamente il tema, scegliendo la società contemporanea come cornice in cui è possibile scorgere la naturale espressione della libertà femminile, sia l’evidente disparità dei diritti di genere.

L’ultimo giorno della rassegna affronterà il tema Altri Mondi. Nel 2011 protagonista è l’India, un Paese ricco di spiritualità e contraddizioni in cui povertà e iper sviluppo economico convivono in continua compartecipazione. In un paese dove per molti è difficile persino soddisfare bisogni primari, si è sviluppata una delle più fiorenti, ricche e piene di eccessi industrie cinematografiche: Bollywood.

Nel pomeriggio verrà proiettato Pink Gang! del giovane regista italiano Enrico Bisi, che racconta la missione della Gulabi Gang (Pink Gang), nata in India per difendere le donne vittime di soprusi e ingiustizie, attraverso la storia personale della sua fondatrice SampatPal. A seguire la tavola rotonda. Intervita, presente in India con molti progetti da oltre 11 anni contribuirà al dibattito con una propria rappresentante Indiana per dare un’esperienza diretta di cosa significa vivere negli Slum, le baraccopoli indiane e quali siano oggi per le donne le possibilità di sviluppo e realizzazione in un paese dove essere donna è ancora oggi considerato uno svantaggio.

Siamo Pari! si chiuderà sabato 26 novembre con il Premio Intervita, un riconoscimento importante che quest’anno premia Emanuela Pirovano, una regista che si è messa in evidenza per il suo ruolo in difesa delle donne.

L’intero evento sarà aperto al pubblico e totalmente gratuito, ma saranno presenti in loco per tutta la durata della manifestazione gli infopoint Intervita dove sarà possibile effettuare donazioni libere o diventare sostenitori dell’associazione. Tutti i fondi di Siamo Pari! saranno devoluti al progetto con base in Kenia contro le mutilazioni genitali femminili. Un progetto di prevenzione e cura delle Mutilazioni Genitali Femminili che vedrà la collaborazione di Intervita con due ong locali, la Biafra Muslim Welfare Society, che gestisce la Biafra Medical Clinic, e la Horn of Africa Community BasedHealth Project (HAP).

L’area di intervento sarà Nairobi ed in particolare la zona di Kamukunji, dove si trova Eastleigh, l’area in cui si concentra gran parte della comunità somala keniota (composta di rifugiati e di kenioti di etnia somala) e altre popolazioni del Corno d’Africa che praticano le MGF. Le azioni di progetto si rivolgeranno pertanto a tutti i gruppi etnici, kenioti e non, che continuano a praticare questa usanza. E’ un progetto nuovo e molto importante per Intervita: un programma integrato che comprende una serie di attività di prevenzione volte a sensibilizzare la comunità sui rischi alla salute derivati da questa pratica e una parte di attività di trattamento clinico e psico-sociale delle conseguenze delle MGF nelle donne che le hanno subite.

Il terribile problema delle mutilazioni genitali femminili coinvolge principalmente 28 paesi dell’Africa sub-sahariana. Tali pratiche barbare non sono effettuate per alcun motivo terapeutico e ledono fortemente la salute psichica e fisica di bambine e donne che ne sono sottoposte. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che siano già state sottoposte alla pratica 130 milioni di donne nel mondo, e che 3 milioni di bambine siano a rischio ogni anno. Oggi questa piaga è in aumento in Europa, Australia, Canada e negli Stati Uniti, soprattutto fra gli immigrati provenienti dall’Africa e dall’Asia sud-occidentale.

Il progetto Intervita si concentra nell’area del Kenya, una zona che nell’immaginario collettivo gode di maggior sviluppo economico e libertà rispetto ai Paesi confinanti ma dove si verificano molti problemi sociali che vanno dalla pedofilia, l’abuso dei diritti dei rifugiati, HIV/AIDS e violenza su donne e bambine, come appunto le mutilazioni genitali femminili (MGF). Il progetto nasce con l’obiettivo di rafforzare l’organizzazione di comunità locali per interventi diretti di aiuto e aumentare la consapevolezza dei rischi che queste pratiche comportano, tentando di scardinare le false credenze che sono alla base di queste pratiche incivili.

Sostenere Intervita è semplice: basta accedere al sito www.intervita.it e seguire le indicazioni per donare (tramite versamento postale, bonifico bancario, carta di credito, paypal o RID) oppure chiamare il numero 848 883388.

SANDRO PERTINI, UN PARTIGIANO COME PRESIDENTE

«Triste è la terra che ha bisogno di eroi. Disperata è quella che non riesce nemmeno a ricordarli. E in Italia si arriva sempre, con molta puntualità, a scontare l’affezione che ci porta al scordiamoci il passato e al chi ha dato, ha dato; chi ha avuto, ha avuto. Il rimosso, è inevitabile, torna sempre in forma di incubo. Ma, quando uno tiene famiglia (tengo famiglia, suggeriva Flaiano, è il motto che dovrebbe essere cucito sulla nostra bandiera), deve tirare avanti; e quando uno deve tirare avanti, ha il dovere di comportarsi da mulo e infilarsi il paraocchi. È quello che farà meticolosamente ogni italiano, mentre, dal 1930 fino alla caduta del regime, Pertini sconta in carcere il vizio di possedere una coscienza». Così Massimiliano e Pier Paolo Di Mino scrivono nell’introduzione di questo bel “Libretto rosso di Pertini” edito da Purple Press.

Nel librino, viene raccontata – attraverso le parole dell’unico socialista diventato presidente della Repubblica italiana – la vita del mitico Pert (amico del Paz), durante il fascismo, nella lotta di resistenza, nel dopoguerra e da presidente. Un viaggio dove si capisce che “un partigiano come presidente” non è solo una frase di una canzona nota in tutto il mondo.

Pertini scriveva: «Per me socialismo vuol dire esaltazione della dignità dell’uomo; e quindi il socialismo non può andare disgiunto dalla libertà». Con questa chiave di lettura, si leggono come errori di valutazioni il sostegno all’Urss (e alla Cina di Mao) che pure Pertini fa nel dopoguerra («cinquecento milioni di uomini finalmente liberi sotto le bandiere della democrazia popolare»).

Interessante è la sua fede nel socialismo: «Questo socialismo, questa Resistenza, questa continua lotta politica e tutto il resto sono stati lo strumento, non avendo la fede in Dio, per vincere in qualche modo il dolore del mondo». Una fortuna comunque questa fede, soprattutto agli occhi di un liberale che si nutre solo di dubbi.

Fa impressione, appena usciti (sperem!) da una stagione con madri e padri pronti a gettare le figlie nelle braccia di papi (anche se ha età da bisnonno) leggere un Pertini che si arrabbia con la madre che chiede per lui la liberazione dalle carceri fasciste. Scrive infatti il partigiano: «Come si può pensare che io, pur di tornare libero, sarei pronto a rinnegare la mia fede? E privo della mia fede, cosa può importarmene della libertà? La libertà, questo bene prezioso tanto caro agli uomini, diventa un sudicio straccio da gettar via, acquistato al prezzo di questo tradimento». E a sua madre: «Ma dimmi, mamma, come potresti riabbracciare tuo figlio, se a e tornasse macchiato di un così basso tradimento». Parole che non sembrano frutto dello stessa Italia, patria del trasformismo.

Sempre alla madre, Pertini (che poi andrà fiero di “non aver mai avuto una poltrona ministeriale”) scrive una frase che andrebbe ripetuta come un mantra da quanti ormai, schiavi del sondaggismo (e del berlusconismo, suo legittimo figlio) affrontano solo battaglie vincenti: «Nella vita talvolta è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza». Le battaglie da fare perché è giusto farle, non perché debbano portare a un immediato risultato.

Le stesse che spingeranno il laico Pertini ad attaccare in campo aperto la Dc: «Cristo per opera di costoro è oggi nuovamente crocifisso, perché Cristo è nel lavoratore affamato che cade sotto il piombo del governo clericale». E chissà che direbbe oggi dove, pur in assenza della Dc, il clericalismo ha allargato vieppiù le sue sfere di influenza.

Interessanti (anche alla luce di quanti poi sono saliti al potere) le parole di Pertini verso «questo neofascismo che è nemico della patria, anche se si sciacqua la bocca cento volte al giorno della parola patria, è stato nemico della patria italiana e nemici della patria noi li dobbiamo considerare».

Nell’ultimo capitolo del libro sono pubblicati i messaggi di fine anno del Presidente Pertini. Che consiglio all’Ammiraglio che hanno messo alla guida della Difesa. Perché ripeteva come un mantra: «Si svuotino gli arsenali di guerra sorgente di morte, si colmino i granai sorgenti di vita per milioni di creature umane che stanno lottando contro la fame».

Così come a questo nuovo, anziano, governo sarebbe utile leggere l’appello-testamento di Pertini rivolto ai giovani: «Giovani, armate invece il vostro animo di una fede vigorosa: sceglietela voi liberamente purché la vostra scelta presupponga il principio di libertà, se non lo presuppone voi dovete respingerla, altrimenti vi mettereste su una strada senza ritorno, una strada al cui termine sarebbe la vostra morale servitù: sareste dei servitori in ginocchio, mentre io vi esorto a essere sempre degli uomini in piedi».

Ad maiora.

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Il libretto rosso di Pertini

A cura di Massiliano e Pier Paolo Di Mino

Purple Press

Roma, 2011

Pagg. 248

Euro: 12

FERMIAMO IL BOIA IN BIELORUSSIA!

Nei giorni scorsi il compagno Lukashenko (quello che non ha cambiato nome al KGB) ha chiesto al Papa di intercedere per lui: http://www.thepetitionsite.com/1/15-days-left-to-save-lives-of-2-young-men-that-are-going-to-be-executed/

A giorni invece nell’ultima dittatura d’Europa sono previste due condanne a morte (mai abolita neanche la pena di morte, da queste parti) per due uomini condannati per gli attentati alla metropolitana di Minsk.

Ci sarebbero anche dei dubbi sulla loro colpevolezza.

Ora è partita una raccolta firme per chiedere di fermare il boia:
http://www.thepetitionsite.com/1/15-days-left-to-save-lives-of-2-young-men-that-are-going-to-be-executed/

100mila le firme che si vogliono raccogliere.
Diamo una mano anche noi?

Ad maiora

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UNA VIA PER ANNA POLITKOVSKAJA!

Continuano ad aumentare le firme dell’appello lanciato da Annaviva per dedicare a Milano una via ad Anna Politkovskaja.

Questi i link all’appello di Chiara Cremonesi:

http://www.chiaracremonesi.it/una-via-per-anna-politkovskaja

E di Giulio Cavalli, anch’egli ora di Sel:

http://www.giuliocavalli.net/2011/11/14/vogliamo-una-via-per-anna-politkovskaja/

Di seguito invece l’appello con le prime firme. Tra loro molti giornalisti, alcuni consiglieri regionali, il presidente del Consiglio provinciale, un ex sindaco di Milano, tanti insegnanti, impiegati, avvocati, liberi professionisti, artigiani e pensionati. Qualche studente.

E tanti altri ne aspettiamo!

Ad maiora.

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VOGLIAMO UNA VIA PER ANNA POLITKOVSKAJA!

Milano nel 2015 sarà – grazie all’Expo – una vetrina internazionale.
La città che ha nel proprio gonfalone Sant’Ambrogio e che ha dato i natali a Manzoni e Beccaria ha l’occasione per non far dimenticare, oltre alla fame del mondo, il rispetto dei diritti umani e della libertà di stampa.
In questi anni, una figura più di altre, ha rappresentato a livello mondiale  il giornalismo “dalla schiena dritta”: Anna Politkovskaja.
Per mettere a tacere la coraggiosa giornalista russa non sono bastate le minacce, gli arresti, gli avvelenamenti, i finti plotoni di esecuzione, l’isolamento.
5 anni fa, il 7 ottobre del 2006, è stata assassinata nel portone di casa sua. La giustizia russa sta tentando – pur tra molti tentennamenti – di trovare chi le abbia materialmente sparato. Mentre resta (e forse resterà) un fitto mistero sui mandanti.
“Io vedo tutto, questo è il problema” scriveva Anna Politkovskaja, uccisa solo perché voleva fare il suo mestiere: la giornalista.
Milano ha dedicato i propri giardini pubblici a Indro Montanelli, mentre ha platealmente mancato la consegna dell’Ambrogino d’oro a un altro dei suoi figli adottivi: Enzo Biagi.
Ora c’è un’occasione di riscatto.
Nel 2009, dopo una raccolta firme on line e una mobilitazione popolare (organizzate da Annaviva e Gariwo), Palazzo Marino ha dedicato ad Anna Politkovskaja un albero nel Giardino dei Giusti al Monte Stella. Altre città italiane hanno seguito questo esempio (da Brescia a Genova).
Oggi, noi firmatari di questo appello, chiediamo al Comune di Milano e al sindaco Pisapia di fare un passo in più, di mettere la città al pari di altre nel mondo, da Roma a Tbilisi, da Tolosa a Ferrara.
Dedicando ad Anna Politkovskaja una via o una piazza della comune che tra pochi anni ospiterà l’Esposizione universale.
Se davvero un vento nuovo soffia sulla “capitale morale”, crediamo che questa sia l’occasione giusta per dimostrarlo.
A tutto il mondo.

Per aderire, mandare una mail specificando nome, cognome e professione a questo indirizzo:
unaviaperanna@gmail.com
………………

Valeria Abis, fotografa
Emanuela Alberti, insegnante
Elena Alberti Nulli, vignaiola e poeta
Andrea Andreoli, consulente
Marco Ardemagni, autore e conduttore radiofonico
Ernesto Asei Conti, libero pensatore
Associazione Mondo in Cammino Veneto
Alessandra Attianese, insegnante
Valentina Saveria Aiuola, Imprenditrice
Maurizio Barabani, libero professionista
Adriana Bassi, pensionata
Erika Battaglia, funzionario
Luciano Belli Paci, avvocato
Daniela Bellomo, dirigente
Alberto Belloni, giornalista
Lani Rachele Beobilla, casalinga
Ivan Berni, giornalista
Monica Berno, libero professionista (Editoria)
Luca Bertoni, ingegnere
Giovanni Bertuola, pensionato
Valentina Bertuola, impiegata
Bice Biagi, giornalista
Paolo Bizzarri, tecnico Rai
Massimo Bonfatti
Andrea Bosco, giornalista
Edoardo Bossi, operatore tv
Monia Bitto, studentessa
Simona Brambilla, giornalista pubblicista e studentessa
Massimo Bricchi, agente assicurativo
Lina Butti, avvocato
Stefano Cagno, psichiatra
Sergio Calabrese, giornalista
Orlando Amedeo Cangià, pensionato
Flora Cappelluti, giornalista
Flavia Casella, giornalista
Andrea Cassano, impiegato
Elisabetta Cassina, impiegata
Federico Cattaneo, operatore di ripresa
Liliana Cattaruzza, impiegata Ata, scuola pubblica precaria
Giulio Cavalli, autore, scrittore, consigliere regionale
Matteo Cazzulani, giornalista Free-lance
Sante Cecchi, pensionato
Massimo Ceresa, impiegato
Emilia Cestelli, organizzazione eventi culturali
Carlo Chierico, dirigente
Ennio Chiodi, giornalista
Elena Colombo, redattrice
Giovanni Cominelli, esperto di politiche educative
Fiorello Cortiana, impiegato
Paolo Costa, dirigente
Chiara Cremonesi, Consigliere Regionale della Lombardia
Sara Cusatelli Lener, giornalista
Maria Giusy D’Anna, insegnante
Bruno Dapei, informatico, presidente del Consiglio Provinciale di Milano
Mikail Davydov, pensionato
Marina Davydova, impiegata
Olga Davydova, giornalista
Luisella Daziano, giornalista
Maurizio Decollanz, caporedattore Telereporter
Bruno De Domenico
Margherita De Vizzi, psicologa
Giorgio Del Mare
Giuliana De Vivo, praticante giornalista
Rosaria Di Cosmo, impiegata Rai
Catia Di Luigi, giornalista
Fausto Facheris, impiegato Enel
Roberto Felace, impiegato
Chiara M. Ferrari, ricercatrice
Giulia Floris, giornalista
Marie Angelo Fontanella
Michele Franzini, musicista
Andrea Frattani, amministratore immobiliare
Lorenzo Frigerio, giornalista
Ornella Furlani, psicologa
Liela Gagni, impiegata
Alessandra Galaschi, impiegata
Ezio Galmuzzi, pensionato
Loredana Ghilardotti, impiegata
Anna Giudici, impiegata
Alessandra Gilardini, editor e science writer
Giuliana Godenigo, pensionata
Sebastiano Grasso, giornalista
Stefania Grimoldi, giornalista
Monique Hemsi, giornalista
Giuseppe Imberti, dirigente cooperativa sociale
Massimiliano Innocenti
Manuela Kovacs, architetto
David Lani, impiegato
Claudio Lanza, funzionario Rai
Fernando Launi, impiegato tecnico
Horia-Victor Lefter, Free-lance journalist
Claudio Lenzi, giornalista
Emanuela Libralon, impiegata
Marlene Lombardo, uffici stampa solidali
Franco Maggi, dirigente comunicazione
Eva Manetti, impiegata
Silvia Mantovani, disoccupata
Carlotta Mariani, giornalista
Stefania Maso, libero professionista
Marta Matteini, giornalista e traduttrice
Francesco Matteuzzi, giornalista e sceneggiatore
Giulia Mengolini, studentessa
Alessandra Mezzenzana,  quadro direttivo
Vito Modugno, pubblicitario
Antonio Monaco, editore
Flavia Mosca, giornalista
Irene Mossa, psicologa
Claudia Musicco, libero professionista
Daniele Nahum, Vice Presidente della Comunità ebraica di Milano
Mina Negri, montatrice Rai
Gabriele Nissim, scrittore e presidente di Gariwo, la Foresta dei Giusti
Giancarlo Occhino, libero professionista
Elisa Orlandotti, impiegata e giornalista
Alessio Orsingher, giornalista
Fabrizio Ossino, libero disoccupato laureato
Anna Pacchiani, impiegata
Rosa Palona, impiegata studente
Valeria Palumbo, caporedattore centrale L’Europeo
Pierluigi Panza, giornalista
Vincenzo Papiro, artigiano
Erica Pasotti, fisioterapista
Umberta Pellizzetti, Capoeira
Silvia Pietroboni, studente
Andrea Pisciotti, impiegato
Ermanno Pozzoni, pensionato
Giuliano Prandini, pensionato
Caterina Proietti, giornalista
Ulianova Radice, direttore di Gariwo, la Foresta dei Giusti
Novella Reginato, pensionata
Giampiero Rossi, giornalista
Andrea Riscassi, giornalista
Alessandro Robecchi, giornalista
Patrizia Romano, avvocato
Enrico Rotondi, giornalista Rai
David Saltuari
Agnese Santucci, psicopedagogista
Stefano Saoncella
Micol Sarfatti, giornalista
Liliana Selo, docente di Scuola primaria
Serena Semprini, impiegata
Michela Sfondrini, libraia
Chiara Smurra, impiegata
Francesca Smurra, dipendente
Lorenzo Strik Leavers, insegnante universitario
Ivano Tajetti, poeta contadino
Roberta Tenca, studentessa
Daniele Tiano, video editor
Carlo Tognoli, giornalista, sindaco di Milano dal 1976 al 1986
Flavio Tranquillo, giornalista
Cristina Triola, digital strategist
Laura Tussi, giornalista
Ivan Vadori, giornalista
Carlo Bruno Vanetti
Massimo Vecchi, impiegato
Vincenzo Viola, insegnante
Stefania Viti, giornalista
Mariella Zanetti, sceneggiatrice
Patrizia Zambrini, ex insegnante
Federico Zurzolo, giornalista

FESTA DEL TESSERAMENTO ANPI DI MILANO ALLA LOGGIA DEI MERCANTI

Anpi alla Loggia dei Mercanti di Milano

Domenica 20 Novembre 2011, via Mercanti, ANPI di Milano (nel 2011 circa diecimila iscritti in città e provincia) ha incontrato i democratici e gli antifascisti milanesi in occasione della giornata nazionale del tesseramento.
Qui il coro della sezione Vittoria dell’ANPI canta canzoni partigiane davanti alla Loggia dei Mercanti sotto la quale sorge il Sacrario dei Combattenti per la libertà e dei deportati milanesi scomparsi nei lager nazisti.

Qui Bella Ciao: http://youtu.be/wKVH_EcMH1g

Qui Fischia il vento:

Ad maiora!