Giorno: 7 novembre 2011

MERCOLEDI’ ALLA CAMERA DEL LAVORO I FUNERALI DI NORI BRAMBILLA PESCE

Malata da qualche tempo (per questo assente all’ultimo presidio antifascista dell’Anpi) ieri, 6 novembre 2011, ci ha lasciati all’età di 88 anni, Nori “Sandra” Brambilla Pesce. Mercoledì 9 la camera ardente e l’ultimo saluto alla Camera del Lavoro.
Che ti sia lieve la terra, cara partigiana.

Questo che segue è il comunicato dell’associazione Memoria Storica Giovanni Pesce.

Ad maiora
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Nori, per noi, è stata memoria, storia, conoscenza. Ci dato tanto e non la dimenticheremo mai.
L’Associazione La Conta si stringe nel cordoglio più profondo alla figlia
Tiziana ed a tutti i suoi cari.
Ciao Norina, chi ha compagni non muore!
La cerimonia funebre si svolgerà mercoledì 9 novembre 2011, alle ore 15 nella sala “Di Vittorio” della Camera del Lavoro, in Corso di Porta Vittoria 43 a Milano. La camera ardente sarà aperta alle ore 11 di mercoledì 9 nella stessa Camera del Lavoro.

La storia partigiana di Onorina “Sandra” Brambilla, ventunenne milanese, figlia di operai, è un mirabile esempio del percorso compiuto da tante donne italiane che, all’8 settembre del ’43 con l’occupazione straniera del Paese
e il sorgere della Repubblica Sociale Italiana di Mussolini, non ebbero
esitazioni a battersi per la libertà abbandonando casa, lavoro e affetti, offrendo un contributo decisivo alla lotta e alla vittoriosa insurrezione. Nel libro autobiografico “Pane bianco” (edizioni Arterigere 2010), con un linguaggio semplice ed efficace, senza accenti retorici, minuzioso nelle ricostruzioni temporali ed ambientali, percorre a ritmo incessante questo tragitto, cogliendo i momenti più intensi della vita di una ragazza schierata con quel minuscolo ma temibile esercito del 3°Gap votato alle imprese più disperate, al limite dell’impossibile, nel cuore della metropoli, contro gli obiettivi strategici dei tedeschi e dei fascisti di Salò. Non ci sono nella ricostruzione, arricchita da un prezioso messaggio filtrato dalla cella di Monza e da un’inedita corrispondenza indirizzata dal Lager di Bolzano alla madre, né silenzi né margini di ambiguità. Il dramma della prigionia in mano agli sgherri di Wernig e le oscure attività delle SS italiane al soldo del nemico emergono con un linguaggio crudo ed essenziale che esalta la pesantezza del trattamento subito. Il cammino di Onorina “Sandra” Brambilla, liberata il 30 aprile 1945, si concluderà, dopo una marcia a tappe forzate, a piedi, con altri compagni, attraverso la Val di Non, il passo della Mendola e quello del Tonale, in una Milano sconciata dalla guerra, dove riabbraccerà la famiglia e il “suo” comandante, Giovanni “Visone” Pesce, medaglia d’oro della Resistenza ed Eroe Nazionale di cui diverrà il 14 luglio 1945 la compagna di una vita. Non mancheranno i riconoscimenti partigiani: il diploma del Comando Alleato di Alexander e la Croce di guerra al “valor partigiano”.
Onorina Brambilla Pesce, nata a Milano nel 1923, per decenni fu militante del Pci e poi di Rifondazione Comunista. Dirigente nazionale della Fiom-Cgil. Attiva nel mondo dell’associazionismo partigiano nell’Anpi, nell’Aned e nell’Anpiia. È stata presidente onoraria dell’Aicvas, l’Associazione degli ex-combattenti volontari antifascisti nella guerra di Spagna, dopo la scomparsa di Giovanni Pesce nel 2007. Nel 2006 è stata insignita della medaglia d’oro di benemerenza dal Comune di Milano città dove ha sempre vissuto. Nel 2010, ha fondato e costituito, con altri amici e compagni, l’associazione “Memoria Storica – Giovanni Pesce”.

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