Giorno: 19 ottobre 2011

IL LEONCAVALLO SUGLI SCONTRI DI SABATO A ROMA

Sul corteo di sabato, gli scontri, la mediatizzazione e la repressione, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato del Centro sociale Leoncavallo di Milano.

Ad maiora.

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In 500 mila hanno sfilato sabato per le vie di Roma per affermare la necessità di un reddito universale garantito, l’esigenza di proteggere i beni comuni e la contrarietà alle politiche liberiste dei governi mondiali che spalleggiati dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale ci stanno cancellando il futuro. Lo stesso giorno, milioni di persone, in decine di città di tutto il mondo gridavano a gran voce che il debito lo deve pagare chi l’ha creato.

Solo a Roma, persone assolutamente esterne al dibattito hanno trasformato questo grande momento di lotta e rivendicazione in uno schiaffo alla città e a tutto il movimento.

Le prime vittime di questi comportamenti siamo noi e quei soggetti che come noi praticano la politica dal basso, attraverso le mobilitazioni di piazza e il dialogo con la società civile. E il massacro mediatico altro non fa che alimentare odio e rabbia, verso chi in realtà la piazza l’ha attraversata con altre modalità. Le nostre lotte quotidiane sono portate avanti a volto scoperto.

Siamo stati ostaggio di pratiche politiche assolutamente folli che stanno già favorendo tutte quelle forze politiche reazionarie che propongono una “nuova legge Reale”, attaccando così il diritto di manifestare sancito dalla nostra Costituzione. Il divieto opposto alla Fiom, uno dei più importanti sindacati italiani, di svolgere, il 21 di ottobre, il suo corteo è la più immediata e grave conseguenza, così come le folli proposte di Maroni.

Tentativi, questi, che tendono ad appesantire una legislazione già tra le più restrittive in materia di ordine pubblico e che poco si addicono a uno stato democratico

VERSO UN PUTINISMO ALL’ITALIANA?

Ora rinculano, come i blindati ai cortei: “Macché Legge Reale! Siamo stati male interpretati”.

Ma intanto si prepara un nuovo giro di vite per le manifestazioni.
Alemanno, per esempio, le ha vietate a Roma per un mese. Non si capisce in base a quale principio costituzionale. La prima ad essere punita è la Fiom, che pure ha un servizio d’ordine coi fiocchi. Poi verranno messi a tacere anche quanti vorranno protestare per la crisi o per i tagli. Verranno consentiti, al massimo, sit-in in determinate piazze. È esattamente quel che succede a Mosca, da due lustri. Soprattutto per l’opposizione.

Anche questa idea, che piace tanto a destra e sinistra, di daspare i manifestanti violenti come si fa per gli ultrà del calcio, ricorda tanto il regime putiniano. In Russia, per fare un esempio, i nazional bolscevichi di Limonov vengono arrestati mentre si dirigono alle manifestazione dell’opposizione (che sono quasi sempre non autorizzate). Succederà anche qui?
Li’, sempre per garantire la sicurezza, l’entrata in quelle piazze concesse all’opposizione è regolata da meta detector. La butto li’ come idea per un mega appalto. Magari da far gestire, extra gara, dalla Protezione civile. Non siamo in (perenne) emergenza?

Ai prossimi cortei, se si va avanti, così saranno sempre meno quanti scenderanno in piazza con intenti pacifici. Allo stadio d’altronde, per le partite di calcio, succede da anni.

Scriveva Ignazio Silone:

La libertà è

la possibilità di dubitare,

è la possibilità di sbagliare

è la possibilità di cercare,

è la possibilità di sperimentare

di dire no

ad una qualsiasi autorità

artistica e filosofica, religiosa,

sociale e anche politica.

Ad maiora