GIUNTA PISAPIA, EPPURE IL VENTO SOFFIA ANCORA

Le prime parole della lettera con cui l’assessore Maran invitava all’assemblea (“sono state settimane per me difficili”) devono aver fatto scattare il meccanismo partecipativo. È così che ieri, per la riunione con l’assessore milanese al traffico, l’Energolab si è rivelato del tutto insufficiente. Per questo mi è venuta in mente la canzone che dà il titolo a questo post:

http://youtu.be/F2jv_VrjEMM

Malgrado le polemiche (penatiane, antipenatiane) di queste ultime settimane, a dispetto dell’aumento del biglietto del tram, chi ha fatto campagna elettorale fino a cento giorni fa è infatti ancora stretto intorno alla giunta Pisapia. La luna di miele, insomma, non è ancora finita.

Maran, che ha iniziato l’incontro un po’ intimidito, è sembrato scaldarsi nel corso del dibattito. E non solo per il caldo africano della sala. Per questo ha più volte chiesto che la città si faccia carico dei cambiamenti necessari per migliorarla. Un invito alla responsabilità individuale che non possiamo non accettare. Ha spiegato come si punti a un coinvolgimento di tutte le categorie per la congestion charge (quattro i modelli che verranno presentati, ma l’impressione è che pagheranno di più i non milanesi, soprattutto se entrano nelle ore di punta – anche se, come ha sottolineato una signora dal pubblico, sono tutti lavoratori, già vessati) e a una fidelizzazione dei clienti Atm (portando a mezzo milione gli abbonamenti), Sull’azienda del trasporto pubblico, si interverrà a fondo:

L’assessore ha martellato sul piano per la ciclabilità, che dovrebbe privilegiare le due ruote alle quattro (un milione di euro sarà investito in rastrelliere, con parcheggi a Cadorna e Centrale).

Nel suo discorso sono però mancati i pedoni, che – pur non producendo smog e non occupando spazio – erano e sono l’anello debole della catena.

Interessante l’idea di dimezzare, entro il mandato, i tempi di percorrenza della circolare 90/91 (ora 110 minuti, potrebbe risparmiare un quarto d’ora solo con i semafori intelligenti). Di incentivare l’uso del Passante e di trasformare il biglietto Atm da ordinario a giornaliero in caso di superamento per 10 giorni del Pm10 (già oltre la soglia).

L’allarme sull’inquinamento è stato al centro dell’intervento di Carlo Monguzzi (che presiede la commissione Trasporti) per il quale “lo smog è oggettivamente di destra” e anche per questo va combattuto…

L’esponente verde del Pd sostiene che la gente è più preoccupata dell’inquinamento che dell’Irpef e ha invitato ad aumentare le corsie preferenziali.  Obiettivo: convincere chi può a non utilizzare l’auto.

È stata poi la volta di Bruno Tabacci (che Monguzzi, come sempre pronto alla battuta, definisce “il malvagio assessore”). Anche l’esponente del Terzo Polo prestato (senza l’esplicito consenso dei suoi leader) a gestire i conti della giunta Pisapia, si è fatto trascinare dall’affetto della sala (pronta agli applausi), parlando ad ampio raggio. Su Maran dice che “ognuno deve essere giudicato sulle cose che fa” non su eventuali “padrinaggi”. Spiega che per applicare i referendum cittadini (di cui irride i quesiti: “Vuoi bene alla mamma?”), occorrerebbe un bilancio a fisarmonica. Dice che la Moratti trattava il ragioniere del Comune come il suo maggiordomo (“Vai a farmi la spesa”) e che ha finito il mandato mettendo sulla spesa corrente delle entrate straordinarie (al momento nonentrate: Serravalle e Sea). Spiega che Palazzo Marino “arancione” poteva decidere di violare il patto di stabilità. L’arrivo di un commissario straordinario l’avrebbe però portato a immediate dimissioni.

Se nelle conferenze stampa è sempre cupo, ieri Tabacci è sembrato ottimista. Sicuro, malgrado tutto, di riuscire a raddrizzare i conti, mettendo anche il bilancio comunale on line (applauso). Il controllo civico è utile, sostiene. Sosteniamo, anche noi.

Una battuta anche sul San Raffaele (invitando la Regione a maggiori controlli): “Anche la Provvidenza bisogna meritarsela”.

Conclude dicendo che “il rigore lo applichiamo per primi a noi stessi”. È lo stesso concetto su cui insiste Maran che, per coinvolgere amici ed elettori (ma non solo), incita: “Per il cambiamento non basta una croce sulla scheda”.

Forse una sulla schiena sì.

Ad maiora

2 comments

  1. L’unica cosa che mi permetto di scrivere è che noi del Nuovo Polo (non Terzo Polo: a Milano ci chiamiamo Nuovo Polo) non abbiamo “prestato” nessuno a nessuno. Si è prestato lui da solo e di certo non ci sentiamo rappresentati dalla giunta Pisapia per la presenza di Tabacci, semmai perché molti di noi hanno votato Pisapia al secondo turno (e altri no).

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