UNA POLIZIOTTA A PRESIEDERE IL KOSOVO

Il Kosovo, giovane stato riconosciuto da 75 paesi dell’Onu, nomina il suo quarto presidente. Non male per un territorio staccatosi formalmente dalla Serbia nel 2008. Atifete Jahjaga è la prima donna a essere eletta (dal parlamento kosovaro) in questo ruolo. Giovanissima (compirà 36 anni il prossimo 20 aprile) è diventata foto-notizia soprattutto per il fatto di essere una poliziotta. Era vice comandante del Corpo. Nessun altra donna qui nel Sud Europa aveva mai raggiunto prima d’ora una carica così importante nelle forze di polizia. E nessuna donna nei Balcani (ma nemmeno in Italia) è mai stata eletta presidente.

La sua nomina comunque non è avvenuta per questa ragione (anche se l’immagine non guasta) quanto per un accordo tra Partito democratico del Kosovo, la Lega democratica del Kosovo e la Nuova Alleanza Kosovo. Ma soprattutto per l’ok dell’ambasciata americana che da queste parti dà sempre le carte. Dopo il flop di Pacolli (dimessosi 40 giorni dopo la nomina, impallinato dalla locale corte costituzionale), Atifete Jahjaga è stata votata da 80 parlamentari sui 100 presenti in aula.

Rimarrà in carica fino al 2012 quando una riforma costituzionale dovrebbe portare a un’elezione diretta della presidenza. A quelle votazioni potrebbe tornare in scena anche Behgjet Pacolli (la cui elezione in Italia fu festeggiata dalle massime cariche dello stato, forse per un suo vecchio matrimonio con Anna Oxa, riemersa in questi giorni per un medico stalker).

E’ curioso che al vertice del piccolo stato venga eletta una poliziotta. Il primo ministro Hashim Thaci, ex leader dell’Uck ora del Pdk, è infatti accusato dall’intelligence tedesca (ma non solo) di essere stato, negli anni ’90, a capo di una “rete criminale che operava in tutto il Kosovo”.

Ad maiora.

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One comment

  1. non voglio chiamare disgrazie, ma ammesso e non concesso che Jahjaga rimarrà in carica e forse riuscirà a governare, temo che nel momento in cui tenterà di ridimensionare il potere del clan di Thaci è possibile che sarà impallinata nel vero senso della parola o finirà fuori strada in qualche incidente stradale dalla dinamica oscura. Ma più di tutto mi sorprende il tono neutro e diplomatico che hai per Hashim Thaci: non capirò mai perchè la Politkovskaya per te è una martire e Kadyrov un sanguinario terrorista e/o capomafia invece su Thaci glissi né più né mano del portavoce del PdL quando parla dei processi di Milano; le accuse che sono state mosse a Thaci e al suo clan ( clan ) nel corso degli anni vanno dagli atti di terrorismo,quando era nell’ UCK e dopo spaziano dai traffici armi e di droga all’eliminazione di avversari e oppositori a un’ attività mostruosa come arricchirsi con espianti e traffico di organi umani. Questi fatti comunque non li ha riportati qualche giornale dei nazionalisti serbi, ma “L’Espresso”.

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