Giorno: 17 gennaio 2011

VIA OLGETTINA CORROTTA, NAZIONE INFETTA

Mussolini, scriveva Gobetti, era l’autobiografia della nazione. Di quella nazione. Berlusconi lo e’ di quella odierna.
Quando il fratello di una venticinquenne indicata come fidanzata del presidente del consiglio, classe 1936, dice “magari fosse lei”, significa che il piano non e’ semplicemente inclinato: siamo in un precipizio.
Via Olgettina e’ la fotografia di un Paese spinto a cercare scorciatoie, a cercare la botta di culo, la raccomandazione, l’aiuto dal potente. Una sorta di reame senza corona (senza dimenticare che anche il vero – mancato – re non sembrava disprezzare l’amore a pagamento).
Nicole Minetti, imposta nel listino bloccato di Formigoni (mentre i più si concentravano sul Trota) non aveva un curriculum tale da scavalcare migliaia di militanti impegnati a sostenere il centro destra ed essere eletta nel consiglio regionale lombardo. Ma alla fine e’ giusto che sia su quegli scranni. Rappresentante di un Paese che spinge sue coetanee, laureate, preparate, ma senza conoscenze altolocate a cercare fortuna all’estero.
Ad maiora.

NATALJA RADZINA (SEMPRE IN CELLA) CANDIDATA AL PREMIO NETIZEN

Il Premio Netizen (nato nel 2008) viene dato ai giornalisti che si battono per la libertà di espressione su Internet. E’ assegnato annualmente a blogger, giornalisti online e cyber-dissidenti, che promuovono la libertà di espressione sul web.

Quest’anno tra i candidati indicati da Reporter senza frontiere (Rff) per il Premio Netizen ci sono 6 giornalisti, provenienti da questi Paesi: dalla Tunisia, Bahrain, Thailandia, Cina, Vietnam e Bielorussia.

Del Paese di Lukashenko è stata scelta la direttrice del sito http://www.charter97.org, Natalja Radzina. La comunicazione è stata fatta all’Associazione dei giornalisti bielorussi indipendenti (ce n’è una senza aggettivo…) ed è stata motivata da Rsf per il personale contributo della collega alla lotta per la libertà di espressione in Bielorussia.

Il Premio Netizen 2011 sarà dato il 11 marzo a Parigi in occasione della Giornata mondiale contro la censura su internet.

Natalja Radzina è stata arrestato a dicembre, di notte, nella redazione del sito, a Minsk, mentre raccontava gli arresti seguiti alle proteste per i presunti brogli alle Presidenziali. Da quel momento lei è tenuta nel centro di detenzione pre-processuale del Kgb. E’ accusata di  aver violato l’art 293 parti 1 e 2 del codice penale (disordini di massa). Rischia fino a 15 anni di reclusione.

In cella, con lei e altri dissidenti, c’è anche il marito Andrei Sannikov, candidato sconfitto alle Presidenziali. Il figlio è curato dai nonni anche se le autorità bielorusse sembrerebbero orientate all’affido.

I due, in carcere da un mese, non hanno mai visto un avvocato.

Ad maiora.

RIFLESSIONE (SOCIALISTA) SUL TERZO POLO MILANESE

Stasera (lunedì 17) alle 21 c’è l’assemblea annuale del Club Porto Franco (al Circolo Aniasi, via de Amicis 17 Milano). SI discuterà delle prossime amministrative.

Ad aprire il dibattito questo articolo di Franco D’Alfonso sul Terzo polo milanese pubblicato su http://www.aripelagomilano.org.

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Tradizionalmente il terzo posto da diritto alla medaglia di bronzo, spesso meglio accettata di quella d’argento, che sa sempre un po’ di sfiga e di perdente, mentre un buon terzo posto è visto come una tappa verso la vittoria assoluta alle edizioni successive. Sarà per questo motivo che periodicamente tanti aspirano al “terzismo” anche in politica, piazzarsi bene per candidarsi a essere l’alternativa prossima futura, in generale con fortune alterne, come avvenne con la “Terza Internazionale” sovietica (anche se, vista la tradizione della casa, quella eliminò direttamente precedenti e successori), con il Terzaforzismo socialdemocratico degli anni settanta, con la Terza via di Tony Blair e via dicendo. Nell’Italia con il sistema politico eternamente in crisi evolutiva, il terzismo sta vivendo una nuova grande stagione con il “Terzo polo” di Casini Fini Rutelli, anche se le fortune restano sempre alterne.

Anche a Milano l’esordio del Terzo Polo si è caratterizzato per il bronzo, che si è materializzato però nelle facce di tanti che pensavano di avere la possibilità di rifarsi una verginità politica o più semplicemente di fare un altro giro al Luna Park inventandosi la candidatura di Gabriele Albertini che per cacciare la Moratti avrebbe dovuto essere appoggiato anche dalla sinistra “responsabile” non si sa di che (probabilmente del ventennio di sconfitte elettorali), dimenticandosi del piano parcheggi, della svendita dell’Aem, dell’uso della Scala e delle iniziative culturali milanesi come promo di Pirelli Re e altre piccole avvedute scelte dell’amministratore di condominio che volle farsi sindaco. Un sondaggio che lo dava al 13,5% contro il quaranta a testa abbondante di Moratti e Pisapia unito, dice qualcuno, alla ventilata comparsa di qualche dossier confezionato secondo i dettami del “metodo Boffo”, nonché a qualche promessa sul futuro arrivo di qualche lettera affettuosa e personale del dott. Letta (“Caro xx, sia io che il presidente Berlusconi siamo profondamente dispiaciuti di non avere potuto procedere alla sua nomina a xxxx, ma siamo certi che presto etc etc”) hanno portato al precipitoso ritorno alla revisione note spese l’eurodeputato condominiale azzerando in un attimo le alchimie di tanti e le speranze di pochi.

Ma l’ennesimo insuccesso del tatticismo senza strategia può portare al ritorno alla politica, che è fatta da scelte convinte che vanno difese con altrettanto convinte battaglie politiche. La crisi del bipartitismo e la regressione del Pdl a Forza Italia alleata con la Lega ha aperto uno spazio politico e non geografico o tattico al centro e il tentativo dei Terzopolisti di essere in partita passa tutto dalla politica, dalle scelte e non dai personalismi, tanto a Roma con Berlusconi quanto a Milano con Letizia Moratti. La “valentia” di Casini e Fini come dei loro sostenitori milanesi si misura sulla capacità di rendere chiara la distanza di convinzioni sul rispetto delle istituzioni, sulle politiche dell’accoglienza e dell’assistenza, sulle scelte economiche e non (solo) sugli interpreti delle stesse: in poche parole, più che con manovre ed alchimie elettorali il Terzo polo si trova a dover manifestare con chiarezza le scelte che l’hanno portato a contrapporsi alla destra populista e leghista e a chiedere il consenso su questo.

Anche a Milano il Terzo Polo sta quindi cercando di manifestarsi evidenziando le tante differenze con la politica dell’attuale sindaco che, come ricordano in pochi, fu eletto sulla base di un programma che segnava anche una cesura politica con le amministrazioni precedenti (chi si ricorda la Moratti Kadima, emula della Livni in Israele?) e che è rimasto inapplicato per il 98%. Una Moratti che si è gettata nelle braccia della Lega abiurando senza batter ciglio a quanto anche i suoi più stretti collaboratori avevano realizzato lascia uno spazio politico “moderato” privo di rappresentanza. E’ a questo mondo che, senza intraprendere scorciatoie, si rivolge la nuova aggregazione terzopolista, con serie possibilità di successo: lo stesso sondaggio che di fatto bocciava il tentativo di “sfondamento” con Albertini evidenziava tuttavia l’esistenza di uno spazio politico significativo, dando al 9,5% un altro candidato del terzo Polo, solo pochi punti meno del più noto ex sindaco.

Credo che la presenza di un solido “Terzo Polo” nel prossimo Consiglio Comunale potrà rendere possibile il ritorno all’alleanza politica tra centro moderato e sinistra riformista che, quando si è realizzata, ha coinciso con i migliori periodi di vita politica e sociale della nostra città. Se è vero che il sistema elettorale tende a escludere la presenza centrista (che infatti rinasce regolarmente dopo l’avvio della legislatura per scissione) è altrettanto vero che il Sindaco eletto direttamente è in grado, se ne è capace, di rendersi interprete direttamente di questa possibile alleanza politica che ne rafforzerebbe comunque la propria azione. E non parlo volutamente di tutte le valutazioni numeriche, che pure sono importanti, che dicono che la presenza di un terzo polo impedirebbe la vittoria della Moratti al primo turno e preparerebbe la sua successiva sconfitta al ballottaggio: se non si verificasse una convergenza politica almeno su alcune scelte di politica amministrativa, per esempio sulla città dei diritti e dei doveri di cui parla tanto Pisapia quanto chi si richiama al Terzo polo, ogni accordo o alleanza precedente o successivo sarebbe effimero e strumentale.

Come disse una volta Vittorio Feltri, ” Letizia Moratti è una signora molto decisa a non si sa cosa” e il sistema di relazioni e poteri in cui è inserita rende possibile la sua stessa esistenza, a prescindere da contenuti e programmi. Chi ambisce a sostituirla o semplicemente a vivere una politica e una città diversa da quella (non) pensata da Donna Letizia, questo non se lo può permettere, deve esplicitare valori e idee nei quali crede. Per la prima volta dopo oltre un decennio, la sinistra è riuscita a farlo con la candidatura di Giuliano Pisapia: se rinascerà anche un centro politico a Milano le buone notizie potrebbero non finire qui.

Franco D’Alfonso

BERLUSCONI FIDANZATO SFRIZZOLA IL VELLUPENDOLO DEI QUOTIDIANI

 

Berlusconi è fidanzato. Apertura del Giornale.

Silvio Choc: ho una relazione stabile, mi costringono a rivelarlo. Titolo del Giorno.

“Sì, ha ua fidanzata. Ma non la butterà mai in pasto ai media”. Daniela Santanché sempre al Giorno. (Nessuno nei giornali che abbiamo sfogliato ha ricordato la contraddizione con una dichiarazione che il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, On.Silvio Berlusconi, rilasciò nella sua visita ufficiale nella Repubblica di Bulgaria, nel giugno scorso: “Sapete, ora che sono un uomo libero c’è una fila di ragazze che vuole sposarmi: le capisco, ho soldi, non sono scemo e sono ancora giovane”).

Minetti, Pascale, Ravot. Ora è toto-fidanzata. Sul Corriere.

Da Francesca a Federica: è caccia alla dama segreta. Su Repubbica (Francesca è Pascale, ex modella napolatena ora consigliere Pdl, Federica è Gagliardi, la “dama bianca”, segretaria della Polverini, portata dal Primo ministro al 68 di Toronto). Sempre su Repubblica pagina intera e carrellata di foto di belle ragazze (ma anche del premier russo) sotto il titolo: Ruby e una squadra di dieci miss nel 25 aprile di Silvio con Putin.

Lo stadio si consola con le ragazze pon-pon (con foto dall’alto verso il basso delle sei ragazze vestite da calciatori della Juve). Sulle pagine sportive del Giorno.

Le istruzioni alle ragazze. Minetti prima della festa: “Ti briffo, ne vedrai di ogni”. Sul Corriere.

“Un anno di noviziato per chi entra nell’Idv”. Di Pietro suggerisce un rimedio (per il suo partito) al Corriere della sera.

Conclude Gene Gnocchi sulla Gazza: Idea Berlusconi per fermare l’Inter. Domani manda alla Pinetina Ruby Rubacuori.

FRATELLI D’ITALIA? IL FILM SULLA DEPORTAZIONE DEGLI EBREI ORA COI SOTTOTITOLI IN INGLESE

“Fratelli d’Italia?” è  un film destinato ai giovani e a chi poco sa delle vicende degli ebrei italiani  durante gli anni delle persecuzioni fasciste; un capitolo della storia d’Italia e d’Europa che la scomparsa degli ultimi testimoni mette a rischio di oblio.

Girato presso la Stazione Centrale di Milano, ne sono protagonisti i discendenti dei perseguitati e dei deportati: figli, nipoti, pronipoti, giovani che si rivolgono ad altri giovani per condividere l’impegno di far conoscere e di tramandare le vicende legate ai loro cari.

Nel film, il computer riveste il ruolo simbolico di  contenitore e diffusore della Memoria. Il finale è un inizio, un invito preciso ad assumersi la responsabilità di uscire dall’indifferenza per approfondire, conoscere e divulgare la vera Storia.

Presentato nel 2009 a Milano, “Fratelli d’Italia?” è stato poi diffuso in cofanetto DVD come allegato al Corriere della Sera in occasione della Giornata della Memoria 2010, con 20.000 copie vendute.

 La proiezione della nuova versione sottotitolata in inglese (realizzata per la Giornata della Memoria 2011) è stata possibile grazie alla collaborazione fra Beth Shalom, Moving Image, produttore del film, e Teatro Litta, la cui sede vide passare i camion che da San Vittore portavano i deportati alla Stazione Centrale.

“Fratelli d’Italia?” ha la sceneggiatura di Mariella Zanetti, la regia di Dario Barezzi, la fotografia di Salvatore Anversa, la colonna sonora di Claudio Ricordi e le musiche originali di Marzio Arigoni.

Altre informazioni sul sito www.binario21.org.

Il film sottotitolato in inglese sarà mostrato in anteprima a Milano la sera del 23 gennaio. Per prenotare un posto mandare una mail all’indirizzo: bethshalom@libero.it.

Ad maiora.