Giorno: 14 gennaio 2011

UN ALTRO NO AL GASDOTTO BRINDISI-MINERBIO

La consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale dell’Emilia Romagna sul gasdotto “Rete Adriatica” progettato da Snam Rete Gas spa, in collaborazione con la multinazionale Bp (quella del disastro nel Golfo del Messico). E’ un gasdotto (ossia un tubo del diametro di un metro e mezzo) che attraverserà 10 regioni italiane, tre parchi nazionali, uno regionale e 21 aree protette dall’Unione europea.
“Il territorio della nostra regione – spiega la consigliera Meo – è
interessato dal passaggio dell’ultimo dei 5 tronconi in cui Snam ha suddiviso il tracciato, il Sestino-Minerbio, che entrerà in
Emilia-Romagna nell’Alta Val Marecchia in provincia di Rimini e, attraversando le province di Forlì-Cesena e Ravenna, arriverà al grande impianto di stoccaggio di metano di Minerbio in provincia di Bologna, causando un notevole danno ambientale in molti ambiti naturali. Solo per fare un esempio, il fiume Savio verrà tagliato 20 volte.”
“Con la mia interrogazione – continua Meo – non intendo esprimere un no di principio all’opera, ma siccome nel progetto il gasdotto viene chiamato “Rete Adriatica”, non si capisce perché questo arrivato all’altezza di Biccari (in Puglia), dopo aver affiancato il ramo della rete nazionale esistente lungo l’Adriatico, se ne distacchi per infilarsi nei crinali appenninici. La stessa Snam nello Studio di Impatto Ambientale del tratto Massafra-Biffari, argomenta sul bisogno di utilizzare corridoi tecnologici già presenti nei territori, limitando il “consumo” di territori naturali. E invece il progetto del metanodotto Brindisi-Minerbio, dalla località Biccari in poi, invece di continuare a raddoppiare la dorsale adriatica (come invece è stato fatto per la tirrenica), proseguirebbe per gli Appennini andando ad intaccare i territori naturali meglio conservati dell’Italia, più ricchi di fiumi, biodiversità, Parchi naturali, aree Sic, Zps, ma anche a più alto rischio idrogeologico e
sismico.”
Anche alla Commissione europea il parlamentare verde Raul Romeva (catalano) ha presentato un’interrogazione sui possibili rischi ambientali in Centro Italia. rischio di trasformare il centro Italia
I verdi emiliano-romagnoli invitano la Snam a rivedere l’intero progetto, modificandone il tracciato.
Ad maiora.

UNA LETTERA CONTRO IL METANODOTTO BRINDISI-MINERBIO

Come scriveva una volta Repubblica (quando era Repubblica) riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera del Comitato cittadini per l’ambiente di Sulmona che si batte contro la costruzione del metanodotto Brindisi-Minerbio.

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Gent.mo Dott. Riscassi,

ci presentiamo: siamo un movimento spontaneo di cittadini che da tre anni è impegnato in tematiche ambientali che riguardano la nostra Valle e la nostra città. L’esigenza di informare ed impegnarsi nasce da ripetuti tentativi di aggressione al nostro territorio da parte di insediamenti impattanti che nulla hanno a che vedere con la vocazione della nostra zona basato sull’agricoltura e il turismo essendo Sulmona città d’arte, all’interno di un sistema di Parchi e di borghi abruzzesi più belli d’Italia, di cui ben 7 in Valle Peligna; insediamenti che, sotto il profilo occupazionale, sono insignificanti o del tutto inesistenti.

Ci riferiamo, nello specifico, al progetto della Toto Group S.p.A. (circa 150 unità?) il cui intento era la realizzazione di un cementificio con annessa cava di 400 ettari nei pressi del cimitero (dove dovrebbe sorgere anche la centrale di compressione della Snam) e deposito di rottamazione di aerei e linee ferroviarie.

Hanno tentato di strumentalizzare gli operai e i disoccupati facendo leva sulla grave crisi economica ed occupazionale della nostra Valle, ma i cittadini hanno risposto in maniera netta, consapevoli dei gravi rischi per la salute grazie anche all’apporto di un documento sottoscritto da oltre 200 medici, biologi e veterinari del comprensorio e, in un animatissimo consiglio comunale aperto, abbiamo rispedito al mittente l’amministratore della Toto Group S.p.A. ed il suo devastante progetto che, per il momento, sembra scongiurato. Altra industria impattante è l’inceneritore per rifiuti ospedalieri (con una prospettiva occupazionale meno di 10 unità da localizzare alla periferia di Sulmona loc. Santa Rufina, zona ricca di acqua e sorgenti e dove è fiorente l’agricoltura anche di qualità come il nostro aglio rosso). La società proponente deve rifare la V.I.A. da capo.

Ma è il progetto della Snam Rete Gas, il metanodotto Brindisi-Minerbio e che lei ben conosce, che risulta essere per noi la battaglia più ardua anche se non ci arrendiamo, avendo come controparte, colossi economici come l’ENI.

Per noi è molto importante che la stampa nazionale si occupi di questo scempio che si intende realizzare lungo tutto l’Appennino centrale con tutti i suoi devastanti effetti sia sul piano ambientale che sismico. Vogliamo che chi ha il potere decisionale comprenda la necessità che il tracciato venga spostato al di fuori dell’Appennino!

Le saremo grati se in qualche modo vorrà aiutarci a portare il problema all’attenzione degli organi di informazione nazionali, stampa e tv perchè è di visibilità che abbiamo bisogno e con noi la città dell’Aquila, anch’essa interessata dal passaggio del gasdotto, con la quale stiamo collaborando da pochi mesi, nonostante il dramma ed i problemi per la ricostruzione.
La ringraziamo per la sua disponibilità e le inviamo i più cordiali saluti.

Comitato cittadini per l’ambiente di Sulmona