Giorno: 9 settembre 2010

BALOTELLI AL MILAN. E RITORNANO ANCHE I REPUBBLICANI.

Balotelli che si affaccia dalle finestre del Policlinico San Matteo cantando “Milan, Milan” ai cronisti sportivi lì assiepati fornisce nuova linfa alle trasmissioni sportive delle tv private. Le nuove restrittive regole imposte ai commenti dallo stadio durante le partite, impone a questi programmi di veicolare sempre più l’attenzione al calcio-mercato.

L’Italia si è involuta anche in questo campo. Una volta, iniziata la stagione, non si poteva comprare più nessuno fino all’estate successiva. Poi, come agli studenti sono stati offerti i “debiti formativi” alle squadre di calcio si è concesso un mercato di riparazione, a gennaio.

Ora abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti. Il calciomercato è appena finito e quindi non ci sarebbe di che parlare intorno alle scrivanie dove cronisti tifosi si scaldano, a favore di telecamera. E invece, non passa che qualche giorno e si ventila il ritorno di Kakà a Milano (su sponda interista) e quello di Balotelli (su quella milanista). Il primo colpo è stato smentito dai dirigenti nerazzurri, il secondo invece non negato da Galliani. Ciò che è incredibile è che Super Mario ha giocato una sola partita col City e già si immagina una sua cessione. Ma cosa l’hanno preso a fare allora a Manchester? Per fargli sfasciare una macchina nel Regno Unito?

Il suo procuratore, Raiola, aveva peraltro annunciato che, dopo i colpi di mercato, si sarebbe dedicato alla sua famiglia. E invece oggi era anche lui a Pavia a spiegare la filosofia, dei mercenari del calcio.

Voi direte: ma chissenefrega di questi fatti. Sono invece elementi, in parte sociologici, di un Paese inquieto, instabile. Un Paese che, sul fronte politico, è in perenne campagna elettorale. Dove il giorno dopo la nomina di un governo o di un sindaco si pensa già a chi ne prenderà il posto. Dove la maggioranza, che perde i pezzi, cerca nuovi acquisti in microscopici gruppi politici (oggi quando al Tg1 ho visto il simbolo del Pri -coinvolto in un supposto “gruppo di responsabilità per rendere inoffensivi i deputati finiani - mi sono sentito di 20 anni più giovane).

Quelle trasmissioni calcistiche sono poi il segno di un’ulteriore divisione tra ricchi e poveri. I primi - che si possono permettere di spendere svariati euro al mese per beni di seconda necessità - si guardano le partite su Sky o su Mediaset Premium. Gli altri si devono accontentarsi di osservare giornalisti che guardano la partita. E durante la settimana discutono su fino a che età Zanetti giocherà a pallone.

Cassaintegrationem et circenses.

Ad maiora.