Giorno: 29 luglio 2010

I FINIANI DICONO CIAO CIAO

Bocchino, Briguglio, Granata, Raisi, Barbareschi, Proietti, Divella, Buonfiglio, Barbaro, Siliquini, Perina, Angela Napoli, Bellotti, Di Biagio, Lo Presti, Scalia, Conte, Della Vedova, Urso, Tremaglia, Bongiorno, Paglia, Lamorte, Ruben, Menia, Angeli, Ronchi, Moffa, Cosenza, Patarino, Polidori, Consolo. Sono i 33 nomi dei deputati che hanno consegnato al presidente della Camera Gianfranco Fini la lettera di dimissioni dal gruppo del Pdl. Potrebbero essere 34.

Un gruppo abbastanza consistente soprattutto in considerazione del fatto che vanno incontro a un fuoco di fila che da ora in poi li bersaglierà da vari fronti mediatici. Prepariamoci a vedere servizi sui loro curiosi calzini. O se fumano aspettando di entrare dal barbiere. O che vengano tirati fuori scheletri dagli armadi (i servizi segreti nel nostro Paese a quello servono).

Hanno lasciato Berlusconi per rimanere con Gianfranco Fini del quale ora verranno chieste le dimissioni ad ogni edizione dei tg. Sul sito di Generazione Italia i commenti sono improntati un po’ all’orgoglio, un po’ alla paura, un po’ agli insulti.

Il governo è saldo dicono dal centro-destra (già, ma dove si siederanno i finiani?). Ma se prima la maggioranza era di 341 deputati ora si ridurrebbe a 308, quando invece ne servono 316. Certo i finiani non vanno all’opposizione, escono semplicemente dal gruppone berlusconiano (che comprende, tra gli altri, Verdini e Brancher, mentre Dell’Utri è un nostro senatore). Ma parecchi provvedimenti che prima erano a rischio ora diventano improbabili.

La legge sulle intercettazioni, liberticida e assurda, penso finirà in qualche bel cassetto dorato. E vedremo come andranno le mozioni di sfiducia verso l’ennesimo sottosegretario (alla Giustizia peraltro, indagato).

Quanto andrà avanti lo stillicidio? Settimane? Mesi?

Ciò su cui si può tranquillamente scommettere è che la legislatura finirà anticipatamente (e non per merito dell’opposizione, che anzi teme il voto anticipato).

Un unico quesito andrebbe posto a Fini e ai suoi fedelissimi:  non era meglio stare giù dal predellino? O ci si augurava che prima o poi Silvio averebbe passato la mano e si voleva prenderne l’eredità?

Una cosa è certa. Il Cavaliere in pochi mesi ha perso la moglie e uno dei suoi principali alleati (con l’altro, dopo la delusione dell’altra volta, ci passa ogni lunedì sera).

Fossi in lui qualche domandina, questa sera prima di addormentarmi, me la farei.

SUICIDI IN CARCERE. MENTRE BALDUCCI SE LA GODE

Il 39° suicidio avvenuto ieri l’altro nel carcere di Siracusa fa il paio con le immagini diffuse oggi dal settimanale Espresso sugli arresti domiciliari di Balducci.

E’ come se arrivassero da due Paesi diversi.

Corrado Liotta, 44 anni, detenuto in attesa di giudizio, imputato per estorsione, si è impiccato alle sbarre della cella. Per i radicali di Radio Carcere, che ne tengono il drammatico conto, è il 33esimo detenuto che si impicca quest’anno.

La Uil Penitenziari che avevo già citato in occasione del precedente suicidio scrive: “Altro che governo della sicurezza. Questo è il governo dei record abbattuti: evasioni e suicidi”.

Angelo Balducci, ingegnere classe 1948, considerato a capo della cricca che avrebbe pilotato decine di appalti, dal 12 luglio è agli arresti domiciliari nella sua villa di Montepulciano. Tra un bagno e l’altro come documenta l’Espresso in edicola domani (anticipato in questo link: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ecco-il-detenuto-balducci/2131660) si prepara a rispondere ai magistrati che considerano proprio quella villa (o meglio le sue ristrutturazioni) frutto della corruzione.

Ma una via di mezzo tra togliersi la vita in un carcere sovraffollato e gli arresti domiciliari in piscina è possibile immaginarlo?

O chi ha i soldi per garantirsi buoni avvocati continuerà a cavarsela (e a vedere i processi spostati), mentre nelle celle continueranno a rimanerci solo gli sfigati?