MASTER DI GIORNALISMO DELLA STATALE DI MILANO

Il 30 agosto 2010 scadono i termini di iscrizione per il biennio 2010/2012 del la Scuola Walter Tobagi, il Master della Statale di Milano (che si tiene nella sede di Sesto San Giovanni, in realtà).

Queste le finalità nel bando (che è on line a questo indirizzo: http://www.giornalismo.unimi.it/):

“Il master si propone, non solo di preparare in modo adeguato i candidati all’esame di stato per giornalista, ma anche di offrire un percorso di eccellenza per professionisti che operino nei vari campi dei media, con un’ottica europea e internazionale. Più specificamente, si propone di preparare figure professionali versatili e capaci di passare dall’uno all’altro settore dei media, con una forte sensibilità per le situazioni di contesto (politico, sociale, culturale, economico, scientifico e tecnologico) in cui operano, con un profilo internazionale e aperto all’innovazione tecnico-scientifica, con una forte sensibilità valoriale e una responsabilità per i risvolti deontologici e di tutela dei diritti individuali
Gli allievi, in quanto redattori nelle testate-laboratorio edite dal master, verranno iscritti nel Registro dei praticanti per cui, ottenuto l’attestato di compiuto praticantato al termine del biennio, potranno sostenere l’esame di stato per l’accesso alla professione di giornalista”.

Questo il sito dove i ragazzi “lavorano”. C’è anche la sezione dove trovate i tg e i gr che vengono realizzati settimanalmente: http://www.lasestina.unimi.it/lasestina/.

“La formazione pratica guidata (praticantato) viene svolta nelle testate edite dal master sotto la guida del Direttore giornalista e con l’ausilio di giornalisti che svolgono la funzione di tutors”.

Tra i tutor (senza s), per la parte tv ci sono anche io (anche se in realtà io proseguirò con i ragazz@ del precedente biennio).

“È previsto altresì lo svolgimento di uno stage in aziende giornalistiche, televisive, radiofoniche o in agenzie di stampa, sulla base di un progetto seguito dai tutors, da concludere con un rapporto finale”.

Per quanto riguarda gli stage (obbligatori, per l’esame da professionista), va detto che, “grazie” al sindacato dei giornalisti (che per lo stato di crisi chiude le porte in faccia ai giovani, come se dalla crisi si uscisse solo grazie a noi vecchi), la maggior parte delle aziende li rifiuta. Ma speriamo che da qui al prossimo anno, qualcosa cambi.

Ad maiora.

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