Giorno: 22 luglio 2010

BEREZOVSKIJ PAGA IL CONTO. ALL’EX MOGLIE.

Boris Berezovskij vive da anni circondato da guardie del corpo che ne proteggono la vita e che cercano di evitargli di fare la fine di Litvinenko (l’ex spia russa avvelenata dal polonio: i russi hanno cercato di accusare anche di questo Berezovskij, ma gli hanno attribuito anche l’assassinio Politkovskaja, per gettare discredito su Putin).

La giustizia russa continua a chiederne l’estradizione, ma quella inglese si oppone. E’ uno dei personaggi più discussi della diaspora russa anti-putiniana. Ha tenuto testa al regime moscovita (nel quale è cresciuto). Ma non ha potuto fare niente contro le richieste economiche dell’ormai ex moglie.

Per il magnate russo, 64 anni, che vive -esule- a Londra, oggi è arrivata una sentenza capace di mettere in difficoltà anche un riccone come lui. La seconda consorte, Galina, ha chiesto e ottenuto dal tribunale che la risarcisca con 100 milioni di sterline. Alla prima moglie ne aveva dovuto dare “solo” 48.

Berezovskij che a soldi deve esser messo bene (un miliardo di sterline, si stima: soldi fatti anche grazie alle privatizzazioni selvagge ai tempi del vecchio Eltsin e del giovane Putin), non si è opposto alla decisione del tribunale. La più rilevante mai pronunciata da una corte inglese.

I due erano sposati da 18 anni (ma avevano vissuto sotto lo stesso tetto solo per due) e avevano due figli. Lei si era stufata di essere chiamata “la moglie dell’oligarca” e accusava lui di “comportamento irragionevole”.

Bruscolini a confronto delle parole dettate da Veronica Lario poco più di un anno fa all’Ansa, quando disse che “mio marito è malato e ha bisogno di essere curato”. A Veronica Berlusconi è andata comunque peggio: ha ottenuto da Silvio 300 mila euro al mese (più la villetta di Macherio)

Nell’istanza di divorzio, Galina Gorbunova che ha 51 anni, si è definita housewife, casalinga.

No so se, con tutti quei soldi, possa definirsi disperata.

UN CANTIERE PER L’AQUILA

Nei primi giorni dopo il terremoto aquilano la si vedeva ovunque. La sua statura non da giocatrice di basket non le impediva di sovrastare i molti politici che accorsero da quelle parti solo per farsi un po’ di pubblicità (compreso il presidente americano).

Sono rimasto francamente stupito quando Stefania Pezzopane è stata sconfitta alle ultime elezioni amministrative. Non sono aquilano e quindi non posso giudicare il lavoro fatto. Sono soltanto un giornalista che è venuto da quelle parti per fare il suo mestiere. Ma tra le poche persone delle quali, a pelle, ebbi un’ottima impressione, lei c’era di sicuro.
Battuta alla presidenza della Provincia aquilana, vedo che non ha smesso di impegnarsi. Oggi sul sito di Articolo 21 (www.articolo21.org) c’è un articolo il cui lei stessa annuncia la nascita del Cantiere AQ, presentato qualche giorno fa nella zona rossa della città (http://www.articolo21.org/1517/notizia/laquila-cantiere-di-unitalia-nuova.html).
Con un obiettivo (lo stesso che ha avuto anche il sindaco aquilano qualche settimana fa invitando i direttori a vedere la “ricostruzione”): riportare al centro dell’attenzione questa bellissima provincia distrutta dal terremoto. Una provincia dimenticata dai tg che non hanno raccontato la plateale manifestazione in autostrada e che hanno dato la colpa agli aquilani in corteo a Roma (rectius, ai cosiddetti infiltrati) anche per le manganellate prese (la cui eco ha consentito almeno il rinvio delle tasse, però).
Il manifesto dell’associazione, cui faccio i miei miglior in bocca al lupo lo trovate a questo sito:
Ad maiora. Evviva il popolo delle carriole.