Teramo

IL NANO GHIACCIATO CONTINUA A VINCERE. MA TERAMO ESCE CON L’ONORE DELLE ARMI

Ennesima vittoria per la squadra di Dan Peterson ma non esaltante.

Milano parte forte contro Teramo. 9 a 2 e (in un Forum con parecchi spazi vuoti ma con l’entusiasmo di tanti bambini) sembra una partita già decisa. Ma gli abruzzesi replicano immediatamente e si portano in vantaggio con un parziale di 9 a 0 che obbliga Dan Peterson a chiamare time out. Entra pure il nuovo play Greer, ex Napoli, subito autorevole che con sei punti porta l’Olimpia Armani Jeans  in vantaggio al primo quarto: 27-22.

Le scarpette rosse ripartono forte: 34-22 e time out chiamato da coach Ramagli, di 28 anni più giovane del Nano Ghiacciato. 37 a 31 e tocca a Dan chiamare la squadra a raccolta. Il basket è una partita a scacchi. Ma Milano ha più pedine: è però decisamente meglio in attacco che in difesa dove viene penetrata troppo facilmente. L’Armani avanti solo di 3: al riposo di va sul 42-39.

Il terzo quarto inizia come era finito il secondo. Squadre testa a testa e nuovo sorpasso teramano, soprattutto grazie a Diener. Non male calcolando che in campo c’è la seconda e l’ultima forza del campionato.

Maciulis e un antisportivo fanno il break per Milano che sale a più 12 che non verrà più recuperato.

Finisce 87-74. Quarta vittoria di seguito del Nano Ghiacciato. La peggiore per ora.

In tribuna il nuovo centro Eze ancora in felpa e cappellino ma già circondato dall’affetto dei tifosi milanesi. Ci farà vincere la Coppa Italia ripetono in coro. Dovranno giocare diveramente da stasera.

Ad maiora.

OPERAZIONE SIMPATIA PER LE SCARPETTE ROSSE

L’Armani Jeans Milano lancia l’operazione simpatia. Così la definisce il presidente Livio Proli nella conferenza stampa con la quale è stata presentata la squadra che sabato avrà la sua prima palla a due (a Teramo alle 18: sarà l’ultimo anno di Sky?).

L’uomo cui Armani ha affidato le sorti della squadra di basket dice che l’inesperienza del gruppo si è fatta sentire in questi primi due anni e che sono stati commessi degli errori col – prima sconosciuto - mondo cestistico. Di qui un nuovo rapporto con tifosi (sempre scontenti , all’asciutto di vittorie da troppi lustri) e giornalisti. Staremo a vedere.

La squadra che ha fatto mostra di sé al Palalido (pronto a essere chiuso e rivoltato come un calzino per trasformarlo in Pala AJ, con 5400 posti finalmente serviti dalla metropolitana, a differenza del Forum di Assago, sempre disperso nelle campagne) sembra indubbiamente più forte di quella di un anno fa. Da qui a battere Siena, ce ne vuole comunque ancora un po’. La Supercoppa di qualche giorno fa è lì a dimostrarlo.

Ma per una volta i milanesi hanno seguito la Montepaschi nel metodo: non cambiare ogni anno la squadra, ma migliorarla con innesti (come il sito internet, rinnovato ma non stravolto: www.olimpiamilano.com).

La speranza delle scarpette rosse è che Hawkins, fuggito un anno a Siena per “vincere qualcosa”, abbia ancora fame di vittorie.

Ad maiora.