Stoccolma

COME NON TURBARE IL RISVEGLIO DEL PRESIDENTE-PROPRIETARIO

La stragrande maggioranza della popolazione si forma un’opinione politica guardando la televisione. Succede in tutti i Paesi dove l’elettricità è continua e l’apparecchio televisivo costa meno di mezzo stipendio mensile. Succede anche in Italia, dove – caso unico – il capo del governo è anche a capo del principale gruppo televisivo privato (senza considerare che è la maggioranza politica parlamentare a nominare il cda della televisione pubblica).

Per influenzare l’opinione pubblica è importante, in un telegiornale, scegliere alcuni servizi e non altri (chessò non parlare della parentopoli romana). Ma è decisiva anche l’impaginazione.

Ieri c’è stata a Roma una grande manifestazione della principale forza politica d’opposizione. E’ prassi, da tempo, che a queste manifestazioni la principale forza di maggioranza replichi con una serie di piccole manifestazioni organizzate intorno a tendoni (i gabebos). Per i tg si crea immediatamente la par condicio e chi guida il Paese è contento che non si parli solo male di lui. Ma queste manifestazioni sono appunto una risposta al corteo di quanti hanno un’idea diversa.

Stamattina il Tg5 delle 8 quando nei titoli ha parlato di “grande manifestazione” non si riferiva a quella del Pd ma a quella del Pdl. E infatti il tg si è aperto con un servizio su Berlusconi a Milano (insieme alla Brambilla) mentre “faceva un bagno di folla” (per ragioni di sicurezza si vedevano soprattutto agenti della scorta).

Ci può anche stare. Anche il Corriere (a differenza di Repubblica) stamattina apre con Berlusconi che a sua volta “apre” ai finiani dissidenti.

A logica però il secondo pezzo del Tg5 avrebbe dovuto essere sul corteo del partito di Bersani. E invece no. Per essere più realisti del re, il secondo servizio era ancora di commenti di uomini del Pdl (ma non solo, c’era anche Casini). Alcuni parlavano della situazione politica in generale, ma altri (Gasparri, ad esempio) attaccavano la manifestazione del Pd, di cui ancora non si era parlato.

Per eccesso di zelo, quel “vergogna” pronunciato da Gasparri e indirizzato a Bersani, venendo prima del servizio su Bersani medesimo, aveva un suono surreale e un risultato forse opposto a quello desiderato dall’impaginatore.

Terzo sul podio arrivava infine il servizio sulla manifestazione del Pd. Anche qui con un errore surreale. Nel lancio del servizio si parlava del “vergogna!” pronunciato tre volte da Bersani. Ma nel servizio, forse per non disturbare il risveglio del presidente-proprietario, il terzo “vergogna” veniva tagliato.

Questo il video originale (vergogna addirittura quattro volte):

http://www.youtube.com/watch?v=gv3Dcc3yVbg&feature=player_detailpage

Seguiva poi la nera con Enna, Brembate e altre tragedie. Mentre gli scontri a Terzigno, intorno alla discarica, arrivavano nel finale, dopo l’attentato a Stoccolma. Ma d’altronde, il tema rifiuti è stato risolto, televisivamente, parecchie settimane fa.

Ad maiora.