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Archivi delle etichette: Spagna

ETA ANNUNCIA LA FINE DELLA LOTTA ARMATA

Distratti dall’uccisione di Muhammar Gheddafi, ieri non ci si è concentrati abbastanza sulla dichiarazione fatta dai dirigenti di Eta della fine della lotta armata.

E’ la prima volta che succede.

Una dichiarazione che ricorda quelle analoghe dell’Ira in Nord Irlanda, nel 2005:

http://news.bbc.co.uk/2/hi/4720863.stm

Il movimento terrorista basco, che ha ucciso 829 persone, chiede a Spagna e Francia colloqui diretti.

Il video è stato postato su Gara, il sito on line degli indipendentisti baschi:

http://www.gara.net/

Ad maiora.

 
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Pubblicato da su 21 ottobre 2011 in Pensieri

 

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DALLA LIBIA IN FUGA DECINE DI MIGLIAIA DI LAVORATORI CINESI

Ci sono delle notizie che raccontano più di altre la globalizzazione. E chi la stia cavalcando.

Quando scoppiano rivolte in regimi come quello libico, ogni Paese cerca di fare rientrare i propri connazionali in madrepatria.

In queste ore (ma anche nelle prossime, se gli aggiornamenti sull’omicidio di Sarah Scazzi non distrarranno l’attenzione) vedremo nei telegiornali, centinaia di italiani che fanno ritorno a casa. Quanti sono i nostri connazionali nel Paese di Gheddafi? 1.500. Pochi. Ma non dimentichiamo che da lì tanti vennero cacciati, dall’oggi al domani, dopo la rivoluzione verde.

E quanti europei lavoravano in Libia prima che protesta dilagasse e fosse repressa con i bombardamenti?

Per ora, i tedeschi rientrati sono 300. Gli spagnoli 220. I numeri cominciano a diventare consistenti con i turchi che in Libia erano più di duemila. 250 sono rientrati ieri da Alessandria d’Egitto, dopo aver varcato la frontiera libica in pullman.

Nella lontana Corea del Sud torneranno i 1.400 sudcoreani che lavoravano per le aziende di Seoul (presenti in Libia fin dal 1978).

Ma il numero che lasci basito chiunque non abbia capito quanto Pechino si sia immessa nei gangli vitali dell’economia africana, riguarda proprio il numero di cinesi che si sta cercando di far rimpatriare: 30.000. 30mila persone vuole dire più abitanti di quanti e faccia la città di Isernia.

Non a caso, in questi giorni, negli ospedali libici, sono numerosi i cittadini di origine cinese rimasti feriti negli scontri. La Cina, che ha aperto un’unità di crisi, sta mandando in zona aerei, una nave cargo e alcune navi da crociera per cercare di mettere in salvo le decine di migliaia di connazionali.

Gli investimenti cinesi troveranno nuovi sbocchi in altri Paesi del continente nero.

Ad maiora.

 
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Pubblicato da su 23 febbraio 2011 in Pensieri

 

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1936. NASCONO L’OLIMPIA, PETERSON E L’IMPERO ITALIANO

E’ il 1936 quando Adolfo Bogoncelli, trevigiano di nascita, fonda a Milano la Ginnastica Triestina che diventerà Olimpia Trieste e poi Olimpia Milano.

Nel 1936 nasce a Evanston, in Illinois. Frequenta la Evanston Township High School (ETHS). E’ la stessa scuola dove – svariati lustri dopo – studia e gioca Mason Rocca, attuale capitano dell’Armani Jeans Milano. La stessa squadra che Peterson, 23 anni dopo essersi alzato l’ultima volta dalla panchina, tornerà a guidare.

Nel 1936, quando nascono l’Olimpia Milano e Dan Peterson, in Spagna il Fronte popolare vince le elezioni, i fascisti si ribellano e dopo la guerra civile sale al potere Francisco Franco, il generalissimo (morirà solo nel 1975, mentre Peterson sta allenando la Virtus Bologna e l’Olimpia è in cerca di un nuovo sponsor dopo Innocenzi, la Cinzano: la Simmenthal si  era tirata indietro perché le ricerche di mercato identificavano il nome con le scarpette rosse anziché con la carne in scatola).

Nel 1936, intanto a Roma davanti a una folla esaltata viene proclamato L’Impero dell’Africa Orientale Italiana.

Sempre salutando da Piazza Venezia, l’antenato di uno che ora balla in tv, viene nominato Imperatore d’Etiopia.

Sempre nel 1936 si tengono le Olimpiadi a Berlino. Il nero Jesse Owens vince 4 ori e non fa sorridere Hitler. Il suo record non sarà mai battuto.

Proprio Olympia, si chiama il film che Leni Riefenstahl, realizza sulle gare, il primo documentario dedicato alle Olimpiadi. Propagandistico ma realizzato con tecniche super moderne.

Ad maiora.

 

PS. Su indicazione di uno dei miei migliori amici, aggiungo che nel 1936 è nato anche Silvio Berlusconi. Il 29 settembre. La stessa data cantata da Lucio Battisti, seduto in quel caffè. La stessa data di Pierluigi Bersani, ma quindici anni prima.

 
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Pubblicato da su 4 gennaio 2011 in Per sport

 

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CASTRO INCONTRA ESTULIN, L’ANTI-BILDERBERG

Le agenzie di stampa di tutto il mondo battono le dichiarazioni di Fidel Castro su Osama Bin Laden “nel libro paga della Cia”. Personalmente mi ha incuriosito l’interlocutore dell’anziano leader cubano: Daniel Estulin. Estulin, russo-spagnolo di origini lituane, si definisce giornalista e scrittore ed esperto di arcani segreti, ma dice anche di essere un ex agente del controspionaggio russo.

E’ noto per aver scritto un libro “Il Club Bilderberg, la storia segreta dei padroni del mondo”, pubblicato in decine di paesi e da poco anche in Italia (Arianna editrice, a Milano è stato presentato alla Libreria Esoterica).

A luglio Castro aveva scritto un lungo articolo per commentare – positivamente – il libro e per parlare di questo club “segreto” che influenzerebbe la politica e soprattutto l’economia mondiale.

Il Club risale al 1954 e prende il nome dal primo albergo nel quale si svolse il consesso: l’Hotel Bilderberg di Oosterbeck, cittadina dei Paesi Bassi.

Da allora i membri di questa organizzazione (sorella della Commissione Trilaterale) si incontrano una volta l’anno in posti sempre diverse e sempre off-limits. Non viene diffuso né l’elenco dei partecipanti, né i temi in agenda.

In Italia si è riunito nel 1957 a Fiuggi, nel 1965 e 1987 a Villa d’Este e nel 2004 a Stresa. L’ultimo incontro in Spagna, nel giugno di quest’anno a Sitges (a 20 chilometri da Barcellona).

Folta la delegazione italiana che in questi anni avrebbe partecipato agli incontri (l’elenco completo è su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Bilderberg): Gianni e Umberto  Agnelli, Franco Bernabè, Emma Bonino, Lucio Caracciolo,  Innocenzo Cipolletta, Ferruccio De Bortoli, Gianni De Michelis, Mario Draghi, John Elkann, Gabriele Galateri, Francesco Giavazzi, Giorgio La Malfa, Claudio Martelli, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa, Corrado Passera, Romano Prodi, Alessandro Profumo, Gianni Riotta, Virginio Rognoni, Sergio Romano, Carlo Rossella, Renato Ruggiero, Paolo Scaroni, Stefano Silvestri, Domenico Siniscalco, Barbara Spinelli, Ugo Stille, Giulio Tremonti, Marco Tronchetti Provera e Walter Veltroni.

Agli incontri partecipano membri permanenti dell’organizzazione e ospiti che vengono invitati o come relatori o come spettatori.

Daniel Estulin, oggi ospite di Fidel, qualche mese fa ha parlato Parlamento Europeo dove ha lanciato le sue accuse: “Nel mondo finanziario internazionale, ci sono quelli che conducono gli eventi e quelli che reagiscono agli eventi. Mentre gli ultimi sono più conosciuti, più numerosi, e più potenti in apparenza, il vero potere risiede nei primi. Nel centro del sistema finanziario globale c’è un’oligarchia finanziaria rappresentata dal gruppo Bilderberg. L’organizzazione Bilderberg è dinamica, nel senso che cambia con il tempo, assorbe e crea nuove parti mentre si disfa delle parti in declino. I suoi membri vanno e vengono, ma il sistema in sé non è cambiato. E’ un sistema che si auto riproduce, una ragnatela virtuale allacciata agli interessi finanziari, politici, economici ed industriali”.

Sull’influenza di questo gruppo, è intervenuto anche Mario Borghezio:

http://www.youtube.com/watch?v=O-ItxgltrLk&feature=related

 
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Pubblicato da su 28 agosto 2010 in Pensieri

 

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IL TORO SUGLI SPALTI: UNO SCOOP SOLO ITALIANO

Oggi i telelegiornali ci hanno tempestato fin dal mattino con le immagini di una corrida spagnola nella quale il toro ha cercato di farsi giustizia da solo andando a incornare il pubblico.

Notizia “gustosa”. Soprattutto in un paese attento agli animali come il nostro. Per curiosità sono andato a vedere sui siti internet spagnoli quanto peso avesse la notizia che da ha conquistato anche un titolo al Tg3 serale (più minzolinano di quanto si possa immaginare).

Incredibile visu: sui siti internet dei principali siti d’informazione spagnola la notizia non è sull’home page come sui nostri! La trovate solo nelle pagine locali. Da noi invece ha eccitato tutti. Dal Tg1 al Corrierone.

Se andate su google e digitate”toro”, vi compaiono ora centinaia di articoli su questa notizia, locale, spagnola. Sul Pais il tutto viene ridimensionato: tre feriti gravi (tra cui un bambino, stabile) e uno lieve. Sul Mundo, si aprono le cronache di Pamplona con la notizia dei 40 feriti. Il tutto è accaduto a Tafalla, cittadina di 10mila abitanti della Navarra.

Ma con cosa aprono allora i giornali on-line spagnoli? Ancora, come da molti giorni a questa parte, con la crisi sempre meno diplomatica tra Spagna e Marocco sulla città di Melilla. Ieri, in questo lembo di terra spagnola in Africa, è andato anche a far visita l’ex primo ministro (popolare) Aznar scatenando l’ira del governo di Rabat che lo accusa di voler soffiare sul fuoco.

La crisi è scoppiata qualche giorno fa con le accuse alla polizia spagnola di tenere atteggiamenti razzisti verso i marocchini. E con il presunto abbandono di migranti feriti sulle spiagge, marocchine.

Il governo (socialista) con il ministro degli Esteri Moratinos  dice che non c’è crisi e non ci sarà conflitto tra i due Paesi.

Speriamo che, finita l’ubriacatura per la tauromachia, giornali e tv italiani possano occuparsi anche di queste questioni.

 
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Pubblicato da su 19 agosto 2010 in Pensieri

 

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