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Resisterai, le partigiane raccontano la loro lotta

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Dire che ho moderato l’incontro sulle donne della Resistenza, organizzato dal gruppo Pari opportunità della Rai di Milano, è un generoso eufemismo.
La forza d’animo di Antonietta Romano Bramo (nome di battaglia Fiamma), Filomena D’Ambrosio Paladini (Lena) e Bianca Orsi (Sonia) ha preso decisamente il sopravvento rispetto a ogni mia possibile domanda, a ogni spunto che mi ero immaginato organizzando l’incontro.
Quelle tre fantastiche donne (nate tra il 1915 e il 1925) hanno contribuito a sconfiggere fascisti e nazisti. Non hanno bisogno di stimoli per raccontare quel che hanno fatto prima, durante e dopo l’armistizio.
“Resisterai” questo il titolo della manifestazione aveva la sua forza intrinseca nella scelta di raccontare la guerra di liberazione fatta dalle donne. Quella metà di popolazione che ancora non ha avuto accesso alla più alta carica dello Stato, ma che in quegli anni hanno contribuito alla nascita della Repubblica, conquistando (con le armi) il diritto al voto.
Oggi Fiamma, Lena e Sonia saranno in piazza per ricordare la liberazione ottenuta nel 1945. Bianca Orsi dice che ogni volta che inizia l’anno (sarà il suo 98esimo questo) pensa al 25 aprile e comincia mentalmente a cantare “Bella ciao”.
E allora non posso che chiudere questo post con la banda del Comune di Milano che intona il canto della resistenza:

Lo stesso che risuonerà oggi, tra corso Venezia e piazza del Duomo.
Ad maiora

 
4 commenti

Pubblicato da su 25 aprile 2013 in Pensieri

 

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Enzo Tortora, nel nome di Kafka

enzotortora
Se non avete mai letto un libro del collega Daniele Biacchessi, iniziate con questo.
“Enzo Tortora, dalla luce del successo al buio del labirinto” è un saggio davvero ben scritto e che ci racconta tante cose del nostro recente passato e anche dell’incerto presente.
La vicenda di Enzo Tortora emerge in modo chiaro e imbarazzante, per i giudici che misero ingiustamente in carcere il noto presentatore (infangato da camorristi, pentiti e assassini) e anche per i tanti giornalisti che si scagliarono contro di lui quando era in gattabuia e non poteva difendersi. Se ne salvarono pochi, tra i più noti: Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Vittorio Feltri. Gli altri si divertirono ad accanirsi contro un innocente che, pochi mesi dopo essere stato assolto (e tornato in onda con il mitico “Dove eravamo rimasti“) morì di cancro. Seguirono le solite tardive scuse di questo paese cattolico dove un’avemaria assolve tutti i peccati.
Il racconto di Biacchessi parte dal successo di Portobello, trasmissione che chiunque abbia i capelli bianchi non può non aver visto. Gli ascolti arrivarono fino a 25milioni di persone, inimmaginabili allora come oggi.
Tortora con L’altra campana aveva anche introdotto anzitempo l’interazione, quasi un televoto, invitando la gente a spegnere e accendere la luce per esprimere un’opionione. Un genio.
Uno che non si sedette mai sugli allori e che anche alla guida della Domenica sportiva non risparmiò critiche alla dirigenza Rai, finendo per essere buttato fuori dalla tv di Stato.
Una volta finito in carcere, Tortora divenne militante e parlamentare radicale (dimettendosi poi, per farsi arrestare: io c’ero quel giorno in piazza Duomo). Dalla cella scriveva: “Quello che non si sa è che una volta gettati in galera non si è più cittadini ma pietre, pietre senza suono, senza voce, che a poco a poco si ricoprono di muschio. Una coltre che ti copre con atroce indifferenza. E il mondo gira, indifferente a questa infamia”. Biacchessi commenta: “Tutta la stampa, tranne rarissimi casi, proseguì l’opera di linciaggio”. Proseguito dai giudici che, nella sentenza di condanna di primo grado lo definirono “individuo estremamente pericoloso e cinico mercante di morte”. Finì in carcere in quella malaugurata oprazione giudiaziaria e mediatica anche Franco Califano. Entrambi poi risultarono innocenti.
Un libro da rileggere. Per non dimenticare.
Il volume viene presentato oggi a Milano: alle 18.30, Galleria San Fedele, via Hoepli 3a.
Ad maiora
…………….
Daniele Biacchessi
Enzo Tortora
Aliberti
Pagg. 153
Euro: 15

 
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Pubblicato da su 9 aprile 2013 in Recensioni

 

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#CiaoEzio con Antonia Pozzi

Maria Castelli, collega e donna di straordinaria forza, dopo aver letto il mio post sulla morte (e la lezione) di Ezio Trussoni, mi ha mandato questa poesia di Antonia Pozzi.
Che giro a tutti voi.
Ad maiora
……………..
Questo non è esser morti.
Questo è tornare al paese, alla culla:
chiaro è il giorno,
come il sorriso di una madre che aspettava.
Campi brinati, alberi d’argento, crisantemi
biondi: le bimbe
vestite di bianco
con il velo color della brina,
la voce colore dell’acqua
ancora viva
fra terrose prode.
Le fiammelle dei cieli,
naufragate nello splendore del mattino,
dicono quel che sia
questo svanire delle terrene cose,
dolce,
questo tornare degli umani,
per aerei ponti
di cielo,
per candide creste di monti
sognati,
all’altra riva,
ai prati
del sole.

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Pubblicato da su 7 novembre 2012 in Pensieri

 

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#CiaoEzio. Le agenzie ricordano Ezio Trussoni

Le agenzie di stampa battono la notizia della scomparsa di Ezio

Ad maiora.

…………..

(Omnimilano) Milano, 07 nov – “E’ stato al lavoro, in redazione, fino alla fine: Ezio Trussoni – sessantuno anni e da dieci anni alla guida della redazione della Tgr Lombardia – è morto all’improvviso, questa mattina, nella sua abitazione milanese”. lo comunica l’ufficio stampa Rai di Milano. Trussoni, in Rai dal 1978 e da tempo gravemente malato, non ha mai fatto mancare la sua presenza, la sua dedizione e la sua attenzione scrupolosa al tg e alle rubriche realizzate da quella che continuerà ad essere la “sua” redazione.

Una figura di riferimento – dice il Direttore della Tgr, Alessandro Casarin: “ha lavorato fino all’ultimo minuto. Un esempio per tutti noi di attaccamento alla vita e alla professione. lo ha fatto per sé, per la sua famiglia e per la redazione. e soprattutto per i giovani precari per i quali, mi ha ripetuto anche recentemente, vedeva un’azienda nuova dove tutti hanno una possibilità per farcela”.

………………….

GIORNALISTI: E’ MORTO EZIO TRUSSONI

ERA RESPONSABILE DELLA TGR LOMBARDIA

(ANSA) – MILANO, 7 NOV – EZIO TRUSSONI, CAPO DELLA REDAZIONE

DEL TGR LOMBARDIA, E’ MORTO QUESTA MATTINA NELLA SUA ABITAZIONE

DI MILANO.

SESSANTUNO ANNI, IN RAI DAL 1978, DA DIECI ANNI ERA

RESPONSABILE DELLA REDAZIONE, DA TEMPO GRAVEMENTE MALATO, NON HA

MAI FATTO MANCARE LA SUA PRESENZA E ANCHE IERI HA PRESIEDUTO LA

RIUNIONE.

“UNA FIGURA DI RIFERIMENTO – DICE IL DIRETTORE DELLA TGR,

ALESSANDRO CASARIN -. HA LAVORATO FINO ALL’ULTIMO MINUTO. UN

ESEMPIO PER TUTTI NOI DI ATTACCAMENTO ALLA VITA E ALLA

PROFESSIONE. LO HA FATTO PER SE’, PER LA SUA FAMIGLIA E PER LA

REDAZIONE. E SOPRATTUTTO PER I GIOVANI PRECARI PER I QUALI, MI

HA RIPETUTO ANCHE RECENTEMENTE, VEDEVA UN’AZIENDA NUOVA DOVE

TUTTI HANNO UNA POSSIBILITA’ PER FARCELA”. (ANSA).

…………………….

GIORNALISTI: LUTTO IN REDAZIONE TGR LOMBARDIA, MORTO TRUSSONI =

Milano, 7 nov. – (Adnkronos) – E’ venuto a mancare questa

mattina, all’improvvso, nella sua abitazione di Milano Ezio Trussoni,

sessantuno anni e da dieci alla guida della redazione della Tgr

Lombardia. Ne da’ notizia la Rai, ricordando che , nonostante fosse da

tempo gravemente malato, “non ha mai fatto mancare la sua presenza, la

sua dedizione e la sua attenzione scrupolosa al Tg e alle rubriche

realizzate da quella che continuera’ ad essere la ‘sua’ redazione”.

“Una figura di riferimento” dice il direttore della Tgr,

Alessandro Casarin.”Ha lavorato fino all’ultimo minuto. Un esempio per

tutti noi di attaccamento alla vita e alla professione. Lo ha fatto

per se’, per la sua famiglia e per la redazione. E soprattutto per i

giovani precari per i quali, mi ha ripetuto anche recentemente, vedeva

un’azienda nuova dove tutti hanno una possibilita’ per farcela”.

 
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Pubblicato da su 7 novembre 2012 in Pensieri

 

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La lezione di Ezio Trussoni

Non mi ricordo più la sua voce.
La Sla gliela aveva portata via da così tanto tempo.
Soffriva in silenzio.
Come i pesci.
Quando al raduno degli Alpini a Bergamo, nel 2010, si era messo a piangere non avevo capito il perché.
Lui sapeva invece che era l’inizio della fine.
Mi chiese di poter intervistare lui gli alpini di Aosta, dove sfilavano alcuni suoi amici, alcuni suoi ex commilitoni.
Poi, piano piano, ha perso la voce, ha smesso di camminare per i corridoi della Rai.
Ieri però era al tavolo della riunione di redazione.
Faceva una fatica assurda anche solo a scrivere il sommario. L’Ipad a volte parlava anche per lui.
Ma in un mondo sempre più veloce, è difficile stare al passo quando si è malati.
La nostra redazione, e di ciò va ringraziata la Rai (perché altrove l’avrebbero esodato dopo un minuto), ha vissuto per più di un anno con un capo il cui corpo andava ogni giorno spegnendosi.
Ora mi appresto ad andare in riunione di redazione.
La più difficile della mia vita.
Ad maiora

I funerali si svolgeranno domani 8 novembre alle 11 nella Chiesa di Santa Croce in via Sidoli.

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Ps. Per le condoglianze l’indirizzo è via Sismondi 6, 20133 MIlano. 20121107-091542.jpg

 
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Pubblicato da su 7 novembre 2012 in Pensieri

 

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