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Giustizia in salsa bielorussa: non restituiti i corpi dopo l’esecuzione

Non bastasse il duplice omicidio di stato (al termine di un processo con un solo grado di giudizio) la Bielorussia si conferma per quel che è. Non restituendo il corpo dei due ragazzi condannati a morte ai familiari:

http://www.amnesty.it/Bielorussia-fucilati-due-prigionieri-i-loro-corpi-non-vengono-restituiti

La Bielorussia è l’unico paese ex sovietico ed europeo dove non si sono mai fermate le uccisioni di stato.
Nella non restituzione del corpo ai familiari ha invece – in zona – fatto scuola la Russia di Putin.
Chiunque abbia letto articoli o libri di Anna Politkovskaja sa che i soldati russo hanno sempre mercanteggiato per la restituzione dei cadaveri ai parenti di terroristi o presunti tale.
La Russia in quanto stato ha invece deciso di non restituire ai familiari il corpo di uno dei leader del (tentativo di) indipendenza cecena: Aslan Mashkadov:

http://it.m.wikipedia.org/wiki/Aslan_Maschadov

Ucciso in uno scontro a fuoco nel 2005, è tuttora ignoto il luogo di sepoltura.
Barack Obama non ha voluto essere da meno annunciando, quasi un anno fa, la “sepoltura in mare” di Osama bin Laden.
Ad maiora.

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Pubblicato da su 21 marzo 2012 in Anna Politkovskaja

 

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Opposizione russa, ogni sabato in piazza. Con o senza autorizzazione

Da domani pomeriggio l’opposizione russa cambia strategia e decide di scendere in piazza ogni sabato. Anche senza autorizzazione:

http://www.agi.it/estero/notizie/201203161220-est-rt10094-russia_opposizione_cambia_strategia_raduni_non_autorizzati

Nel mirino domani, la propaganda mediatica della tv privata vicina al regime, Ntv.
Obiettivo a medio termine: portare un milione di persone in piazza il 5 maggio, due giorni dopo l’insediamento di zar Putin.
Ad maiora

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Pubblicato da su 16 marzo 2012 in Anna Politkovskaja

 

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Sergei Udaltsov, appena scarcerato, torna a manifestare a Mosca

Sergei Udaltsov è uscito dal carcere (dove durante la detenzione è stato più volte costretto al ricovero in ospedale) pochi giorni fa (http://it.euronews.net/2012/01/04/russia-e-uscito-dal-carcere-sergei-udaltsov/) ma non è stato messo a tacere.

Ieri ha portato in piazza a Mosca circa 200 attivisti per un piccolo corteo che fa da anitpasto alla prossima grande manifestazione delle opposizioni russe che andrà in scena in tutta la Federazione il 4 febbraio. Si tornerà a chiedere elezioni pulite in vista delle presidenziali di marzo.

Sergei Udaltsov (34 anni, uno dei leader della rivoluzione bianca) ha ribadito ai suoi sotenitori che solo un’opposizione unita può sperare di sfidare il regime putiniano. L’attuale primo ministro punta infatti al terzo mandato da presidente della Russia.

Udaltsov, oltre a a chiedere elezioni libere e riforme politiche, ha detto che bisogna difendere i diritti dei lavoratori e domandare più protezione sociale per i non abbienti.

In vista della manifestazione del 4 febbraio si è invitato a volantinare davanti a tutte le fabbriche per portare più lavoratori possibili in piazza.

Udaltsov è stato arrestato circa 30 volte lo scorso anno. Ma anche ieri ha lanciato il suo guanto di sfida alle autorità russe: “Noi abbiamo già ribadito la natura pacifica delle nostre richieste e la natura pacifica delle nostre azioni. Al contempo però, deve essere chiaro: se il regime farà versare sangue, questo sarebbe un segnale per l’intera società verso la ribellione. Non credo che saranno in grado di sfuggire alla responsabilità in questo caso”.

Speriamo che tutto rimanga sui binari della nonviolenza, da una parte e dall’altra della barricata.

Ad maiora.

 
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Pubblicato da su 10 gennaio 2012 in Anna Politkovskaja

 

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Surkov, l’ideologo putiniano che ha voltato le spalle a Khodorkovskij

Vladislav Surkov, da poco nominato vice primo ministro della Federazione russa è l’eminenza grigia del putinismo. Da quando Putin è diventato l’uomo forte della Russia, Surkov ne è stata l’ombra, il consigliere più ascoltato. E’ ovviamente ora nel mirino dell’opposizione. Gli esperti in Russia stanno cercando di valutare questo nuovo incarico di Surkov:

http://italian.ruvr.ru/2011/12/27/63011435.html

Surkov, 47 anni, sbarca al governo dopo essere stato per dieci anni vice capo dell’amministrazione del Cremlino. E’ lui l’inventore delle formule della ”verticale del potere” o “democrazia guidata” (termini che stanno alla democrazia come la sedia alla sedia elettrica) e delle organizzazioni contro-rivoluzionarie (come i giovani Balilla dei Nashi) che hanno paralizzato la politica russa per tre lustri. Una formula – degna di Machiavelli –  che mixa nazionalismo con richiami sovietici, liberismo e statalismo.
Vladislav Surkov è da sempre un fan di Putin, che descrive come l’unto del Signore: “Penso che Putin sia l’uomo che Dio e il destino hanno inviato in Russia per questi tempi difficili”.
Il politico è arrivato al Cremlino negli ultimi mesi della presidenza Eltsin, nel 1999, quando Vladimir Putin allora capo del Fsb (Servizio di Sicurezza Federale che ha preso il posto del Kgb), è stato nominato primo ministro. Surkov è diventato ancor più potente dal 2000 quando Putin è stato eletto presidente della Federazione, venendo nominato capo dell’amministrazione presidenziale (carica che non lasciò nemmeno nel 2008, quando Putin andò alla Casa Bianca russa). Incarico che però ha perso il 15 dicembre, sotto la spinta delle manifestazioni delle opposizioni contro i brogli elettorali. 
Surkov sarebbe l’ideatore non solo di Russia Unita (il partito putiniano) ma anche del tandem Putin-Medvedev che – ora – sembra aver nauseato la maggioranza degli elettori russi.

La storia di Surkov diventa paradossale se si pensa ai suoi esordi. Da imprenditore collaborò (dal 1991 al 1996) con Mikhail Khodorkovskij. L’oligarca antiputiniano – accusato di ogni malversazione – è uno dei principali prigionieri politici della Russia di Putin.

Se il regime putiniano crollerà e Khodorkovskij uscirà di cella, è probabile che la parabola politica di Surkov (che ha sposato la sorella di Anatolij Chubais) volga al termine.

Potrà, nel caso, proseguire la sua carriera musicale, scrivendo altri testi per il gruppo Agati Kristi: http://agata.ru/

Ad maiora

 
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Pubblicato da su 28 dicembre 2011 in Anna Politkovskaja

 

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Ucciso un altro giornalista in Russia? Chi se ne frega…

Chi se ne frega di Khadzimurad Kamalov. Ucciso con otto colpi di pistola nel pieno centro di Makhachkala, la capitale del Daghestan.
Ennesimo giornalista che, dopo una serie di minacce, viene ammazzato all’uscita dalla redazione.
Di lui oggi si può leggere una bella scheda su wikipedia:

http://en.wikipedia.org/wiki/Gadzhimurat_Kamalov

Una bella riflessione sul sito di Radio Pereira:

http://www.radiopereira.it/2011/12/khadzhimurad-kamalov-ennesimo-tributo-di-sangue-per-la-liberta-di-stampa-in-russia.html

Per il resto, la grande stampa distratta del nostro paese, sembra già guardare oltre. Aspettano forse il prossimo. Su alcuni quotidiani, il fondatore del principale giornale del suo paese, freddato da otto colpi di pistola non ha meritato neanche una breve in cronaca.
Grazie al cielo le organizzazioni che difendono la libertà di stampa in queste ore stanno facendo pressione sulle autorità russe perché, per una volta ci sorprendano, arrestando killer e mandanti. Per questi ultimi non devono guardare troppo lontano dagli uomini che hanno nominato per guidare quelle instabili repubbliche.
Ecco l’appello di CPJ: http://cpj.org/2011/12/russia-must-act-after-murder-of-dagestani-newspape.php
Ricorda giustamente Radio Free Europe che, dopo 12 anni di putinismo, il Caucaso è il posto al mondo più pericoloso dove fare i giornalisti:

http://www.rferl.org/content/prominent_journalist_gunned_down_in_russias_caucasus/24423726.html

Non a molti colleghi tutto ciò in Italia sembra interessare.
Tra quei pochi ci siamo noi di Annaviva.
Che onoriamo il sacrificio di Kamalov come quella della Politkovskaja, della Estemirova, della lunga fila di giornalisti assassinati nella Russia di Putin.
Che la terra ti sia lieve, Khadzimurav.
Ad maiora.

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Pubblicato da su 17 dicembre 2011 in Anna Politkovskaja

 

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