Olimpia Armani Jeans Milano

NUOVO VENTO PURE NEL BASKET: DA SCARPETTE ROSSE AD ARANCIONI?

Cambia il vento anche all’Armani Jeans? Bandiere arancioni anche sul basket milanese?

Le prime scelte del nuovo corso sembrano segnare infatti una importante discontinuità col passato.

Dopo aver costruto squadre senza criterio, ora chi guida quelle che un tempo erano le imbattibili scarpette rosse sembra aver deciso di programmare con cura le proprie mosse. Il primo passo è stato prendere un allenatore coi fiocchi: Sergio Scariolo, bresciano e campione d’Europa guidando la nazionale spagnola. Non bastasse è stato affiancato da Fabrizio Frates, milanese, buon allentore e grande vice nella Nazionale italiana che conquistò bronzo e argento agli Europei e poi l’oro ai Giochi del Mediterraneo.

Se due indizi non fanno una prova, ecco il terzo segnale, questa volta per chi materialmente scende sul parquet. Da che mondo e mondo una squadra di basket si basa sul suo play. Per anni Milano ha avuto (e profumatamente pagato) Bulleri, una guardia vestita da play. Partito il toscano, a guidare la squadra quest’anno si sono alternati in tre.

Ieri l’Armani Jeans ha messo sotto contratto – per due stagioni – Omar Sharif (così si chiama!) Cook. Vero play maker americano ma naturalizzato montenegrino. Col Valencia ha stabilito il record di assist in Eurolega anche se nei video ce lo si gode soprattutto per l’arresto e tiro:

http://youtu.be/AOBeA6i-jH0

Non è la prima volta che fior di giocatori, arrivati in quel di Milano finiscono per deludere. L’ultimo caso di Pecherov è ancora lì fresco-fresco.

Le scarpette rosse comunque, almeno sulla carta, sembrano ora essere diventate arancioni (Pisapia, sulle tribune – non d’onore –  quest’anno non potrà che esserne felice…).

Ad maiora.

LA MILANO DEL BASKET IN CADUTA LIBERA? VIA IL GIOCATORE PIU’ GIOVANE.

La prima testa che cade dopo l’eliminazione immediata dell’Armani Jeans dalla Coppa Italia di basket, è il giocatore più giovane della compagnia. Nicolò Melli, classe 1991, viene ceduto in prestito fino a fine stagione alla Scavolini. Il suo contratto scade a giugno e quindi è un arrivederci che sa di addio.

Dunque Milano, allenata da un allenatore del 1936, allontana dal gruppo quello che in estate era stato presentato come la futura stella del basket italiano, già nazionale under 16 e under 18.

Il giocatore a Reggio Emilia l’anno scorso aveva fatto un figurone in Legadue e solo un infortunio alla spalla l’aveva tolto dai play off, dove la Bipop si arenò.

Quest’anno Nicolò, dopo aver fatto il grande salto in prima serie, è stato usato a sprazzi. Sia il vecchio allenatore che quello nuovo l’hanno utilizzato col contagocce: 9 minuti di media. Il misero 1,7 punti che ha realizzato mediamente a partita sono anche frutto delle scarse possibilità che l’ala grande, alta 2.05 per 105 chili, ha avuto per affermarsi. Non sono tutti Danilo Gallinari. Ma così non lo diventeranno neanche mai.

La Pallacanestro Olimpia Milano ha vinto il suo ultimo scudetto (il venticinquesimo nella – ormai scomparsa e ammuffita  – Sala dei Trofei) nel lontano 1996. A quel tempo Leopoldo Melli, giocatore della Pallacanestro Reggio Emilia e Julie Jo Vollertsen, pallavolista, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Los Angeles, erano già insieme. Ma il loro primo figlio, Nicolò appunto, aveva solo cinque anni, quando le scarpette rosse vinsero quel’ultimo torneo.

Difficile che l’ennesima stagione a rischio seru tituli sia solo colpa sua.

Ad maiora.

IL NANO GHIACCIATO CONTINUA A VINCERE. MA TERAMO ESCE CON L’ONORE DELLE ARMI

Ennesima vittoria per la squadra di Dan Peterson ma non esaltante.

Milano parte forte contro Teramo. 9 a 2 e (in un Forum con parecchi spazi vuoti ma con l’entusiasmo di tanti bambini) sembra una partita già decisa. Ma gli abruzzesi replicano immediatamente e si portano in vantaggio con un parziale di 9 a 0 che obbliga Dan Peterson a chiamare time out. Entra pure il nuovo play Greer, ex Napoli, subito autorevole che con sei punti porta l’Olimpia Armani Jeans  in vantaggio al primo quarto: 27-22.

Le scarpette rosse ripartono forte: 34-22 e time out chiamato da coach Ramagli, di 28 anni più giovane del Nano Ghiacciato. 37 a 31 e tocca a Dan chiamare la squadra a raccolta. Il basket è una partita a scacchi. Ma Milano ha più pedine: è però decisamente meglio in attacco che in difesa dove viene penetrata troppo facilmente. L’Armani avanti solo di 3: al riposo di va sul 42-39.

Il terzo quarto inizia come era finito il secondo. Squadre testa a testa e nuovo sorpasso teramano, soprattutto grazie a Diener. Non male calcolando che in campo c’è la seconda e l’ultima forza del campionato.

Maciulis e un antisportivo fanno il break per Milano che sale a più 12 che non verrà più recuperato.

Finisce 87-74. Quarta vittoria di seguito del Nano Ghiacciato. La peggiore per ora.

In tribuna il nuovo centro Eze ancora in felpa e cappellino ma già circondato dall’affetto dei tifosi milanesi. Ci farà vincere la Coppa Italia ripetono in coro. Dovranno giocare diveramente da stasera.

Ad maiora.

ARMANI JEANS: ARRIVA ANCHE EZE PER SFIDARE LA CORAZZATA SIENA

Ieri la presentazione alla stampa del play Lyan Greer (insieme alla triste notizia della scomparsa di Pino Brumatti, ex gloria delle scarpette rosse).

Oggi in tanto atteso annunucio. L’Armani Jeans mette sotto contratto  Benjamin Eze. Centro Nigeriano di passaporto italiano, alto 2.08, nato a Lagos l’8 febbraio 1981, Eze che ha già giocato nel campionato italiano, giocava fino a ieri con il Khimki di  Mosca.

Dopo gli anni di college a Southern Idaho, Ezeha giocato in Italia a 20 anni, nella stagione 2001-02, per vestire la maglia della Viola Reggio Calabria. Esordisce in serie A proprio contro l’Olimpia Milano il 4 novembre 2001. Approda quindi a Siena nel 2004 e ottiene lo status di cittadino italiano. Con la indistruttibile Montepaschi vince 4 scudetti, tre Supercoppe Italiane e due Coppe Italia. Poi si trasferisce in Russia, col Khimki a quel tempo allenato da Sergio Scariolo: ha una media di 8 punti e 4.3 rimbalzi a partita in poco più di 20’ di impiego.

In Russia ha migliorato i tiri liberi: ora ha una media del 70% di realizzazioni.

Dopo Peterson, Greer ed Eze, mi sa che l’Armani ha deciso di sfidare la portaerei senese in campo aperto.

Vedremo se basterà. Primo step: la Coppa Itala di Torino.

STASERA TORNA IL NANO GHIACCHIATO. CON LA 1-3-1?

Terza panchina per Dan Peterson come coach dell’Armani Jeans Milano (sarebbe la cinquecentounesima, ma abbiamo resettato il pallottolliere del tempo). Alle 18.15 al Forum (ancora senza metropolitana!) le scarpette rosse sfidano la Scavolini Pesaro.

Una gara con nomi d’altri tempi ma le squadre non sono le stesse che si davano battaglia qualche tempo fa. Eppure, grazie al mitico Nano Ghiacciato, quealcosa di quel tempo sarà nell’aria anche stasera: la mitica difesa uno-tre-uno, con cui l’Olimpia di Peterson sbancò più di una partita, realizzò più di una rimonta.

Certo, nel quintetto odierno non ci sono D’Antoni, Meneghin e Premier, ma lo schema è sempre lo stesso. Domenica scorsa è scattato nella rimonta che i milanesi hanno fatto ai danni dei cremonesi. Mancinelli (che non è Gallinari padre) ha sbagliato alcune chiusure e – come giustamente osserva Luca Chiabotti, in arte Chiabo, sulla Gazzetta - manca quell’aggressività sul portatore di palla che è invece l’essenza di questa difesa a zona.

Se i giocatori volessero ripassarsela, c’è un breve ma esemplificativo video nel quale lo stesso coach Peterson spiega a una difesa, come muovere la 1-3-1 per soffocare qualunque attacco.

Eccolo: http://www.youtube.com/watch?v=4pTKRVNKTKo

Ad maiora