
Poca Italia sui siti del resto del mondo. Penso recupereremo domani, visto che oggi pomeriggio c’è la protesta del Pdl contro i giudici.
Solo Il Corriere del Ticino parla, per ora, del picconatore che ha ucciso un uomo a Milano.
Sul Pais si racconta invece di come Bergoglio ostacolò la dittatura argentina.
Sul Guardian si spiega come non avanzi l’inchiesta su chi ha venduto, in maniera truffaldina, la carne di cavallo.
Chiudo con il calcio. Si ipotizza sull’Indipendent che Mancini stia per essere silurato.
Ad maiora
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Zapping mondiale: dal picconatore di Milano ai guai di Mancini
#mobilitanuova aderisce anche Wwf Lombardia
Per la manifestazione del 4 maggio sulla mobilità arriva ora anche l’(importante)adesione del Wwf lombardo.
Questo il comunicato.
Ad maiora.
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Il WWF Lombardia insieme ad altre 150 associazioni amiche, aderirà alla manifestazione del prossimo 4 maggio a Milano, indetta da Rete per la Mobilità Nuova, http://www.mobilitanuova.it/ per chiedere, ancora una volta, che gli investimenti pubblici siano indirizzati verso una mobilità più ecosostenibile e non alla costruzione di nuove autostrade ed alta velocità.
Ogni giorno migliaia di persone si spostano per lavoro e studio utilizzando mezzi di trasporto privati. Questa abitudine, e a volte necessità per mancanza di infrastrutture adeguate, ha portato la Lombardia ad avere il tasso di motorizzazione più alta d’Europa e la Pianura Padana ad essere uno dei punti più critici per qualità dell’aria, con evidenti conseguenze sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Per cercare di contrastare tale situazione il WWF ha promosso, e difeso nelle opportune sedi, i cinque referendum di Milano, in particolare quello per l’introduzione e mantenimento di Area C.
Il WWF oggi scende nuovamente in campo, aderendo all’appello di Rete per la Mobilità nuova, per chiedere alle amministrazioni un cambio di direzione nella programmazione della mobilità urbana e non, per migliorare i trasporti pubblici e a favorire una viabilità ciclopedonale, tutelando al contempo l’ambiente che ci circonda.
A partire dal 4 maggio lanceremo insieme a Rete per la Mobilità Nuova, una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che destini almeno i tre quarti delle risorse statali e locali disponibili per il settore trasporti a opere pubbliche che favoriscano lo sviluppo del trasporto collettivo e di quello individuale non motorizzato.
Chiediamo a gran voce, tutti insieme, di porterci muovere rispettando l’ambiente, in modo sicuro e confortevole.
Resisterai, le partigiane raccontano la loro lotta

Dire che ho moderato l’incontro sulle donne della Resistenza, organizzato dal gruppo Pari opportunità della Rai di Milano, è un generoso eufemismo.
La forza d’animo di Antonietta Romano Bramo (nome di battaglia Fiamma), Filomena D’Ambrosio Paladini (Lena) e Bianca Orsi (Sonia) ha preso decisamente il sopravvento rispetto a ogni mia possibile domanda, a ogni spunto che mi ero immaginato organizzando l’incontro.
Quelle tre fantastiche donne (nate tra il 1915 e il 1925) hanno contribuito a sconfiggere fascisti e nazisti. Non hanno bisogno di stimoli per raccontare quel che hanno fatto prima, durante e dopo l’armistizio.
“Resisterai” questo il titolo della manifestazione aveva la sua forza intrinseca nella scelta di raccontare la guerra di liberazione fatta dalle donne. Quella metà di popolazione che ancora non ha avuto accesso alla più alta carica dello Stato, ma che in quegli anni hanno contribuito alla nascita della Repubblica, conquistando (con le armi) il diritto al voto.
Oggi Fiamma, Lena e Sonia saranno in piazza per ricordare la liberazione ottenuta nel 1945. Bianca Orsi dice che ogni volta che inizia l’anno (sarà il suo 98esimo questo) pensa al 25 aprile e comincia mentalmente a cantare “Bella ciao”.
E allora non posso che chiudere questo post con la banda del Comune di Milano che intona il canto della resistenza:
Lo stesso che risuonerà oggi, tra corso Venezia e piazza del Duomo.
Ad maiora
Oggi a Milano torna Zac!, mercato contadino
Ricevo e volentieri pubblicizzo questa manifestazione nella quale cerco sempre di andare a fare la spesa.
Ad maiora.
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Zac!, mercato contadino biologico e stagionale organizzato da privati cittadini appartenenti ai Gruppi d’acquisto solidale attraverso l’associazione Gastardi e patrocinato dal Consiglio di Zona 9 (Commissione Commercio ed Attività Produttive) giunge al suo quarto appuntamento: dalle 10 alle 18 al Parco Nicolò Savarino (ex Parco Bassi – zona Dergano/Maciachini) con produttori etici e associazioni legate al territorio, il cui operato mira alla salvaguardia dell’ambiente e al rispetto dell’uomo.
Il tema scelto per Zac! 4 è la semina: aprile è un mese molto laborioso per chi coltiva la terra, è il momento nel quale molti semi di specie basilari per la nostra alimentazione vengono coperti dalle zolle, coccolati e curati affinchè gettino fuori i loro germogli e diano vita ad una pianta forte e rigogliosa.
Il 20 aprile le associazioni e gasisti dedicano grande spazio ai semi: danno informazioni sulle varietà, su come badare alle gemme e su come coltivare al meglio ciò che poi andrà a nutrire la nostra anima e il nostro corpo. Attenzione. nel venire al mercato portate con voi saperi, esperienze e tradizioni: la partecipazione, lo scambio, il mettersi in gioco sono fondamentali per Zac!
A Zac! 4 trovate:
- Verdure, frutta fresca, frutta secca, formaggi vaccini, formaggi caprini, non formaggi (vegan), olio, salse, succhi, riso, pasta, pane, prodotti da forno, farine, caffè, carne, gelato (non vegan, vegan, gluten free), miele, zafferano, vino, birra, liquori, detersivi, prodotti per igiene personale, oli essenziali ecc ecc
- Pro-dotto Zac!: prodotti ad un prezzo particolarmente basso, calmierato, per invitare i cittadini a provare le specialità dei contadini, per venire incontro alle persone durante questa rigida e nefasta crisi economica e per sfatare il mito del biologico per ricchi.
- Schede produttori: una sorta di carta d’identità che contiene i dati dell’azienda come il nome, la località di provenienza, il tipo di produzione, il tipo di certificazione, le spiegazioni di come sono composti i prezzi (Prezzo trasparente) e i motivi di orgoglio del produttore.
…ma anche…
Gasisti di Zac!, Gastardi, AsF Italia (Architetti senza frontiere), Ciclofficina Bovisa, Coltivando, Desr Parco Sud, Emergency Zona 9, Gli orti di Cascina Albana, Il Giardino degli Aromi, Libere Rape Metropolitane, Officina Enoica, PcOfficina, Pedalando in Zona9, Quelli del Villaggio, Tetide e Zeitgeist.
Inoltre: infopoint a cura dei gruppi d’acquisto solidale, laboratori per bimbi e adulti (a partire dalle 14!), narrazioni, raccolta firme del Comitato la Goccia e dei Seminatori di Urbanità contro la cementificazione di aree verdi in Zona9 e molto altro ancora…
A fine giornata alcuni semi verranno consegnati ai produttori che partiranno per la ValSusa dove si tiene l’incontro nazionale di Genuino Clandestino e il lancio della Terra Bene Comune, legando idealmente i due mercati.
Il mercato si tiene anche in caso di maltempo!
#mobilitànuova tutti a Milano il 4 maggio
Questo blog aderisce convintamente alla manifestazione sulla nuova mobilità, previsto a Milano per il 4 maggio.
Qui il sito.
Segue il manifesto.
Diffondete il più possibile!
Ad maiora
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Il XIX secolo è stato il secolo degli acquedotti nelle città. Prima di allora, chi voleva l’acqua in casa doveva scavarsi il suo pozzo privato. Grazie agli acquedotti, l’acqua è diventata accessibile in tutte le case. Una grande innovazione, che ha migliorato notevolmente la vita di tutti. A costi sostenibili, perchè gli acquedotti sono stati realizzati con un grande sforzo collettivo.
Il XX secolo è stato il secolo della motorizzazione di massa. Chi voleva muoversi con comodità doveva comprarsi la sua automobile. Una grande innovazione, che ha migliorato notevolmente la vita di molti. Ma a costi elevatissimi, perchè comprare un’auto, e gestirla, è un grande sforzo economico per una famiglia di reddito medio. Senza contare i costi ambientali ed energetici, determinati da centinaia di milioni di automobili circolanti nella parte di mondo che può permetterseli.
Il XXI secolo diventerà il secolo della mobilità open source: così come da tempo non serve scavare un pozzo per avere l’acqua a casa, non servirà più essere proprietari di un’automobile per muoversi. Basterà conservare il buon uso delle gambe e avere accesso alla rete della mobilità: una rete fatta di tradizionali mezzi pubblici gestiti con criteri di efficienza, di più moderni servizi a chiamata o di mezzi in uso condiviso, di soluzioni innovative rese possibili da strumenti di comunicazione e georeferenziazione che rendono la risposta al bisogno di mobilità sempre più accessibile e a portata di mano. A costi sostenibili, perchè la rete della mobilità sarà esito di un grande sforzo collettivo, di lavoro e di ingegno.
Non stiamo parlando del futuro, ma del secolo in cui stiamo vivendo. La #mobilitànuova non è un sogno visionario, ma una possibilità che sta già in campo, che già sta modificando i comportamenti. L’incubo della crescita infinita di traffico e congestione si è interrotto già da tempo, il traffico è in calo, gli acquisti di veicoli pure, e nel paesaggio urbano si è rarefatta la presenza invadente e ossessiva delle pubblicità di automobili. Perfino nell’immaginario delle nuove generazioni lo spazio dell’automobile si è ridimensionato. Tutta colpa della crisi? Forse. Di sicuro sono sempre meno le persone disposte ad aprire un mutuo per comprarsi l’auto, e sempre meno le banche disposte a concederlo. O forse, ci piace pensarlo ma pensiamo anche di pensare giusto, la #mobilità nuova è la luce in fondo al tunnel della crisi, è il nuovo stile di vita che prende piede, e che porta con sè una nuova fase di benessere e di progresso, insieme a nuove professioni e opportunità legate all’accesso ai servizi.
Strada spianata dunque? No. C’è di mezzo tutta la vecchia economia incrostata sull’automobile privata: c’è l’economia del petrolio e quella delle grandi infrastrutture stradali, c’è la rendita immobiliare delle villette monofamiliari con triplo box e quella dei centri commerciali. Tutta un’economia che mai come oggi è in affanno, che vede la propria fine ma deve continuare a difendere rendite di posizione faticosamente conquistate. Che sono anche le rendite politiche che fanno la fortuna di chi siede nei CdA di aziende di trasporto pubblico sempre meno competitive. La transizione non sarà nè semplice nè indolore, ma se vogliamo vedere la luce in fondo al tunnel, dobbiamo avere il coraggio di guardare oltre.
E’ questo il significato della manifestazione del 4 maggio a Milano: non è una manifestazione di protesta contro traffico, smog, autostrade. O meglio, non è SOLO questo. E’ una spallata alle vecchie idee, alle consunte politiche nazionali e regionali che espongono la nostra collettività a enormi spese per costruire le infrastrutture del passato, quando invece c’è un gran bisogno di futuro.

