Lukashenko

STOP LUKA, TRA POCO A MILANO

Alle 1830 all’Ostello Bello di Milano inizierà la conferenza sulla libertà di stampa (ma non solo) in Bielorussia. Per Annaviva questo è un tema centrale sul quale attirare l’attenzione dell’opinione pubblica. In questi anni ci siamo occupati di Russia, di Cecenia, di Georgia. È però la prima conferenza che organizziamo un incontro con ospiti bielorussi (seppur dissidenti e rifugiate all’estero).
Per un’associazione come la nostra è un motivo di orgoglio anche se comporta un grosso sforzo organizzativo (oltre che economico).
Ma crediamo che solo accendendo i riflettori si possa squarciare il buio delle dittature.
In questi quattro anni di vita Annaviva ha presentato molti libri dedicati al mondo sovietico e a quello post-sovietico. Abbiamo manifestato più volte in ricordo di Anna Politkovskaja (da ultimo anche con uno spettacolo teatrale a lei dedicato: Elsa K.). Abbiamo ospitato esponenti di rilievo dell’opposizione russa, da Garry Kasparov a Tatiana Yankelevich fino a Denis Bilunov con il quale saremo il 9 novembre, alle 21, con un incontro alla libreria popolare di via Tadino a Milano.
E abbiamo organizzato numerosi flash mob, in contemporanea con l’opposizione russa e quella bielorussa.
Oggi passeggiando per il centro di Milano ho individuato quale potrebbe essere il prossimo obiettivo di una nostra “protesta”: in Cordusio è esposta – per l’Expo – la bandiera
bielorussa di Lukashenko. Sarebbe bello avvolgere quel palo con la bandiera che in Bielorussia è vietato sventolare (pena l’arresto), quella bianca e rossa che tra poco accompagnerà il nostro convengo contro la “prigione a cielo aperto”. Con noi ci saranno Natalia Radzina e Vera Stremkovskaya.
Non mancate.
Ad maiora.

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NATALJA RADZINA (SEMPRE IN CELLA) CANDIDATA AL PREMIO NETIZEN

Il Premio Netizen (nato nel 2008) viene dato ai giornalisti che si battono per la libertà di espressione su Internet. E’ assegnato annualmente a blogger, giornalisti online e cyber-dissidenti, che promuovono la libertà di espressione sul web.

Quest’anno tra i candidati indicati da Reporter senza frontiere (Rff) per il Premio Netizen ci sono 6 giornalisti, provenienti da questi Paesi: dalla Tunisia, Bahrain, Thailandia, Cina, Vietnam e Bielorussia.

Del Paese di Lukashenko è stata scelta la direttrice del sito http://www.charter97.org, Natalja Radzina. La comunicazione è stata fatta all’Associazione dei giornalisti bielorussi indipendenti (ce n’è una senza aggettivo…) ed è stata motivata da Rsf per il personale contributo della collega alla lotta per la libertà di espressione in Bielorussia.

Il Premio Netizen 2011 sarà dato il 11 marzo a Parigi in occasione della Giornata mondiale contro la censura su internet.

Natalja Radzina è stata arrestato a dicembre, di notte, nella redazione del sito, a Minsk, mentre raccontava gli arresti seguiti alle proteste per i presunti brogli alle Presidenziali. Da quel momento lei è tenuta nel centro di detenzione pre-processuale del Kgb. E’ accusata di  aver violato l’art 293 parti 1 e 2 del codice penale (disordini di massa). Rischia fino a 15 anni di reclusione.

In cella, con lei e altri dissidenti, c’è anche il marito Andrei Sannikov, candidato sconfitto alle Presidenziali. Il figlio è curato dai nonni anche se le autorità bielorusse sembrerebbero orientate all’affido.

I due, in carcere da un mese, non hanno mai visto un avvocato.

Ad maiora.

NOTIZIE DALLE CARCERI BIELORUSSE

Altre notizie dalla Bielorussia che arrivano da Denis Baranov che racconta le sorprese del nuovo anno dal paese di Lukashenko.
La più grande e’ lo stop al mandato dell’Osce a Minsk. Le autorità bielorusse hanno spiegato la mossa dicendo che la missione era ormai conclusa. Il tutto unilateralmente.
Vitalij Rimashevskij, uno degli ex candidati alla presidenza, e’ stato rilasciato. Doveva tenere una conferenza stampa oggi ma e’ stata annullata, sotto pressione del KGB (in Bielorussia, dove sono meno ipocriti che a Mosca, non gli hanno cambiato nome): il politico per uscire di cella aveva infatti dovuto firmare una clausola di segretezza, di non divulgazione di notizie. I servizi segreti gli hanno ovviamente fatto notare che un incontro con la stampa sarebbe stato una violazione di quell’accordo (vagamente vessatorio, mi verrebbe da dire).
Andrei Dmitrijev, che ha guidato la campagna elettorale di Niekliajev, e’ stato liberato in base ad accordi simili ieri mattina. Ha rilasciato brevi dichiarazioni ai giornalisti fuori dal carcere, senza dare dettagli sui capi d’accusa che gli hanno fatto passare capodanno in cella (ha solo raccontando la sua vita da prigioniero).
L’ultimo gruppo di persone arrestate il 19 gennaio sono state rilasciate dopo la condanna a 15 giorni di carcere. Come per coloro che sono stati scarcerati il 29 dicembre, anche per questi ultimi, non sono state semplicemente aperte le porte del penitenziario: sono stati caricati su pullman e mollati in vari punti della periferia di Minsk. Giusto per evitare abbracci davanti alle telecamere e per far passare qualche altra ora d’ansia ai parenti (me lo sento che prima o poi lo faranno anche da noi).
In carcere ci sono altre 7/8 persone arrestate durante il presidio di solidarietà con gli arrestati davanti al carcere di Akrestina. Sono stati ingabbiati il 21 dicembre e dovrebbero uscire entro il 12 gennaio. Tra loro un ragazzo cui sono stati rotti gli occhiali e che avrebbe disturbi mentali.
Nessuna novità invece su quanti sono incarcerati nel centro di detenzione del KGB. Ignote anche le loro condizioni di salute.
Infine, un gruppo di bielorussi emigrati in Europa sta progettando di andare a Bruxelles alla speciale sessione del parlamento europeo dedicato a Belarus. E’ prevista per il 12 gennaio. Ancora incerti orario e modalità della sessione.
Ad maiora.

I SOLITI SOSPETTI SI CONGRATULANO CON LUKASHENKO

Ecco le notizie buone e cattive che arrivano dalla Bielorussia. Le riporta Denis Baranov che su Facebook scrive di non mandargli richieste di amicizia perché declina gli inviti di persone che non conosce personalmente,.

Partiamo dalle notizie cattive:

1. Niekliajeva Olga, la moglie di Vladimir, ha presentato una denuncia al Kgb e al procuratore generale per la mancanza di incontri con l’avvocato e l’assenza di notizie sulle condizioni del marito.

2. Il Tribunale di Minsk ha negato la richiesta di scarcerazione per 9 cittadini russi. Il tutto malgrado la sollecitazione in tal senso del ministero degli Esteri russo. Mosca ha fatto sapere che la decisione impatterà sulle relazioni bilaterali, già non buone negli ultimi anni.

3. Baranov ha ricevuto una sorta di risposta ufficiale da parte del Comitato internazionale della Croce Rossa. Dicono di essere al corrente della situazione. Ma la Bielorussia non ha mai firmato l’accordo sulla Croce Rossa che permette le visite nelle carceri.

4. Tre giovani attivisti sono stati condannati dopo il picchetto di solidarietà davanti al carcere del 21 dicembre. Passeranno capodanno in cella.

Notizie neutrali:

1. Due membri della Commissione elettorale della città di Minsk hanno scritto pareri dissenzienti sul verbale sottolineando come non abbiano potuto convalidare i risultati delle elezioni per la capitale. Entrambi sono (ovviamente, aggiungo io) membri dei partiti di opposizione.

2. Il governo ha rassegnato le dimissioni. Procedura normale dopo le presidenziali. Non è stata ancora però fissata la data d insediamento.

3. Alcuni partiti hanno formato un comitato di solidarietà e di sostegno per i prigionieri politici. A quanto pare, vogliono creare qualcosa di più permanente.

Buone notizie:

1. Dopo quasi 8 giorni di custodia da parte del Kgb, a Vladimir Niekliajev è stato concesso di incontrare il suo legale. È accaduto lunedì sera. L’avvocato ha detto che sembrava stanco. Il suo viso portava ancora i segni delle percosse.

2. Anatol Lebedko che è attualmente in sciopero della fame è sembrato – agli occhi del suo legale –  in buone condizioni di salute.

Notizia random:

Il sito web del presidente Lukashenko elenca solo 13 capi di Stato che si sono congratulati con lui per la vittoria elettorale. Sono i soliti sospetti: Turkmenistan, Tagikistan, Azerbaijan, Siria, Libia, Vietnam, Iran, Armenia, Uzbekistan, Cina, Turchia, Cuba e Russia.

Venezuela e Georgia hanno solo mandati i loro auguri.

Ad maiora.

DARE VOCE ALLA DEMOCRAZIA IN BIELORUSSIA

Il 16 dicembre 2010, i Giovani federalisti europei stanno organizzando la loro annuale azione di protesta a sostegno della Bielorussia, per dar voce alla democrazia, a quanti nel paese di Lukashenko non hanno voce.
Propongono di organizzare flash mob in molte città europee la sera del 16 dicembre, scattare delle fotografie e trasmetterle il prima possibile a questo indirizzo: belarus@jef.eu

L’iniziativa andrebbe anche annunciata entro il 10 dicembre 2010 a questi sito http://www.facebook.com/l/b9acf_MJ_jzvMuGb0k_su3qBd7Q

 www.jef.eu

Oppure inviando una mail a belarus@jef.eu

indicando il vostro nome, paese, città e organizzazione.

Le elezioni presidenziali in Bielorussia si terranno il 19 dicembre 2010. Scontata la vittoria del presidente uscente Lukashenko che dal 1994 tiene col pugno di ferro il suo Paese.

I giovani federalisti europei invitano a farci sentire.  Soprattutto perché l’Italia è tra i paesi europei, il miglior amico di quel regime.

Ad maiora!

QUANTO CI MANCANO I CORRETTORI DI BOZZE

Negli scorsi giorni, per due sabati di seguito, ho trovato due errori “fotografici” sul Fatto quotidiano. Dapprima la foto di Alessandro Profumo al posto del (mancato) candidato per il Pd al comune di  Torino si chiama Francesco.

Due giorni fa, didascalie invertite, indicavano Nazarbajev come Lukashenko e viceversa.

Il quotidiano è composto per lo più da giovani, mi spiega un collega. E questa potrebbe essere una spiegazione.

Ritengo comunque che, se faccio lo sforzo di andare in edicola e comprare un quotidiano, mi piacerebbe trovare meno errori possibili.

Che non si limitano però ai quotidiani.

Sul numero dell’Espresso del 2 dicembre, l’inviato ad Haiti parla della diffusione del colera lungo il fiume  Artibolete. Senza andare fino ai Caraibi, un veloce check su google avrebbe permesso di scoprire che si chiama Artibonite.

Ma ora su google esiste anche Artibolete, grazie all’effetto specchio creato dalla rete.

Un tempo, quando ero giovane, in ogni redazione c’erano correttori di bozze in grado di trovare ogni più piccolo errore.

Sono stati tagliati, convinti che cIò abbia rappresentato un risparmio. Errore grandissimo. Perché se voglio la superficialità, ho già facilmente, nel salotto di casa, la televisione.

E il risparmio, come si vede in questi anni, lo stanno facendo gli utenti. Purtroppo.

Ad maiora.

Ps. La tv, certa tv, è comunque sempre troppo avanti per essere raggiunta dalla stampa. Sabato a Studio aperto c’era un vivo più muto su una famiglia di papere spostata dal vento. Addirittura…! 

Persino mia figlia, 9 anni, mi ha chiesto: ma papà, che razza di servizio era?

GIORNALISTA D’OPPOSIZIONE MORTO IN BIELORUSSIA

Era tornato una settimana fa da una vacanza in Grecia con la famiglia. E ieri sera doveva andare al cinema con un amico. E’ stato invece trovato impiccato nella sua dacia fuori Minsk.
E’ finita così la breve vita di un giornalista d’opposizione in Bielorussia. Aleh Byabenin, classe 1974, era l’anima del principale sito internet che si oppone al regime di Lukashenko: http://www.charter97.org
E’ ovvio che la sua morte desti più di un sospetto. Anche perché le autorità hanno subito parlato di suicidio, ovviamente prima dei risultati dell’autopsia.
Uno dei suoi amici, Andrei Sannikov, leader di European Belarus, dopo essere stato nella dacia di Aleh, ha espresso molti dubbi sul fatto che il giornalista si sia tolto la vita.
Aleh, che aveva studiato giornalismo all’Universita’ statale Bielorussia e che era stato caporedattore del giornale indipendente Imya, lascia la moglie e due figli.
Comunque sia finita la sua “breve esistenza”, la morte di Aleh rappresenta una profonda ferita per il già rarefatto mondo dell’opposizione democratica di Minsk.
Ciao Aleh. Che la terra ti sia leggera.