Iphone

ADDIO, CARO STEVE JOBS

Chi mi conosce sa che da quando è arrivato l’Iphone la mia vita è cambiata. Quel miracoloso aggeggio è qualcosa di più di un telefono, qualcosa di più di un computer, di una macchina fotografica, di una telecamera, di una consolle per giocare.

E’ per me, per il mio lavoro, una sorta di redazione. Tutto quello che sono riuscito a fare in questi anni, l’ho in gran parte realizzato grazie all’Iphone (ora ad esempio è collegato al computer, manda musica e mi permette – collegandomi alla rete – di scrivere questo post).

Steve Jobs, il genio che ha inventato tutto questo. Ci ha lasciato.

Il suo discorso all’Università di Stanford è di una forza disarmante:

Parole che non hanno bisogno di commento.

Ciao Steve e grazie.

Che la terra di sia lieve.

Ad maiora

CLASSIFICA DELLE 5 APP CHE PREFERISCO

Ecco gli aggiornamenti di questa settimana.

1.WHATSAPP. E’ un sistema di chat interna a chi ha l’Iphone. Funziona anche come una sorta di messaggi sms gratuiti. Costa 0,79 e non capisco perché non l’abbiano tutti gli iphonisti… Conquista il primo posto perché la macchina fotografica ha aumentato i prezzi. 4stelle e mezzo

2. VIBER. Aggratis. Bella grafica. Facile vistualizzazione di chi l’ha già scaricato. E’ un app che consente telefonate gratuite (by Voip) tra i possessori di Iphone (che dispongano di una flat o un wifi). Prenderebbe il primo posto se andasse bene. Per ora fatica. E si blocca se non accettate notifiche push. Ma l’idea è ottima. E funziona, a differenza di Skype, anche se non aprite l’app. 4 stelle di incoraggiamento.

3.BABEL RISING. Gratuito. Un gioco bellissimo. Siete Dio e dovete impedire agli abitanti di Babilonia di costruire la loro Torre e arrivare al vostro occhio. Potete solo rallentarli ma è inpossibile fermarli (e guardandosi intorno dire che si capisce perché).  Ma comunque il divertimento è assicurato. 4 stelle.

4. NATALE2010. E’ una sorta di calendario dell’avvento per app di Iphone. L’hanno scorso le app consigliate erano molto migliori. Ma comunque spero che, avvicinandosi il 25, la qualità dei consigli possa migliorare. 3 stelle.

5. PDFreader. La versione gratuita funziona solo 10 volte. Poi scatta quella a pagamento (0,79). Ne vale comunque la pena. Apre tutti i file allegati e ve li tiene da parte già salvati. 3 stelle.

Ad maiora.

LE 5 MIGLIORI APP DI NEWS ITALIANE

Dopo la “classifica generale” ecco quella di categoria. Delle News. Gratuite.

Evito di mettere in classifica le App che ti obbligano a pagare per leggere le notizie o per vedere i loro tg. O che non sono supportati da tutti gli iPhone.

1. LASTAMPA.IT. Tra i siti dei principali quotidiani italiani, è quello che – a mio giudizio –  ha l’App migliore. Poche ma ben selezionate notizie in home. E poi la possibilità di cliccare per argomento, se si vuole approfondire. Scorrono in alto anche le ultime news. Foto piccole, non pesanti, non ostacolo l’apertura dell’app. 4 stelle e mezzo, direi.

2. TGCOM. Mi piace più graficamente che per i contenuti. Mette ovviamente in primo piano la cronaca (ma non censura ad esempio Wikileaks). Comunque è fatto bene e dà una buona panoramica di quel che accade nel Bel Paese. 3 stelle e mezzo.

3. TELEVIDEO. Graficamente è spiccicato quel che si vede in tv. Io lo apro e lo tengo fisso sulla pagina 103 (non è semplicissimo sfogliare neanche la versione digitale). Alla fine, quelli che sono i titoli in primo piano li trovate paro paro nei principali telegiornali. E spesso il giorno dopo sui giornali. 3 stelle.

4. IL MESSAGGERO. Graficamente molto buono. Ma uno deve fare delle scelte nell’impaginare l’home page. Non è un quotidiano. Vanno ridotte all’osso. Comunque, App ricca di notizie. Ma rischiano di sfuggire. Almeno sul telefonino. 2 stelle e 1/2

5. IL SOLE24ORE. Qui si ha addiruttura l’effetto contrario a quello del Messaggero. Grande titolo, con grande foto, sulla notizia d’apertura. E poi tre soli titoli in home. Troppo poco. Anche qui sfuggono notizie. E non viene voglia di sfogliare le pagine. 2 stelle.

Ad maiora.

GIORNALISTI, ASTRONAUTI E INCHIESTE VIA INTERNET

E’ difficile che chi fa il mestiere del giornalsta si fermi a riflettere su come stia cambiando la professione. Spesso questi dibattiti sono appannaggio dei sindacalisti di categoria.

Oggi invece all’Università statale di Milano (Scienze politiche, per la precisione, corso di Storia del giornalismo della professoressa Ada Gigli Marchetti) il confronto è stato fra colleghi che materialmente realizzano pezzi, inchieste e reportage.

Ha iniziato Giannino della Frattina del Giornale che ha spiegato che i giornalisti in questi anni sono come astronauti poco preparati. I mutamenti sono così veloci che si fa fatica a governarli. Della Frattina (che è anche membro del Cdr) ha inserito in queste veloci novità anche l’inaspettato successo del Fatto quotidiano, ricordando come ormai siano passati i tempi in cui la foliazione del Corriere (non a caso chiamato Corrierone) arrivava anche a 80 pagine.

Tra le cause del cambiamento nella professione va annoverato l’aumento del prezzo della carta e la contrazione della pubblicità. Ma resta il fatto che sono sempre meno i lettori che acquistano un quotidiano (mancato il mitico tetto delle 7 milioni di copie, malgrado la free press).

Della Frattina ha ricordato come, in base alla Costituzione, c’è il diritto a informare ma anche e soprattutto a essere informati. Di qui la necessità di incrementare il numero di inchieste.

Già proprio la “scomparsa delle inchieste” era il tema intorno al quale abbiamo voluto chiamare i colleghi a riflettere. Nell’era twitter c’è ancora spazio per questa forma di giornalismo?

Per Gianni Barbacetto del Fatto quotidiano la risposta è affermativa anche se l’inchiesta non gode di buona salute. Politica ed economia non vedono di buon occhio chi vuole andare a vedere se le cose che ci vengono raccontate siano vere.

Per questo, a giudizio di Barbacetto, la rivoluzione internet può aiutare  - e molto – questa forma di indagine giornalistica. Occorre però guardarsi dalle bufale che girano sulla rete e, come un gioco di specchi, vivono di rimandi.

L’inchiesta è comunque complessa anche per i costi. Sono sempre di meno i quotidiani che mandano all’estero gli inviati. Per evitare la cosiddetta deskizzazione la soluzione potrebbe essere quella di alcuni siti informativi americani. Che chiedono ai loro lettori quali inchieste vorrebbero leggere e se sono disposti a investire qualche soldo per finanziarle. E’ un modo con cui, chi esce dalle scuole di giornalismo, può iniziare a lavorare.

Andrea Nicastro, inviato del Corriere della sera, ha invece mostrato agli studenti universitari come sia cambiando il lavoro (multimediale) dei giornalisti. Alla prima Guerra del Golfo (a parte chi era dietro il tavolo, gli altri erano troppo giovani per ricordare), Peter Arnett rivoluzionò la scena televisiva con dirette dall’Iraq. Il macchinario con cui trasmetteva pesava due tonnellate.

Nicastro ha mostrato le immagini che lui stesso ha realizzato nel buco dove di nascondeva Saddam. Girate con una piccola telecamera e inviate con un piccolo satellitare al corriere.it. Prime immagini dato che le telecamere dei broadcast non erano in grado di riprendere al buio, nel tugurio iracheno.

Sempre con tecnologia super-leggera Nicastro ha mandato “in onda” le immagini delle cariche di poliziotti in moto contro gli studenti iraniani (che salvarono poi dal linciaggio gli stessi agenti catturati dalla folla). Sequenze che, dal sito del Corriere, girarono per tutto il mondo, spacciate – dagli utenti – più come riprese di un passante che di un collega. Come se questo elemento potesse accreditare maggiormente la testimonianza.

E infine pochi mesi fa, l’inviato del Corriere è stato mandato nel Caucaso per fare un reportage che era sia per il cartaceo che per il sito. In questo ultimo contesto, si sta cercando di far capire come realizzare il quotidiano del futuro.

Quello che ragionevolmente soglieremo sull’ipad, iphone o pc.

Ad maiora.

CLASSIFICA DELLE 5 APP DA SCARICARE

Ecco gli aggiornamenti di questa settimana.

1. HIPSTAMATIC: Ce l’ho da un po’ (suggerita peraltro da amici, fotografi professionisti) e pur essendo a pagamento (0,79) è davvero una macchina fotografica eccezionale. All’acquisto avete tre lenti ma altre ne prenderete, se vi piace fare foto. Sviluppate un po’ all’antica.

2.WHATSAPP. E’ un sistema di chat interna a chi ha l’Iphone. Funziona anche come una sorta di messaggi sms gratuiti. Costa 0,79 e non capisco perché non l’abbiano tutti gli iphonisti…

3. iTRENI. E’ un app utile per avere info su treni in partenza e in arrivo. Si scrive luogo di partenza e di arrivo, data e orario e lui vi dà tutti i convogli che potete prendere, con tappe intermedie e prezzi. I ritardi non sono ovviamente inclusi nell’App. E neanche le fatiscenti condizioni delle carrozze… C’è anche un app che ti permette di prenderebbe i biglietti onlne. Ma crashava e l’ho cancellata appioppandole una sola stelletta. Questa ne ha almeno quattro.

4.EUROSPORT. Se vi piacciono gli sport, potete seguire i risultati in diretta su questa app gratuita. Non ha tutte le partite di Livescore, ma in compenso sui principali match calcististici vi fa un resoconto minuto per minuto in diretta. Avete anche un home page con notizie e commenti. Ma sono messi random, non in ordine di importanza o cronologico. Chissà perché. Tre stelle e mezzo quindi.

5. DICTATION. A gratis. Serve per dettare messaggi all’Iphone se si hanno le mani occupate (chessò: guidando o pitturandosi le unghie). Lui li scrive. Sbaglia però spesso (con effetto “telefono senza fili”). Quindi per ora è in fondo alla classifica. Ma potrebbe sempre risorgere.

Ad maiora.