Se Michele Serra volesse capire qualcosa di twitter, tra una mezz’ora dovrebbe andare sul social network.
Ci sarà l’Inter in campo. È una delle peggiori degli ultimi anni, ma questo importa poco.
Su twitter l’ondata di commenti sarà ugualmente molto alta.
Resa ancora più vivace dal giovane allenatore dell’Inter, Andrea Stramaccioni.
L’hashtag dei tifosi interisti è tratta dal verbo che accompagna la canzone della squadra: #amala.
Da qualche giorno, l’arrivo del nuovo coach l’ha fatto modificare, l’ha portato all’ennesima: #stramala.
È tutto una pazzia. A prima vista.
Ma Michele provi a guardare la partita su twitter.
Penso che poi non ne potrà più fare a meno.
Ad maiora. Anzi, #sapevatelo
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#stramala, come Stramaccioni ha già conquistato twitter
Via Monti, la panchina a Stramaccioni
Moratti alla fine si è deciso: via Ranieri e dentro Stramaccioni. Qui trovate un ritratto del Sussidiario, uno siti che ha seguito con più attenzione la vittoria europea della Primavera interista:
http://www.ilsussidiario.net/mobile/Calcio-e-altri-Sport/Inter/2012/3/26/INTER-Chi-e-Andrea-Stramaccioni-il-nuovo-allenatore-dell-Inter/260991/
Già, oggi i quotidiani titolano sulla “Primavera dell’Inter” come se fosse stato abbattuto un regime. E un po’ è così. È il regime della gerontocrazia.
Stramaccioni è del 1976. L’età di molti giocatori nerazzurri…
Al di là del calcio, il mio sogno è che la panchina dell’Italia (non quella calcistica, la panchina che c’è a Palazzo Chigi) venga affidata a qualche giovane (primavera). Senza cognomi noti e faccia da giovane trombone come molti che vediamo oggi (dare lezioni) da quelle parti.
Anzi, dirò di più. L’ideale sarebbe una giovane donna. Una che, a differenza della Fornero, quando si parla di sacrifici, sappia cosa siano non per averli letti su studi di settore.
Ad maiora.
DAGLI AMICI MIEI (ITALIANI) MI GUARDI IDDIO…
Quando la scorsa settimana il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana è andato a Tunisi e ha espresso sentimenti di “amicizia” verso la nuova dirigenza tunisina, quelli saranno sbiancati.
Siamo un Paese che (dai vertici fino agli strati più bassi) corre perennemente in soccorso al vincitore, passa il tempo a domandarsi quale possa essere il carro vincente.
Ricordo una fantastica striscia di Andrea Pazienza dove Pertini (Pert) si stupiva di tutti gli ex fascisti riciclati nella repubblica. D’altronde fino a poche settimane prima della fine del fascismo, le piazze erano piene e adoranti verso il Duce.
Successe anche a Craxi, mille anni dopo. Prima incensato poi preso a monetine.
Accade anche con gli allenatori di calcio. Lippi, tornato come salvatore dell’italica patria del pallone, poi liquidato dopo l’imbarazzante gita sudafricana. Ma pure Leonardo, passato in quattro-giorni-quattro da essere l’uomo giusto per galvanizzare l’Inter a una specie di pippa seduta al posto sbagliato.
È lo stesso film che ha visto protagonista anche il leader di Futuro e libertà, Gianfranco Fini: fino a che sembrava indirizzato alla vittoria, aveva frotte di parlamentari (ma anche militanti) pronti a giurargli fedeltà. Alla prima (pesante) sconfitta è stato un fuggi-fuggi. E sì che a destra erano quelli di “onore e lealtà”… Devono davvero essere cambiati i tempi.
I tunisini – dicevamo – saranno sbiancati alle parole del cd-premier-italiano perché il trattato di amicizia con la Libia (votato praticamente all’unanimità dal parlamento italiano, tuttora in vigore) è lì a testimoniare che, anche a livello di amicizie interazionali, meglio perderci che trovarci.
In Francia non hanno ancora dimenticato di quando, nella Seconda Guerra, gli dichiarammo guerra mentre stavano per soccombere ai nazisti. Coi quali entrammo in guerra solo perché convinti di una rapida vittoria (Franco, più astuto di Mussolini, non commise quell’errore e rimase in sella fino alla fine dei suoi giorni).
Semmai Gheddafi cadesse per davvero (al momento si sta andando verso una sorta di Somalia nel Mediterraneo, altra nostra ex colonia frutto di un successo targato Onu e Usa), l’incontro coi nuovi governanti dovrebbe, da parte loro, rispecchiare – in vista di possibili accordi economici – le parole che (nel magnifico Amici miei, pure quello mandato in vacca in ‘sti giorni) il professore Sassaroli rivolge all’architetto Melandri che ha una relazione con sua moglie: “Vede, è tutta una catena di affetti che né io né lei possiamo spezzare. Lei ama mia moglie. Mia moglie è affezionata alla bestia, il cane Birillo, che mangia un chilo di macinato al giorno, un chilo e mezzo di riso e ogni mattina bisogna portarlo a orinare alle 5 sennò le inonda la casa. Birillo adora le bambine. Le bambine sono attaccatissime alla governante, tedesca, due anni di contratto, severissima, in uniforme. Insomma, chi si prende Donatella si prende per forza tutto il blocco”.
Tutto il blocco lo stiamo già prendendo ora. Magari aiuta elettoralmente però.
Vedremo.
Ad maiora.
DAL LARA A NICOLE. DAL PAT AL BAT
Il fidanzato della Minetti e le foto: ti si vede entrare in una casa a Roma. La consigliera regionale: intercettale e comprale. Sul Corriere.
PRONTO, PAPI?
Arcorine in allarme. Dalla Polanco alla Espinosa: le telefonate a Berlusconi per aggiornarlo sugli interrogatori. Sul Fatto.
I 150 ANNI DI VALENTINO ROSSI
Valentino Rossi: “I 150 anni dell’Italia? Ora sento la responsabilità”. Il 17 marzo l’anniversario, il 20 il primo Gp: “Cercheremo di rappresentare bene il Paese”. Sul Giornale che dimentica di chiederli dei 35 milioni che, residente fiscalmente all’estero, ha dovuto pagare nel 2008 all’Agenzia delle entrate per evasione fiscale.
AMISH, 200 ANNI (VISTI DA UN BRESCIANO)
Andrea da Bagnolo alla terra degli Amish. Borella ha 34 anni ed è l’unico studioso italiano di una comunità che vive come duecento anni fa. Sul Giornale di Brescia.
COL NUMERO 3, MANFREDI PALMERI
Terzo polo, Palmeri candidato sindaco a Milano. Malumori nel’Udc. Il Pdl: si dimetta da presidente del consiglio comunale. Sul Giorno.
3 ORE IN CAMERA
Settimana corta, aula vuota. Ecco la Camera. Vita da Onorevole a Montecitorio. Banchi affollati solo per il voto di fiducia. Le ore di lavoro? Solo tre al giorno. Su Il Giorno.
LA SERBIA A CACCIA DI EROI
Belgrado vuole “il traditore” che salvò Sarajevo. Arrestato in Austria il generale erbo che si schierò coi bosniaci nella guerra dell’ex Jugoslavia. Il Fatto quotidiano (con un titolo più assennato di quello di Repubblica: “Arrestato il genrale Divijak, il serbo che amò Sarajevo“, seguito in compenso da un bel pezzo di Adriano Sofri che scrive: “La notizia del suo arresto è stata uno schiaffo in faccia alla gente di Sarajevo e della Bosnia e ai tantissimi amici che Dovijak si è fatto nel mondo. Il governo serbo che lo accusa di crimini contro l’umanità è quello che aspetta ancora a stanare il boia di Srebrenica, Mladic“).
IL RITORNO DELL’ALTISSIMO
Il ritorno di Altissimo tra i Liberali. “Combatterò il declino del Paese”. Sempre sul Giorno.
LARA SENZA CASA
Sfrattata Lara Saint Paul: “Ma io non mi arrendo”. Sul Corriere, pagine milanesi.
DAL PAT AL BAT
Bat-villa, arriva la Finanza. Moratti junior indagato. Il figlio del sindaco sospettato di violazione edilizia. Rilievi e foto nella sua abitazione. Sul Giorno.
PRONTO CASA MORATTI? SONO ROBIN!
Il rampollo della dynasty del petrolio che vuole vivere nella casa di Batman. Dal lavoro in saras alla scazzottata in discoteca con Irvine. Su Repubblica.
FOTOGRAFARE LE ASSENZE
Suor Mainetti, Poitkovskaja, Hina. Urla dal silenzio nei luoghi dei delitti. In una mostra (alla Triennale di Milano) le assenza inquietanti fotografate da Donata Pizzi. Sempre sul Giorno.
L’ARPA DI FLORALEDA
Arpa d’Or. Intervista alla 32enne comasca Floraleda Sacchi, oggi all’Auditorium di Milano. Ha cambiato l’immagine dello strumento e suonato anche in discoteca con dj. Su Repubblica (Floraleda accompagnerà anche Ottavia Piccolo in Donna non rieducabile, dedicato alla Politkovskaja, dal 21 marzo all’Elfo Puccini di Milano)
Berlino e Varsavia a duello per la Dama di Leonardo. L’opera quattrocentesca che ha attraversato la storia d’Europa andrà a Londra: “Decisione politica, un insulto per i tedeschi”. Sul Corriere.
SPOSTAMOSE?
Gli interisti tifano Juve. E gli juventini? Il popolo bianconero è diviso: c’è addirittura chi spera nella sconfitta della propria squadra. Sulla Gazzetta.
Ad maiora.
L’UCCELLO PREFERITO DA BERLUSCONI. MENTRE QUAGLIA FA (PURTROPPO) CRACK
SALVI I COLIBRI’ DI TRIESTE
Il premier telefona per salvare i colibrì: “Sono importanti, me ne occuperò”. Berlusconi ornitologo visto dal Corriere della sera.
Il Cavaliere salva il suo uccello preferito. Pagina intera su Il Giornale (grazie a Simone che mi fa notare questa chicca).
UN’ALTRA PREDA NEL CARNET
Cortellesi, un cachet d’oro. E la star comica divide il web. “Merita tutto”. “Non più credibile il suo antiberlusconismo”. 65 mila euro per ogni puntata a Zelig (Mediaset) condotta dall’altro sinistro Bisio. Sul Corrierone.
PD?
Cosa si può fare ancora per questo Pd? Una puntata di Chi l’ha visto? Vignetta sul Fatto quotidiano.
Quanto champagne beve D’Alema. Foto-notizia sul Giornale (due bottiglie sulla banchina, di fronte alla barca del Lider Massimo).
WISHFUL THINKING
E il decreto Milleproroghe rischia il Vietnam in Parlamento. Titolo (in puro stile Capricorno, giornata difficile) su La Repubblica.
Ultima chiamata per Mirafiori. A Torino imprenditori, politici e uomini di cultura chiedno un sì a Fiat. Titolo del Sole 24 ore (stile Affari, novità in arrivo)
PRIMA PARLA DI FUCILI PUNTATI, POI DI TENSIONE
“Eravamo troppo tesi. Ma nessun processo”. L’allenatore del Napol Mazzarri dopo la sconfitta con l’Inter. Titolo sulla Gazzetta.
CASSANO, VIA LA MANO DALLA BOCCA…
“Antonio è un amico ma non capisco la sua lingua”. Il giovane attaccante del Milan, Rodney Strasser (originario della Sierra Leone, nato a Freetown nel 1990) dopo l’assist di Cassano. Titolo sulla Gazza.
LA BEFANA PORTA CARBONE ALLA JUVE
Da Signora a Befana, anche Quaglia fa crack. Titolo criptico del Giornale sulla Juventus FC che giocando e perdendo in campionato ieri contro il Parma ha dovuto registrare anche l’infortunio di Fabio Quagliarella (per lui, purtroppo, notizia di oggi, stagione finita).
Ad maiora (e in bocca al lupo a Quaglia!)





