Gerry Adams

“FELLECE COSSIGA, DEFENSOR DE LA CAUSA VASCA”

Come prevedevo il Pnv, il partito nazionalista basco (nazionalisti “popolari”, da non confondere con Batasuna, indipendentisti di sinistra, che non condannano Eta) ha espresso la sua “profonda costernazione” per la morte dell’ex Presidente della Repubblica italiana Francesco Cossiga, che ha definito un “amico” di delle formazioni politiche e del popolo basco. In un comunicato, la formazione (che da pochi mesi è stata clamorosamente spedita all’opposizione), ha espresso il suo cordoglio.

Il Pnv ha sottolineato che Francesco Cossiga, definito “un esempio di intelligenza e di impegno”, è stato “nel suo lungo viaggio personale”, un “referente di primo piano” della politica italiana negli ultimi decenni. La formazione basca ha ricordato il “rapporto speciale” con l’ex Presidente della Repubblica Italiana con Euskadi (ossia i Paesi Baschi) e la sua “vicinanza e prossimità” con il Partito nazionalista basco. Il Pnv ha ricordato gli sforzi di Cossiga per la “normalizzazione e la pacificazione di Euskadi”. Posizioni che lo hanno portato “ad affrontare molte critiche dai partiti conservatori e dai socialisti spagnoli” (intendono il Pp e il Psoe) attacchi che respinse “con coraggio e chiarezza”.

“È morto un amico del Pnv, un amico anche del popolo basco”, conclude il comunicato che lancia un appello a tutti i baschi, a prescindere dalle posizioni politiche, perché agiscano , “per difendere la vostra terra, ritrovare la propria identità” perché “oggi, come ieri come domani” “Euskadi vuol dire libertà”.

Sul sito di Deia, intanto, si susseguono i commenti di baschi che salutano Cossiga. C’è chi scrive “Dios lo bendiga”, tanti che lo definiscono “un grande amigo del pueblo vasco”. Ma anche chi lo insulta: “Este cabrón al que ahora quereis tanto fue el que permitio que se asesinase a Aldo Moro”.

Gara, il giornale vicino a Batasuna, dopo l’esitazione pomeridiana, a sopresa ora apre l’edizione on-line con questo titolo: “Fellece Francesco Cossiga, ex presidente italiano y defensor de la causa vasca”. L’articolo parla così dello scomparso senatore a vita: «Cossiga è stato conosciuto nei Paesi Baschi per il suo importante ruolo nella difesa della causa basca, dando impulso diretto ai recenti processi politici di Lizarra-Garazi al processo negoziale 2005-2007, combattendo apertamente la politica messa fuori legge del governo di Aznar e Zapatero. Tra le altre cose, Cossiga è incontrato con esponenti della sinistra nazionalista basca (leggi Batasuna, NdA) anche se dichiarati fuorilegge. Ha ascoltato le loro proposte per la pace ed è stato coinvolto in iniziative come la “dichiarazione dei Sei”, firmata nel 2006 insieme a Gerry Adams, Kgalema Mothlante, Adolfo Perez Esquivel, Cuauhtemoc Cardenas, Mario Soares. Nel 2007 aveva concesso a noi di Gara un’intervista sottolineando come “la magistratura spagnola ha una mentalità largamente franchista ed è legata alla ideologia della Hispanidad” Aggiungendo che il Psoe, “ha una visione centralista della Spagna, a favore della repressione di qualunque movimento autonomista e indipendentista”».

Di tutte queste sue attività filo-basche non fa cenno il sito de Il Pais che – non a caso – ha la notizia nella pagina esteri (in prima ha invece Siena che difende il suo Palio) e titola su Cossiga “figura esencial del último medio siglo en Italia”. L’articolo parla di Moro, di Giorgiana Masi (dimenticata dal Tg1), del periodo da Picconatore, di Gladio e chiude con una battuta antiberlusconiana e icastica di Cossiga: “Si Berlusconi es mejor que De Gasperi, yo soy Carlo Magno”.

Ad maiora.