Ho faticato a trovare la notizia della morte di Franca Rame sui siti stranieri. L’unico che ricorda la grande attrice è lo Spiegel.
Tra le ultime richieste di Franca c’è la richiesta di cantare “Bella ciao” al funerale (laico, grazie a Dio) che si svolgerà domani. L’eco della canzone resistenziale ci arriva anche dalla Germania dove è in corso un processo contro un pastore accusato di aver istigato manifestanti antifascisti ad attaccare la polizia durante un raduno neonazista a Dresda. Il processo è iniziato un mese fa. Ieri, in aula, il pastore ha affermato di aver invitato a cantare “Bella ciao” non ad attaccare la polizia (che, secondo la Taz, lo smentisce con un video).
Sempre dalla Germania arriva questa notizia che ci riguarda: la Zeit scrive che non sapendo come gestire i richiedenti asilo, gli diamo dei soldi e li induciamo ad andare verso nord.
Sempre da Nord, ma dalla Svizzera, arriva una buona notizia: quest’anno niente blocchi ai ristorni.
Chiudo con l’Italia e passo alla Russia. I ceceni che lavorano per le Olimpiadi di Sochi lamentano di non venire pagati. Il servizio su Rferl.
Una delle Pussy Riot, in sciopero della fame, finisce in ospedale. Lo racconta il Guardian. Russia Today riferisce invece (a sorpresa) che anche se l’opposizione a Putin non scende più in piazza, ha ancora una buona eco nei sondaggi.
Ad maiora
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#zappingmondiale L’addio a Franca Rame e il processo a Lothar König accomunati da “Bella ciao”
Femen contro Putin in Germania (foto)

Il presidente russo è in Germania alla Volkswagen, con la Merkel.
Fuck you Putin, il titolo del post…
Ad maiora
Zapping mondiale. Da Sollecito alle case di Capri
Provo a fare un blob delle notizie più curiose riguardanti in qualche modo il nostro paese che ho trovato sui siti informativi in giro per il mondo.
Il Corriere del Ticino si occupa di Sollecito dato che sembra voglia trasferirsi a Lugano.
Su Le Monde una notizia che ci riguarda direttamente, anche se concerne la (vicina) Francia: l’invito di Greenpeace a chiudere immediatamente cinque centrali nucleari.
Su Le Figaro pubblicano invece le anticipazioni di un libro nel quale viene sintetizzato il pensiero di Papa Francesco sui matrimoni gay e persino su Satana. El Pais racconta invece dell’incremento del turismo verso l’Argentina dopo la nomina di Bergoglio.
Sul Guardian una notizia che forse interessa di più il sottoscritto: le perquisizioni del regime russo contro le ong considerate alla stregua di agenti stranieri.
Altro tema che mi interessa è su Al Jazeera: un ex calciatore jugoslavo che apre una scuola multietnica a Sarajevo.
Un po’ tutti i siti approfondiscono la crisi di Cipro. El Mundo spiega come sia cresciuta in Europa la germanofobia.
La crisi induce il New York Times ad invitare i (ricchi) lettori ad andare a caccia di case a Capri.
Ad maiora
#FreePussyRiot. Putin e il boomerang dell’antisemitismo
Il regime putiniano diffonde le immagini delle Pussy Riot condannate a due anni di galera per 45 secondi di concerto in chiesa. Addio balaclava, ora indossano una divisa carceraria.
Le due ragazze recluse hanno deciso di cambiare avvocato affidandosi a chi ha fatto liberare la terza del gruppetto. Lei, Iekaterina, dice che la Russia è una grande prigione, sia che si stia dentro che fuori dalle sbarre.
I legali faranno comunque fatica a difenderle, non potendo incontrarle.
Ma facciamo un passo indietro. Quella simpatica ex spia che guida la Russia, mal consigliato dai suoi lacchè, ha cercato di convincere la cancelliera Merkel che non bisogna appoggiare il gruppo punk perché sarebbe addirittura antisemita.
Blogger e giornali indipendenti russi hanno subito sbertucciato il presidentissimo, seguiti a ruota dai media tedeschi.
Qui il video “antisemita” al supermercato.
Verrebbe da dire a Putin: ho un amico che sta girando un film sui gulag. La proporrò come guardiano…
Ad maiora.
Caso Tymoshenko: la Germania minaccia, l’Italia tace (come sempre)
La Germania minaccia di bloccare l’entrata dell’Ucraina nella Ue. Lo ha detto senza mezzi termini il ministro degli Esteri tedesco Westerwelle, preoccupato per la sorte dell’ex premier, Yulia Timoshenko .
“Noi tedeschi – ha detto in un’intervista alla Zdf – riteniamo che l’accordo di adesione Ue/Ucraina non possa essere ratificato se le condizioni dello stato di diritto non siano chiaramente soddisfatte”. Quest’accordo, messo a punto il 30 marzo scorso tra Bruxelles e Kiev, deve ancora essere firmato ufficialmente. La carta, nel dettaglio, coprira’ tutti i settori d’interscambio bilaterale.
La cancelliera Merkel ha minacciato di non presenziare ai prossimi Europei.
L’Itala dorme come sempre. Qualche blando comunicato stampa e niente più.
Forse i tecnici hanno bisogno di un super tecnico che gli spieghi anche la politica estera.
Ad maiora.






