Genova

Alle 18.30 aperitivo russo con Annaviva a Genova

Putin ha vinto le elezioni. Come sempre.
Ma qualcosa in Russia è cambiato.
In migliaia scendono in piazza per contestare brogli e un sistema di potere verticistico e corrotto. I tromboni (anche italiani, sempre attenti alla realpolitik) dicevano: è un movimento che interessa solo Mosca.
E ora, per smentire ogni luogo comune, la rivolta pacifica (un po’ rivoluzione arancione, un po’ primavera araba) si è spostata ad Astrakhan, 1300 chilometri a sud della capitale.
Il tutto grazie a internet e ai coraggiosi blogger e attivisti che hanno lanciato la mobilitazione per liberarsi di Putin e del suo clan.
AnnaViva ha seguito a Mosca le ultime due tornate elettorali e a breve sarà in Russia per la giornata anti-putiniana convocata per il 6 maggio, un giorno prima del ritorno di VV al Cremlino.
Su questo ci confronteremo in un aperitivo post-elettorale oggi alle 18.30 al Pasto di Varsavia di Genova ( via San Donato 13).
A tra poco!
Ad maiora

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Domani pomeriggio incontro sulla Russia a Genova

Putin ha vinto le elezioni. Come sempre.
Ma qualcosa in Russia è cambiato.
In migliaia scendono in piazza per contestare brogli e un sistema di potere verticistico e corrotto. I tromboni (anche italiani, sempre attenti alla realpolitik) dicevano: è un movimento che interessa solo Mosca.
E ora, per smentire ogni luogo comune, la rivolta pacifica (un po’ rivoluzione arancione, un po’ primavera araba) si è spostata ad Astrakhan, 1300 chilometri a sud della capitale.
Il tutto grazie a internet e ai coraggiosi blogger e attivisti che hanno lanciato la mobilitazione per liberarsi di Putin e del suo clan.
AnnaViva ha seguito a Mosca le ultime due tornate elettorali e a breve sarà in Russia per la giornata anti-putiniana convocata per il 6 maggio, un giorno prima del ritorno di VV al Cremlino.
Su questo ci confronteremo in un aperitivo post-elettorale al Pasto di Varsavia di Genova ( via San Donato 13), giovedì 19 aprile alle 18.30.
Vi aspetto.

Ad maiora

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FANGO SULLE MAGLIETTE. L’ALTRA FACCIA DELL’ITALIA

Ricevo dall’amica Emanuela questa lettera appello sul dopo alluvione ligure.
Come per dopo il terremoto aquilano (dove pure parecchi ridevano alle 3.32) anche in questo caso si è vista la faccia migliore del paese. La stessa che non fa quasi mai notizia.
Quella che – solo per fornire un esempio- ogni notte, 365 giorni l’anno, fa andare avanti migliaia di ambulanze.
Mostriamo a tutto il mondo anche l’Italia col “fango sulle magliette”.

Ad maiora.

…………..

Ciao a tutti,

come molti di voi sanno mi sono trovata in questi giorni, in maniera direi puramente casuale, a gestire una pagina di facebook che ha aiutato nel coordinamento di migliaia di volontari che hanno ripulito e stanno ripulendo la città di Genova dopo il drammatico disastro dell’alluvione.
La pagina è letteralmente esplosa in poche ore, tanto che se ne è parlato su diversi media, anche nazionali.
A noi non interessa che girino i nostri nomi, né tantomeno diventare delle star.
Ci fa piacere, però, che passi un’immagine positiva della nostra generazione e della risorsa che i social media rappresentano per riscattarci.
Per questo mi piacerebbe che qualcuno di voi, grazie al lavoro che fate, ci desse una mano a portare questa testimonianza anche fuori dall’Italia, che troppe volte all’estero è stata dipinta in maniera volgare o umiliante.

Se condividete il mio pensiero, contattatemi.

Grazie :-)

Emanuela
http://www.facebook.com/fangosullemagliette

FRA TRE SETTIMANE A MILANO IN SCENA “ELSA K.”. PER NON DIMENTICARE ANNA POLITKOVSKAJA

Tra pochi giorni, anzi fra tre settimane, saranno passati cinque anni dall’omicidio di Anna Politkovskaja.

Varie inchieste della magistratura russa hanno portato parecchie persone in carcere. Esecutori materiali o organizzatori. Molti scagionati al processo. Altri sono ora in cella, in attesa di andare a giudizio. Nessuno si è mai sognato di cercare i mandanti dell’omicidio della coraggiosa giornalista russa. Tanto da spingere il New York Times a scrivere che non c’è giustizia:

http://www.nytimes.com/2011/09/14/opinion/no-justice-for-anna-politkovskaya.html?_r=1&emc=eta1

A luglio, a Genova, nel corso della Settimana dei diritti, Vera Politkovskaja (insieme alla collega della Novaja Gazeta, Nadezhda Prusenkova) così parlava di sua madre Anna:

http://youtu.be/27cCRcE_LkI

Per non dimenticare Anna Politkovskaja, per onororare il quinto anniversario del suo omicidio, Annaviva e LattOria metteranno in scena a Milano “Elsa K.”.
Di seguito i dettagli. Prenotatevi! Venite!!

Ad maiora

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EL’SA K debutta a Milano in occasione dell’anniversario della morte della giornalista russa Anna Politkovskaja, assassinata il 7 ottobre 2006 sul portone della sua casa a Mosca, dopo essersi schierata contro la politica di Vladimir Putin e aver condotto una battaglia in nome della libertà di informazione e in difesa dei diritti umani.

L’opera teatrale, scritta da Andrea Riscassi per la regia di Alessia Gennari, narra la vicenda di El’sa Kungaeva, giovane cecena stuprata e uccisa dopo essere stata rapita da una pattuglia di soldati russi guidati dal colonnello Jurij Budanov. Di El’sa Kungaeva, del suo omicidio e della violenza consumatasi sul suo corpo si era a lungo occupata Anna Politkovskaja.

In scena tre voci. Una maschile, a riportare i fatti, i documenti, l’oggettività (vera o presunta) della vicenda raccontata, e due femminili, quella di El’sa e quella di Anna. Due voci femminili “in assenza”, corpi e voci della memoria e della storia.

A essere rievocato nel testo non è solo il caso di El’sa, così come non è solo il lavoro di Anna Politkovskaja: a ricrearsi, per frammenti, è la più ampia vicenda che riguarda il conflitto russo-ceceno e alcune fra le implicazioni politiche, sociali e umane di quella guerra ancora latente. El’sa e Anna, entrambe portatrici della propria verità e della propria tragedia, sono compresenti sulla scena ma non si parlano mai. Si evocano l’una con l’altra. Ognuna con le proprie parole, con la propria consapevolezza e umanità, permette all’altra di raccontare e raccontarsi entro un impossibile dialogo fra morti.

Mettere in scena questo dialogo è fare del teatro il luogo deputato per la memoria attraverso una finzione che si fa cruda e amara rappresentazione del reale. E’ fare del palcoscenico lo spazio del ricordo, della possibilità di una ricostruzione e ricomposizione della verità.

EL’SA K

Di Andrea Riscassi

regia di Alessia Gennari,

con Fabio Paroni, Sara Urban e Paola Vincenzi,

musiche di Federico Gon.

6, 7, 8 ottobre 2011 – ore 21

Teatro del Borgo

via Formentini 10, Milano

Per info e prenotazioni: saraurban@lattoria.it

ANCHE GENOVA HA UN GIARDINO DEI GIUSTI

Prima c’è stata Padova, poi (grazie a Gabriele Nissim e Manfredi Palmeri) a Milano. Da oggi anche Genova ha il suo Giardino dei Giusti. Non sono stati piantati nuovi alberi ma si sono poste targhe su tre alti fusti già presenti. Nando dalla Chiesa (promotore della Settimana internazionale dei Diritti che da quattro anni ogni estate riempie la città ligure di grandi persone e grandi idee) spiega così la ragione:

Sul perché sia stata scelta piazza Vittoria, è la sindaco di Genova Marta Vincenzi a offrirne la (non banale) motivazione:

Sono state scoperte poi le tre targhe dedicate ai giornalisti russi, a quelli messicani e a chi si batte perché non dimentichi la strage dei tutsi in Ruanda:

In Comune sono state poi dati gli attestati che certificano la cittadinanza onoraria di Genova per  Sandra Rodriguez Nieto dal Messico, Vera  Politkovskaja dalla Russia e Yolande Mogasana dal Ruanda:

Ieri sera, sempre a Palazzo Tursi, Vera Politkovskaja ha parlato del processo contro gli assassini di sua madre. Della quale ha poi tracciato un breve (ma significativo) ritratto.  A seguire Nadezhda Prusenkova nella Novaja Gazeta ha spiegato quali siano i problemi per la libertà di stampa in Russia:

http://andreariscassi.wordpress.com/2011/07/11/a-genova-vera-ricorda-sua-mamma-anna-politkovskaja/

Oggi è stata invece Yolande Mogasana, candidata al Premio Nobel per la Pace 2011, a spiegare come portare avanti il ricordo di quanto accaduto in Ruanda:

Nella speranza che il nuovo vento milanese, porti anche nell’ex capitale morale questa serie di significativi incontri.

Ad maiora.