Galan

DAL MEETING ALLA FESTA DEMOCRATICA

Ancora qualche scampolo di riflessione sul Meeting, poi giuro che la smetto. Uno spunto mi è stato offerto oggi dalle pagine torinesi de La Stampa dove si parla di “processo Pdl a Galan”. Il ministro delle politiche agricole (non proprio filo-leghista) è infatti l’unico rappresentante dell’esecutivo ad aver accettato di andare alla Festa nazionale democratica che prende il via domani nel capoluogo piemontese (dove le celebrazioni per il 150° sono partite intorno al 148°). Dopo il mancato invito democratico (su cui non tutto il partito si è trovato d’accordo) a Cota, governatore sul quale pende un ricorso elettorale bressiano, hanno dato forfait alla Festa: Maroni, Calderoli, Tremonti, Sacconi e Romani.

Galan era presente anche l’altro giorno al Meeting e ho provato a pensare alle differenze tra due kermesse tardo-estive come quella ciellina e quella democratica.

Il Meeting ha come principale difetto di non essere 2.0. E’ unidirezionale. C’è chi parla e chi ascolta. Punto. Al massimo ci si può avvicinare agli oratori alla fine degli incontri. Ma spesso viene creato un cordone invalicabile. Solo l’altro giorno – non a caso, in un fuoriprogramma – c’era la possibilità di interloquire con Formigoni che ha incontrato i suoi “amici di Facebook”. Per il resto, agli incontri intervengono persone che la pensano più o meno tutti allo stesso modo. Non c’è confronto. La pletora di leader di centro-destra che avrebbero dovuto partecipare alla Festa dell’opposizione dimostra che invece si può cercare un dibattito politico. Lì qualche anche qualche forma di question time è sempre prevista.

Certo il Meeting è qualcosa di diverso da un Porta a Porta ciellino. È un luogo di aggregazione. Ma forse le domande dal pubblico non farebbero male. Altrimenti si rischia di ripetere, in chiave “politica”,  il meccanismo della Messa. Potrebbe invece diventare una sorta di temporanea “democrazia ateniese”, ovviamente su base volontaria e solidale.

Alla Fiera di Rimini si va comunque per incontrare amici e per ascoltare i dibattiti. Alla Festa dell’Unità si va anche e soprattutto per mangiare (e ballare). La forma di socializzazione a tavola è un elemento centrale degli appuntamenti estivi dell’ex Pci. Non credo che qualcuno vada al Meeting per i ristoranti allestiti all’interno. L’aggregazione lì non passa per tavolate comuni (anche se nei ristoranti riminesi, alla sera, non mancano).

Comunque la formula di condensare tutti gli avvenimenti in una sola settimana è vincente. La Festa Pd a Torino che prende il la domani si chiuderà il 12 settembre.

Per quanti andranno all’appuntamento piemontese domani sera, oltre che per incontrare Bersani e cenare, c’è anche il concerto gratuito di Dalla e De Gregori. Qualche bella canzone per cercar di non pensare alla crisi.

PICCOLA FENOMENOLOGIA DEL TG5 (ESTIVO)

D’estate si sa le notizie scarseggiano. Soprattutto in Paesi come il nostro dove il solleone chiude scuole, tribunali e Camere (a meno che non debba discutere di tematiche imprescindibili, come impedire la pubblicazione delle intercettazioni). E dunque anche la fattura dei tg è più difficoltosa.

In questo assolato luglio, almeno la pagina politico-giudiziaria fornisce numerosi spunti, con la cd loggia P3 che spinge a dimissioni e con le polemiche su moralità e dintorni tra maggioranza e minoranza (i finiani). Oggi, tanto per fare un esempio, da pagina 5 a pagina 11 il Corrierone si occupa di scazzi interni al centro destra (Da Fini: “Niente incarichi di partito a chi è indagato” a Il Senatur attacca Galan: non posso cacciarlo, ma schiero in campo Zaia, in veste di centromediano di interdizione, desumo io, nella sfida Italia vs Padania).

Nella mazzetta dei colleghi del Tg5, il principale quotidiano italiano temo sia arrivato tardi e deve essere stato letto un po’ distrattamente. L’unica notizia di politica che viene servita ai telespettatori è il taglio dello stipendio dei parlamentari (rectius, dei loro portaborse). Sul resto si glissa. Silenzio – giusto per fornire notizie che avrebbero potuto desumere dai siti internet stamane, nell’attesa che arrivasse la mazzetta dei giornali - anche sul Csm che vota incompantibilità ambientale per i magistrati coinvolti nell’inchiesta. Silenzio anche sull’interrogatorio previsto per oggi di Marcello Dell’Utri. Strano.

O forse no: meglio infatti – come chiede SB - raccontare le cose che vanno piuttosto che quelle che non vanno. Tra queste il cronista del Tg5 non sembra inserire la vendita del patrimonio statale, deciso per far cassa: l’elenco delle isole e dei palazzi che potranno essere messi all’incanto viene letto con tono divertito.

C’è poi un servizio un cicinin di parte su quanto è buono e quanto è bello il nucleare prossimo venturo. Vengono sentiti Chicco Testa (ex presidente Enel), Fulvio Conti (ad di Enel) e il ministro Prestigiacomo. Cui viene concesso di replicare alle polemiche seguite alla sua idea di indicare il senatore pd Veronesi (anni 85, come sottolinea garbatamente oggi sempre Corriere, la Gabanelli, per un incarico di 7 anni) per guidare l’agenzia per la sicurezza nucleare. E’ un uomo di esperienza dice lei. In che campo, chiederemmo noi. Ah, questo (delle polemiche interne al partito, anzi al gruppo parlamentare) è l’unico accenno al pd in tutto il tg. La par condicio viene rispettata in un modo un po’ subdolo, nel finale, recensendo l’ultimo libro di Gianrico Carofiglio. Il magistrato e scrittore è anche senatore democratico: a lui viene concessa la parola.

Poi la solita cronaca (ossia il racconto di brillanti operazioni di polizia) con sequestro di piante di canapa e chiusura di discoteche (frequentate da Belem, come viene sottolineato, sia nei tg che sui giornali) dove di sniffa (avviene a Milano, definita chissà perché in questo tg made in Rome, la capitale: ma forse il riferimento è a capitale della coca), piuttosto che a un’anziana picchiata dalla badante o di arresti di ‘ndranghetisti in Calabria (grazie a intercettazioni, mandate – ancora per poco – in onda). Un pezzo anche su Duisburg, visto che è morta un’altra ragazza.

Inizia poi la parte leggera con i risciò in giro per Roma e due orsi “germanici” innamorati, che verranno – ahinoi – messi in due zoo diversi. Speriamo solo che i giardini zoologici tedeschi siano meno affollati delle carcere italiane. Di quelle, anche in mancanza di notizie, nessuno sembra far caso (salvo dare, a volte, notizia dei suicidi).

Ad maiora.