FYROM

Incidenti tra nazionalisti e polizia a Skopje (video)

Scontri nella capitale Skopje tra la milizia e centinaia di giovani nazionalisti (e ultrà) macedoni. Gli incidenti sono avvenuti al termine di un corteo nel quale sono stati scanditi slogan nazionalisti e anti-albanesi:

http://youtu.be/-Mq3TodVeb4

Si sospetta infatti che l’assassinio (a colpi di pistola) di cinque pescatori (slavi macedoni) avvenuto giovedì scorso possa essere stato dettato da ragioni “etniche”.

Le tensioni nazionalistiche sono aumentate negli ultimi mesi in Macedonia, ma sono iniziate dopo la fine della Jugoslavia.

La minoranza albanese rappresenta un quarto dei due milioni di abitanti della Macedonia (che, non a caso, ha dato il nome all’insalata di frutta). 

La Macedonia non ha mai visto neppure riconosciuto a livello internazionale il proprio nome, per l’opposizione della confinante Grecia.

E’ tuttora registrata come Fyrom, Former Yougoslav Republic of Macedonia.

Ad maiora

MACEDONIA AL VOTO TRA TENSIONI E ACCUSE DI BROGLI

Giornata di voto (oltre che per il sempre in crisi Portogallo) anche per la Macedonia, ex repubblica jugoslava che all’anagrafe mondiale si chiama ancora – per contrasti con la Grecia – in modo provvisorio: FYROM, acronimo che sta per Former Yugoslav Republic of Macedonia.

Stamane si sono aperte le urne (che si chiuderanno alle 19 locali) in un clima di forte tensione tra il partito di governo, l’VMRO-DPMNE e l’opposizione socialdemocratica (SDSM).

Entrambi gli schieramenti si sono accusati vicendevolmente di brogli. È possibile che, alla diffusione dei risultati di questo voto parlamentare ci siano manifestazioni di protesta nella capitale, Skopje. Sono elezioni anticipate dopo gli attacchi (e l’Aventino) scatenati dalle opposizioni alla maggioranza, accusata di voler mettere sotto controllo i media più critici. Tra gli osservatori internazionali che verificano la regolarità del voto anche il deputato radicale Matteo Mecacci:

http://www.radicali.it/comunicati/20110603/osce-mecacci-partecipa-alla-missione-di-monitoraggio-elettorale-macedonia

A votare sono chiamati 1 milione e 800 mila elettori, un terzo dei quali di etnia albanese. E proprio i partiti albanesi dovranno soccorrere uno dei due schieramenti se, come sembra probabile nessuno dei due riuscirà a conquistare la maggioranza dei seggi parlamentari (il partito di governo è comunque avanti nei sondaggi).

Dal risultato elettorale dipenderà un possibile ingresso del Paese nella Nato e nell’Unione europea (la Macedonia/Fyrom ha dal 2005 lo status di candidato). Nell’elenco di quanti stanno per entrare nel parlamento di Bruxelles in netto vantaggio, come rimarcato in queste ore dalla visita del Papa, rimane la cattolicissima Croazia.

Ad maiora.