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VELTRONI E I FESTINI SELVAGGI DI RAPERONZOLO

Quando si modera un dibattito, mentre si è sul palco vengono a galla una serie di pensieri che – non potendoli esprimere al vicino di sedia – si ricacciano indietro.

Qualcuno sopravvive, anche il giorno dopo.

Le bolle di pensiero che mi sono rimaste dall’incontro di ieri sera al Teatro Litta di Milano con Gentiloni, Fioroni e Veltroni, sono ovviamente quelle più leggere, meno significanti dal punto di vista politico. E riguardano entrambe l’intervento dell’ex segretario del Pd, tornato da qualche mese al centro della scena pubblica.

La prima bolla è emersa mentre Veltroni parlava di mettere al centro il programma del Pd prima di pensare alle alleanze (non ha risposto alla provocazione che gli ho buttato lì, dopo il suggerimento di Facebook, dei tre oni che si alleano coi due ini, per fare una media). Era una risposta al saluto introduttivo di Maurizio Martina che teme che il Pd da “soluzione del problema” possa diventare “parte del problema”. Di qui, nelle parole dell’ex sindaco di Roma, la spiegazione della lettera dei 75 e altre considerazioni che trovate sui giornali.

Ciò che mi ha colpito è stata però una frase di Veltroni che, in caso di voto anticipato, paventava “elezioni selvagge”. Ossia, a causa di questa legge elettorale, un risultato diverso da quello auspicato.

Di selvaggi in questi giorni avevamo i festini segnalati dall’ambasciata americana e smentiti da Berlusconi (che li ha pronunciati in inglese per non farsi capire dai più). Ora anche le urne possono essere selvagge. Sarà segno di imbarbarimento?

La seconda bolla di pensiero, ancora più leggera e fru fru, mi è salita in gola mentre Uolter parlava della necessità che il Pd offrisse agli italiani un nuovo sogno.

Anche la parola sogno in questi giorni ricorre spesso. Nella telefonata, smentita, tra Silvio e la escort Nadia, lui si sarebbe presentato dicendo: “Pronto, sono il sogno degli italiani”.

Se dalla “politica” passiamo ai cartoni animati, il sogno da realizzare è al centro di Rapunzel, versione post-moderna di Raperonzolo, al cinema in questi giorni. Lì la principessa (ancora ignara di essere tale) entra in una bettola e, incitandoli a coltivare e realizzare i propri sogni, convince una serie di energumeni a diventare buoni. A tornare a sognare.

Resta da vedere se il sogno degli italiani sia rappresentato da Silvio, Uolter, Umberto, Nichi, Bersani, Di Pietro, Casini o Fini.

Ma forse, nell’immaginario collettivo, di selvaggio ci sono più i festini che le elezioni. Parola cui basta cambiare una lettera per ottenere tutt’altro significato. Tutt’altro?

Ad maiora?

 
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Pubblicato da su 30 novembre 2010 in Pensieri

 

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SENZA FACEBOOK NE’ CELLULARE. DOVE ANDRA’ SARAH?

Prima l’attenzione ai numerosi profili Facebook, ora anche il cellulare ritrovato a sei chilometri da casa, senza batteria né sim, bruciacchiato da chi ha dato fuoco alle stoppie.

La drammatica vicenda di Sarah Scazzi, ragazzina di 15 anni scomparsa più di un mese fa da Avetrana, riassume in sé tutta l’iconografia dell’adolescenza moderna.

Sui social network passano le ore, scrivono, raccontano sentimenti, chattano. Anche con nomi e foto false. Si creano più personaggi. Gli stessi che un tempo si cercavano nei romanzi e che ora trovate in rete. La stessa dalla quale Sarah è svanita il 26 agosto ( i suoi profili sono stati congelati dagli inquirenti e a nulla sono valsi i numerosi appelli a trovarla, lanciati anche da FB).

E poi il cellulare. È l’oggetto culto degli ultimi anni ed è quasi impossibile immaginare un ragazzo o una ragazza che non ne possieda uno. Il fatto che Sarah abbia abbandonato (o perso, o peggio) il suo telefonino, con tanto di gingilli attaccati, non è ovviamente un buon segno.

Facebook e il cellulare sono due icone moderne. Un tempo le ricerche di una scomparsa sarebbero state affidate solo al fiuto dei cani. Ora, inevitabilmente, le indagini si fanno virtuali, alla ricerca di IP prima e di celle telefoniche ora.

Con la speranza che il fiuto tecnologico degli investigatori trovi al più presto la traccia giusta.

 
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Pubblicato da su 30 settembre 2010 in Pensieri

 

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FACEBOOK CERCA SARAH E CONTESTA MARIASTELLA

Ancora nessuna notizia di Sarah Scazzi, la quindicenne scomparsa nel tarantino per la quale si è mobilitata la rete di Facebook. Sono migliaia le persone iscritte ai gruppi che invitano a segnalarla. Anche se i carabinieri continuano a scandagliare la zona intorno a casa, convinti che non sia lontana da Avetrana.

Il fascicolo alla Procura è aperto con l’ipotesi di reato di “sottrazione consensuale di minori”, dove quel consensuale testimonierebbe che la ragazzina si è allontanata con qualcuno che conosceva. Di qui anche la ricerca a tappeto dei suoi amici virtuali. Il Corriere riferisce che, sempre su FB, aveva un quarto profilo aperto, con il nick di “Sarah Buffy” (una serie tv dedicata all’ammazzavampiri, la cui protagonista si chiama come la scomparsa, Sarah, ma Michelle Gellar). Questa pagina l’avrebbe curata direttamente lei, collegadosi dalla biblioteca del paese.

Sempre a proposito di Facebook, a Firenze la polizia ha arrestato per stalking un albanese venticinquenne (irregolare) che dopo aver conosciuto in rete una connazionale, si era messo a molestarla.

Ma non sono solo cattive notizie quelle che riguardano il social network. Secondo i ricercatori dell’Istituto di Tecnologia del Massachusset le relazioni di gruppo, anche virtuali, sono in grado di migliorare l’umore e persino la salute.

E’ ragionevolmente quello cui sperano i precari della scuola che oggi, anche tramite Facebook. hanno lanciato un flash mob dal significativo titolo: Ci sei Mariastella? Noi vogliamo parlare con te.

Ad maiora.

 
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Pubblicato da su 3 settembre 2010 in Pensieri

 

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SARAH, SCOMPARSA DA FACEBOOK E DALLA VITA REALE

Di fronte alla morte di un ragazzo che si schianta con la moto, solo due anni fa la Prealpina avrebbe titolato “Alessandro: Besozzo sotto choc”.

Oggi invece, in prima, recita: “Alessandro: Facebook sotto choc”.

È un salto culturale non indifferente. La vita virtuale sta prendendo sempre più il sopravvento su quella reale.

Anche i politici ormai fanno le loro condoglianze via social network. Un tempo avrebbero usato un ben più riservato ed efficace telegramma.

Chi pensava che la piattaforma inventata da Mark Zuckerberg si avviasse a perdere smalto nel nostro Paese è per ora smentito. La drammatica vicenda di Sarah Scazzi, la giovane scomparsa (forse rapita) in provincia di Taranto è lì a testimoniarlo.

Come il giornalista prima di andare a Besozzo, scorre le pagine di FB, anche le forze dell’ordine ormai fanno le inchieste partendo dalla rete. Una delle ipotesi è che la giovane sia caduta in una trappola di un “amico di Facebook”. Proprio sul social network una sua amica reale indica un possibile bersaglio (“quello coi baffetti che guida la Punto nera”), appoggiata in questa supposizione, qualche post dopo, da un’altra amica del paese (“anche secondo me”).

Sara aveva ben tre profili su FB ma, non avendo il computer, venivano gestiti da una sua amica. I primi due erano inattivi da tempo. Solo l’ultimo funzionava. Da quello starebbero scomparendo alcuni “amici” virtuali, per il timore di interrogatori da parte dei carabinieri. Sul sito ora ci sono numerosi gruppi che ora invitano a rintracciarla, diffondendo la foto. È un po’ quello che succede per la caccia alla ragazza che avrebbe lanciato cagnolini nel fiume. In quest’ultimo caso c’è chi sospetta sia una bufala virtuale più che un’emulazione dell’inglese, ripresa mentre buttava il gatto nell’immondizia.

Per Sarah invece, purtroppo, la scomparsa diventa sempre meno virtuale col passare dei giorni.

 
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Pubblicato da su 2 settembre 2010 in Pensieri

 

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DAL MEETING ALLA FESTA DEMOCRATICA

Ancora qualche scampolo di riflessione sul Meeting, poi giuro che la smetto. Uno spunto mi è stato offerto oggi dalle pagine torinesi de La Stampa dove si parla di “processo Pdl a Galan”. Il ministro delle politiche agricole (non proprio filo-leghista) è infatti l’unico rappresentante dell’esecutivo ad aver accettato di andare alla Festa nazionale democratica che prende il via domani nel capoluogo piemontese (dove le celebrazioni per il 150° sono partite intorno al 148°). Dopo il mancato invito democratico (su cui non tutto il partito si è trovato d’accordo) a Cota, governatore sul quale pende un ricorso elettorale bressiano, hanno dato forfait alla Festa: Maroni, Calderoli, Tremonti, Sacconi e Romani.

Galan era presente anche l’altro giorno al Meeting e ho provato a pensare alle differenze tra due kermesse tardo-estive come quella ciellina e quella democratica.

Il Meeting ha come principale difetto di non essere 2.0. E’ unidirezionale. C’è chi parla e chi ascolta. Punto. Al massimo ci si può avvicinare agli oratori alla fine degli incontri. Ma spesso viene creato un cordone invalicabile. Solo l’altro giorno – non a caso, in un fuoriprogramma – c’era la possibilità di interloquire con Formigoni che ha incontrato i suoi “amici di Facebook”. Per il resto, agli incontri intervengono persone che la pensano più o meno tutti allo stesso modo. Non c’è confronto. La pletora di leader di centro-destra che avrebbero dovuto partecipare alla Festa dell’opposizione dimostra che invece si può cercare un dibattito politico. Lì qualche anche qualche forma di question time è sempre prevista.

Certo il Meeting è qualcosa di diverso da un Porta a Porta ciellino. È un luogo di aggregazione. Ma forse le domande dal pubblico non farebbero male. Altrimenti si rischia di ripetere, in chiave “politica”,  il meccanismo della Messa. Potrebbe invece diventare una sorta di temporanea “democrazia ateniese”, ovviamente su base volontaria e solidale.

Alla Fiera di Rimini si va comunque per incontrare amici e per ascoltare i dibattiti. Alla Festa dell’Unità si va anche e soprattutto per mangiare (e ballare). La forma di socializzazione a tavola è un elemento centrale degli appuntamenti estivi dell’ex Pci. Non credo che qualcuno vada al Meeting per i ristoranti allestiti all’interno. L’aggregazione lì non passa per tavolate comuni (anche se nei ristoranti riminesi, alla sera, non mancano).

Comunque la formula di condensare tutti gli avvenimenti in una sola settimana è vincente. La Festa Pd a Torino che prende il la domani si chiuderà il 12 settembre.

Per quanti andranno all’appuntamento piemontese domani sera, oltre che per incontrare Bersani e cenare, c’è anche il concerto gratuito di Dalla e De Gregori. Qualche bella canzone per cercar di non pensare alla crisi.

 
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Pubblicato da su 27 agosto 2010 in Pensieri

 

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