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FACEBOOK CERCA SARAH E CONTESTA MARIASTELLA

Ancora nessuna notizia di Sarah Scazzi, la quindicenne scomparsa nel tarantino per la quale si è mobilitata la rete di Facebook. Sono migliaia le persone iscritte ai gruppi che invitano a segnalarla. Anche se i carabinieri continuano a scandagliare la zona intorno a casa, convinti che non sia lontana da Avetrana.

Il fascicolo alla Procura è aperto con l’ipotesi di reato di “sottrazione consensuale di minori”, dove quel consensuale testimonierebbe che la ragazzina si è allontanata con qualcuno che conosceva. Di qui anche la ricerca a tappeto dei suoi amici virtuali. Il Corriere riferisce che, sempre su FB, aveva un quarto profilo aperto, con il nick di “Sarah Buffy” (una serie tv dedicata all’ammazzavampiri, la cui protagonista si chiama come la scomparsa, Sarah, ma Michelle Gellar). Questa pagina l’avrebbe curata direttamente lei, collegadosi dalla biblioteca del paese.

Sempre a proposito di Facebook, a Firenze la polizia ha arrestato per stalking un albanese venticinquenne (irregolare) che dopo aver conosciuto in rete una connazionale, si era messo a molestarla.

Ma non sono solo cattive notizie quelle che riguardano il social network. Secondo i ricercatori dell’Istituto di Tecnologia del Massachusset le relazioni di gruppo, anche virtuali, sono in grado di migliorare l’umore e persino la salute.

E’ ragionevolmente quello cui sperano i precari della scuola che oggi, anche tramite Facebook. hanno lanciato un flash mob dal significativo titolo: Ci sei Mariastella? Noi vogliamo parlare con te.

Ad maiora.

SARAH, SCOMPARSA DA FACEBOOK E DALLA VITA REALE

Di fronte alla morte di un ragazzo che si schianta con la moto, solo due anni fa la Prealpina avrebbe titolato “Alessandro: Besozzo sotto choc”.

Oggi invece, in prima, recita: “Alessandro: Facebook sotto choc”.

È un salto culturale non indifferente. La vita virtuale sta prendendo sempre più il sopravvento su quella reale.

Anche i politici ormai fanno le loro condoglianze via social network. Un tempo avrebbero usato un ben più riservato ed efficace telegramma.

Chi pensava che la piattaforma inventata da Mark Zuckerberg si avviasse a perdere smalto nel nostro Paese è per ora smentito. La drammatica vicenda di Sarah Scazzi, la giovane scomparsa (forse rapita) in provincia di Taranto è lì a testimoniarlo.

Come il giornalista prima di andare a Besozzo, scorre le pagine di FB, anche le forze dell’ordine ormai fanno le inchieste partendo dalla rete. Una delle ipotesi è che la giovane sia caduta in una trappola di un “amico di Facebook”. Proprio sul social network una sua amica reale indica un possibile bersaglio (“quello coi baffetti che guida la Punto nera”), appoggiata in questa supposizione, qualche post dopo, da un’altra amica del paese (“anche secondo me”).

Sara aveva ben tre profili su FB ma, non avendo il computer, venivano gestiti da una sua amica. I primi due erano inattivi da tempo. Solo l’ultimo funzionava. Da quello starebbero scomparendo alcuni “amici” virtuali, per il timore di interrogatori da parte dei carabinieri. Sul sito ora ci sono numerosi gruppi che ora invitano a rintracciarla, diffondendo la foto. È un po’ quello che succede per la caccia alla ragazza che avrebbe lanciato cagnolini nel fiume. In quest’ultimo caso c’è chi sospetta sia una bufala virtuale più che un’emulazione dell’inglese, ripresa mentre buttava il gatto nell’immondizia.

Per Sarah invece, purtroppo, la scomparsa diventa sempre meno virtuale col passare dei giorni.

DAL MEETING ALLA FESTA DEMOCRATICA

Ancora qualche scampolo di riflessione sul Meeting, poi giuro che la smetto. Uno spunto mi è stato offerto oggi dalle pagine torinesi de La Stampa dove si parla di “processo Pdl a Galan”. Il ministro delle politiche agricole (non proprio filo-leghista) è infatti l’unico rappresentante dell’esecutivo ad aver accettato di andare alla Festa nazionale democratica che prende il via domani nel capoluogo piemontese (dove le celebrazioni per il 150° sono partite intorno al 148°). Dopo il mancato invito democratico (su cui non tutto il partito si è trovato d’accordo) a Cota, governatore sul quale pende un ricorso elettorale bressiano, hanno dato forfait alla Festa: Maroni, Calderoli, Tremonti, Sacconi e Romani.

Galan era presente anche l’altro giorno al Meeting e ho provato a pensare alle differenze tra due kermesse tardo-estive come quella ciellina e quella democratica.

Il Meeting ha come principale difetto di non essere 2.0. E’ unidirezionale. C’è chi parla e chi ascolta. Punto. Al massimo ci si può avvicinare agli oratori alla fine degli incontri. Ma spesso viene creato un cordone invalicabile. Solo l’altro giorno – non a caso, in un fuoriprogramma – c’era la possibilità di interloquire con Formigoni che ha incontrato i suoi “amici di Facebook”. Per il resto, agli incontri intervengono persone che la pensano più o meno tutti allo stesso modo. Non c’è confronto. La pletora di leader di centro-destra che avrebbero dovuto partecipare alla Festa dell’opposizione dimostra che invece si può cercare un dibattito politico. Lì qualche anche qualche forma di question time è sempre prevista.

Certo il Meeting è qualcosa di diverso da un Porta a Porta ciellino. È un luogo di aggregazione. Ma forse le domande dal pubblico non farebbero male. Altrimenti si rischia di ripetere, in chiave “politica”,  il meccanismo della Messa. Potrebbe invece diventare una sorta di temporanea “democrazia ateniese”, ovviamente su base volontaria e solidale.

Alla Fiera di Rimini si va comunque per incontrare amici e per ascoltare i dibattiti. Alla Festa dell’Unità si va anche e soprattutto per mangiare (e ballare). La forma di socializzazione a tavola è un elemento centrale degli appuntamenti estivi dell’ex Pci. Non credo che qualcuno vada al Meeting per i ristoranti allestiti all’interno. L’aggregazione lì non passa per tavolate comuni (anche se nei ristoranti riminesi, alla sera, non mancano).

Comunque la formula di condensare tutti gli avvenimenti in una sola settimana è vincente. La Festa Pd a Torino che prende il la domani si chiuderà il 12 settembre.

Per quanti andranno all’appuntamento piemontese domani sera, oltre che per incontrare Bersani e cenare, c’è anche il concerto gratuito di Dalla e De Gregori. Qualche bella canzone per cercar di non pensare alla crisi.

BEPPE VIVE E NAVIGA INSIEME A NOI

Nelle scorse settimane ho letto vari pezzi sulle problematiche che stanno affrontando nella sala dei bottoni di Facebook per cercare di eliminare chi muore. L’eternità che qualche condottiero sogna, su internet è già realtà. Chi muore porta con sé la sua password e può “rimanere in vita” a lungo, a sua insaputa.

Ci sono invece persone che, anche da morte, continuano a vivere grazie a Facebook. E’ il caso del compianto giornalista Beppe Cremagnani che ci ha lasciato all’improvviso l’estate scorsa. Si è deciso di non chiudere il suo profilo (aggiungendo solo la citazione foscoliana, “Forse perché della fatal quiete tu sei l’imago a me sì cara vieni o sera”) e i risultati li potete vedere facilmente, andando sulla sua pagina. Quasi ogni settimana c’è chi gli posta articoli, chi si rammarica di non poter avere suoi consigli, chi lo saluta.

http://www.facebook.com/beppe.cremagnani?ref=pie#!/beppe.cremagnani?v=info&ref=pie

Beppe, d’altronde, era – prima che un giornalista eccezionale – una persona eccezionale. A Milano-Italia (dove ho avuto l’onore di lavorargli accanto) come a Diario o a Repubblica o nei suoi film (con Enrico Deaglio) su Genova 2001 o sui brogli elettorali, aveva lasciato sempre il suo segno, tagliente e ironico.

La citazione che Beppe (milanese, classe 1951) aveva messo sulla sua pagina di Fb era un monito: “Io credo che ci sia la possibilita’ che il fascismo stia aspettando di tornare in Europa. Non verra’ con le camicie nere, ne’ brune, ne’ cose simili…. Ma il fascismo non si nasconde piu’. E’ li’, e’ uscito in strada, e’ arrivato anche sui media”. Una frase di Saramago, da poco scomparso anche lui.

Quella che mi ricordo io, la ripeteva ogni qual volta noi giovani scalpitanti, piccoli giornalisti, proponevamo la qualunque per la puntata serale di Milano-Italia: “Piano coi sassi!”, diceva.

Un invito a soppesare le proposte e a verificare prima di tirare i sassi, prima di lapidare qualcuno.

Ciao Beppe, amico mio, continua le sue corse in bicicletta ovunque tu sia.

Noi, rimasti quaggiù, continuiamo a provare a stare al tuo passo.

PILLOLE MONDIALI. 8

Luis Fabiano Clemente, detto “O Fabuloso”, conosciuto come Luis Fabiano, è il calciatore che coi due gol odierni (uno con l’aiuto di un braccio) ha permesso la vittoria del Brasile contro la Costa d’Avorio, è il sogno nel cassetto di molte squadre italiane, Milan e Napoli in primis. E’ nato 30 anni fa a Campinas, terza città dello Stato di San Paolo. Un tempo era una delle capitali brasiliane del caffè e attrasse decine di migliaia di italiani (quando eravamo migranti noi). Gli italiani di Campinas sono così tanti che hanno una pagina su Facebook nella quale annunciano il raduno mensile per la pizza:

http://www.facebook.com/group.php?gid=34694478983

Campinas oltre a Luis Fabiano ha dato i natali ad Antonio de Oliveira Filho, meno noto come Careca (che lì vi abita e allena i ragazzini). Careca insieme a Maradona (e a Giordano), formò l’attacco che consentì al Napoli di vincere il secondo scudetto e la prima e unica Coppa Uefa. Proprio Careca fa aveva invitato la dirigenza biancazzurra ad acquistare dal Siviglia il “compaesano”: “Luis Fabiano è un giocatore che mi somiglia tantissimo, è un vero fuoriclasse che potrebbe far infiammare il San Paolo”.

Ora a suon di gol mondiali, il suo prezzo ha superato i 18 milioni.