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Il corteo nazionalista di Budapest visto dall’altra Ungheria

Ieri a Budapest sono scesi in piazza i sostenitori del governo nazionalista di Orban. In centomila hanno sfilato per questo “corteo della pace” (non so perché ma il nome – vagamente surreale – mi ha fatto venire alla mente la strada dell’Amicizia che univa Belgrado a Zagabria e che fu una delle prime a essere chiusa durante il conflitto).
Sui giornali ne ho trovato poche tracce. Io l’ho seguito sui siti ticinesi: http://www.tio.ch/Estero/News/665892/Corteo-di-pace-migliaia-di-ungheresi-in-piazza-per-Orban
Ma, soprattutto, l’ho osservato a distanza leggendo i commenti su quel fantastico gruppo su Facebook che è “L’altra Budapest ama la Repubblica d’Ungheria” (la maggioranza di destra ha infatti cambiato la Costituzione e ora il paese non si chiama più “Repubblica di”, ma solo Ungheria).
Sul forum sono state – e anche mentre scrivo vengono aggiunte- foto della manifestazione, con slogan anti europei, con il volto della Madonna stampato sulla bandiera magiara, con la mappa del Grande Ungheria e via dicendo.
I commenti (per lo più di ungheresi che si sono trasferiti in Italia) alle foto sono fantastici e dimostrano la vitalità di quanti hanno lasciato il loro paese ma gli sono affezionati. E si sentono fondamentalmente europei. Uno tra gli scritti, mi ha aperto più di altri il cuore (di questa mattinata passata a poche centinaia di metri da un raduno leghista…). Quello di Alexandra che sulla Grande Ungheria (tanto simile alla Grande Serbia, alla Grande Albania, a quelle “miserie dei piccoli Stati” mirabilmente descritti da Bibò) scrive: “Non devono cambiare i confini, ma la testa della gente”. E poi aggiunge: “Se non cambia la testa della gente, non ci sarà bisogno di confini”.
Andate a leggere.
Buona domenica.

Ad maiora

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FACEBOOK AL SATURDAY NIGHT: IN UN GIOCO DI SPECCHI

“The Social Network” è un film dove Mark Zuckerberg, l’ideatore di Facebook, il sito che ha rivoluzionato i rapporti umani in gran parte del mondo, non fa proprio una bella figura. Resta un genio assoluto, ma le accuse di aver parzialmente rubato l’idea viene confermata dalla pellicola (scritta su input degli studenti “gabbati”). L’inventore dell’amicizia virtuale sembra alla fine uno sfigato a caccia di rapporti umani (che alla fine rimbalza). Il trailer (con un errore d’italiano): http://www.youtube.com/watch?v=h6cUfQQMG4g

Il film ha avuto un successo clamoroso e continua a vincere premi su premi. Merito anche e soprattutto dell’attore che impersona Zuckerbeg, Jesse Eisenberg. Sabato sera l’inventore di Facebook, ha voluto riprendersi la sua immagine e con un clamoroso gioco degli specchi è andato a incontrare l’attore che lo impersona nel “Saturday Night Live”. Una scena incredibile (con anche un sosia in studio per aumentare la confusione tra reale e virtuale): http://www.youtube.com/watch?v=JA9QMgeyKR4

Già, ma alla fine qual è il vero Zuckerberg? Quello vero o la sua proiezione?

Ad maiora

GENERAZIONE FACEBOOK: MA CHE NE PENSATE DELLA PRIVACY DEL PRESIDENTE?

Ci sono due Paesi in Italia. Uno e’ iscritto a Facebook (social network elogiato persino dal Papa) l’altro invoca una privacy che risulta ridicola, soprattutto per chi guida il Paese.
Abbiamo importato tante cose dagli Stati Uniti, ma non quella della rigida morale che obbliga alle dimissioni (o almeno alla pubblica ammenda) chiunque sia un personaggio pubblico e si comporti sregolatamente nella vita privata. Qui, Tiger Woods lo farebbero ministro. Là nessuno avrebbe detto: state spiando dal buco dalla serratura. È bastato un incidente stradale per scatenare i giornalisti. Qui non sarebbe accaduto.
Eppure la privacy non e’ più un problema per moltissimi italiani: 10 milioni gli iscritti a Facebook, una marea di persone. Che postano, taggano, indicano in che bar stanno bevendo una birra, in che discoteca ballano o in che stadio tifano. Mostrano foto di figli e nipoti (questo lo sconsiglierei, comunque). Pubblicano scatti digitali di manifestazioni o feste cui stanno partecipando.
Insomma, condividiamo tutto. Eppure ora si invoca la privacy per la vita privata di soubrette prestate alla politica, di prefetti che fanno parcheggiare nel cortile del Palazzo del governo le amiche (straniere) del presidente, di direttori di telegiornali nazionali, addirittura del Presidente del Consiglio dei Ministri le cui case sono state trasformate, per sua volontà, in sedi istituzionali.
Due Paesi che vivono su binari paralleli. Che si incontreranno forse solo quando la classe politica sarà affidata a persone più giovani. La generazione Facebook e twitter si e’ svegliata, politicamente, in tutto il Mediterraneo. Perche’ da noi sonnecchia? Come mai si accontenta di postare commenti acidi?
Ad maiora

AMBROSOLI NON SI CANDIDA. E PODESTA’ LASCIA UN INCARICO

  A DUE GIORNI DAL FUNERALE DELLA “SCARPETTA ROSSA”

 Ambulanza in ritardo, inchiesta sulla morte di Brumatti. Era nell’Hall of Fame del basket italiano. I soccorsi sarebbero arrivati 30 minuti dopo la telefonata della moglie. Sul Corriere.

 FANGO SU FANGO

 L’ossessione del Cavaliere: Gianfranco dietro questo fango. Su Rep.

 PRIGIONIERO POLITICO

 Parla Khodorkovskij: “Io uscirò dalle prigioni di Putin”. Sulla prima del Corriere.

 BIOGRAFIE AL VETRIOLO

 Nicole Minetti: consigliera, valletta, madrelingua e amica delle amiche. Sul Fatto quotidiano (che oggi dimentica di rettificare quanto pubblicato ieri sulla candidatura – terzista – a sindaco di Milano di Umberto Ambrosoli, da lui stesso smentita via Facebook).

 RIVOLTA IN (QUASI) TUTTI I PAESI CHE SI AFFACCIANO SUL MEDITERRANEO

 Eplode la rivolta anti Mubarak. Un’altra protesta partita da Facebook. Sul Sole 24 ore.

 PIU’ PEPERONCINO LA PROSSIMA VOLTA!

 La difesa: cene normali, niente sesso. Sul Sole

 TROPPI INCARICHI. PER TUTTI?

 Podestà lascia la guida del Pdl. Mantovani nuovo coordinatore. Sul Giornale. Ieri le dimissioni (da ccoordinatore lombardo) del presidente della Provincia di Milano che sosteneva che non poteva più guidare il partito perché ha già troppi incarichi. Ora Il Pdl lombardo verrà forse affidato a Mario Mantovani: senatore, sottosegretario alle Infrastrutture e sindaco di Arconate…

Ad maiora

ALBINOLEFFE-PIACENZA. SUL PAREGGIO PUNTATE CORONE ESTONI?

COME TI TAGGO IL NETTURBINO

Bari, netturbini alla gogna: il sindaco mette su Facebook le fotografie dei fannulloni. Appello ai cittadini: aiutateci a scoprire chi non lavora. Paginata su Repubblica con foto di Michele Emiliano.

COME TI RENDO INUTILE LA CARTA STAMPATA (CHE PARLA SOLO DI INTERNET)

Neonazisti, la lista della vegogna: “Ecco i nomi degli ebrei italiani”. Gli elenchi pubblicati su un sito web: “Sono facce da cancellare”. Su Rep.

TUTA BLU, ANCORA DI MODA

Il marketing delle tute blu, dai volantini ai talk show. Sul Corriere.

MADE IN CAMBODIA (MI)

Fatti in Cina i gadget col marchio Milano. Magliette, cappellini, addobbi per l’albero di Natale tutti prodotti in estremo Oriente. Sempre sul Corriere ma nelle pagine milanesi.

ALMENO LUI

Vale, Made in Italy. “Tifosi aspettate e mi vedrete vincere anche con la Ducati”. Titolo della Gazzetta.

LO ZLOTO FORSE NON BRUCIA BENE…?

A Varsavia l’euro può attendere. Svalutazione dello zloty e incentivi dietro il miracolo polacco. Dal Sole 24 ore (che poco sotto racconta che a Tallinn “le vecchie banconote estoni raccolte dopo l’ingresso nella moneta unica saranno triturate, compresse e mandate alla centrale di Iru, che ricalda la capitale”).

PER NON CREARE PAURE…

Nuovo allarne a tavola: la Germania ci invade con maiali alla diossina. Sul Giornale.

LADRI TIFOSI

Svaligiate le abitazioni di Eto’o, Sneijder e Kaladze: dribbling vincente dei ladri, razzia di oroogi preziosi. Sul Corriere.

ADDIO DAHLIA

Sedotta e mazziata da Mediaset: chiude Dahlia tv. Dopo Europa 7, un altro outsider del dupolio televisivo. E trascona con sé l’azionista Telecom Italia Media. Sul Fatto quotidiano.

IL COMPAGNO ZAMPAGNA

Zampagna ora gioca con gli operai. L’ex attaccante del Sassuolo di nuovo a Terni per “lavorare nel sociale”. Sul Fatto (accompagnato da una foto in cui però indossa la divisa della Dea).

I SOSPETTI SUL 3 A 3

La Camorra neopromosso in serie B. Gli interessi dei clan campagni svelati dalla strana Albinoleffe-Piacenza. Sul Fatto quotidiano.

Sul caso (oltre alla Dda di Napoli) ha aperto un indagine anche la Fgci: http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/articoli/articolo49768.shtml

Il video della partita by Gazza: http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieB/20-12-2010/serie-b-posticipo-712217106427.shtml