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Fabrizio Corona, tra Haruki #Murakami e #QuartoOggiaro

“Quando la tempesta sarà finita”, inizia così la frase di Haruki Murakami pubblicata nel pomeriggio sulla pagina Facebook di Fabrizio Corona.
La citazione ha decine di commenti al minuto. Non tutti favorevoli al vip in fuga dalla giustizia.
I siti dicono che la citazione sia stata postata dall’autista, localizzato a Quarto Oggiaro.
In realtà per il social network californiano, gran parte degli utenti milanesi vivrebbe nel popoloso quartiere.
Il libro della citazione di Corona è comunque Kafka sulla spaggia scritto nel 2002 dal grande giapponese.
Un altro passaggio del libro recita: “Sono libero, penso. Eccomi qua, libero e solo come una nuvola che fluttua nel cielo”.
Ad maiora

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Pubblicato da su 20 gennaio 2013 in Pensieri

 

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#terremoto. La scossa di twitter

È stato il gatto a svegliarmi, non un tweet.
Inizialmente non ho capito perché.
Erano le 4 del mattino e non c’era il temporale.
Ho aperto l’Ipad e letto del terremoto su Facebook. Lì, più che informazioni si offrono sensazioni.
E allora mi sono spostato su twitter.
Qui un fiume di tweet. Ricchi e aggiornati.
La tv a quell’ora dormiva, salvo i colleghi di Rainews e della Tgr dell’Emilia Romagna.
Degli altri canali “all news” sul DTT ho già parlato.
Twitter mi ha aggiornato passo passo sui morti, con le foto dei crolli, con gli aggiornamenti dell’epicentro e degli interventi della protezione civile.
Ma dopo qualche ora l’onda #terremoto su twitter ha cominciato a essere auto-compiacente. E meno male che c’è twitter, grazie a twitter, gli altri mezzi di informazione latitano, etc.
Rainews e siti dei grandi giornali a parte è stato così.
Ma twitter ha decine di migliaia di “giornalisti” potenziali sul campo. Dislocati ovunque succeda qualcosa. Dotati di telefonini che fotografano e riprendono. E postano in tempo reale.
Ovvio che batta tutti gli altri.
Ciò che è fastidioso è farsi i complimenti gli uni con gli altri mentre ci sono dei morti.
Era già successo anni fa a un direttore di un tg che esaltava gli ascolti ottenuti sull’onda di un tragico evento.
Giusto dare le notizie. Anche quelle brutte. Ma evitiamo la ola, mentre c’è chi piange delle vittime.
Ad maiora

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Pubblicato da su 20 maggio 2012 in Comunicazioni

 

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Come Facebook cementa l’opposizione russa

Alla Marcia dei milioni non mi sono stupito di vedere (e fotografare) bandiere che inneggiavano al social network.

Gran parte del successo delle manifestazioni delle opposizioni russe, da dicembre in poi, è iniziato proprio grazie a Twitter e a Facebook. Ma soprattutto per quest’ultimo.

Nel chiedere l’autorizzazione per le manifestazioni, i leader dell’opposizione hanno iniziato a portare alle autorità l’elenco di quanti, sul social network ora quotato in borsa, avevano preannunciato la propria presenza alla manifestazione. Mettendoci il nome e cognome e la faccia.

La piazza per i cortei era quindi parametrata al numero dei “parteciperò”. A differenza da quel che avviene in Italia, lì chi clicca poi partecipa.

Per quello, come scrive Radio Free Europe, in Russia Facebook ora “mi piace”:

http://www.rferl.org/content/russian-opposition-likes-facebook/24585388.html

Ad maiora

 
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Pubblicato da su 19 maggio 2012 in Comunicazioni

 

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Il corteo nazionalista di Budapest visto dall’altra Ungheria

Ieri a Budapest sono scesi in piazza i sostenitori del governo nazionalista di Orban. In centomila hanno sfilato per questo “corteo della pace” (non so perché ma il nome – vagamente surreale – mi ha fatto venire alla mente la strada dell’Amicizia che univa Belgrado a Zagabria e che fu una delle prime a essere chiusa durante il conflitto).
Sui giornali ne ho trovato poche tracce. Io l’ho seguito sui siti ticinesi: http://www.tio.ch/Estero/News/665892/Corteo-di-pace-migliaia-di-ungheresi-in-piazza-per-Orban
Ma, soprattutto, l’ho osservato a distanza leggendo i commenti su quel fantastico gruppo su Facebook che è “L’altra Budapest ama la Repubblica d’Ungheria” (la maggioranza di destra ha infatti cambiato la Costituzione e ora il paese non si chiama più “Repubblica di”, ma solo Ungheria).
Sul forum sono state – e anche mentre scrivo vengono aggiunte- foto della manifestazione, con slogan anti europei, con il volto della Madonna stampato sulla bandiera magiara, con la mappa del Grande Ungheria e via dicendo.
I commenti (per lo più di ungheresi che si sono trasferiti in Italia) alle foto sono fantastici e dimostrano la vitalità di quanti hanno lasciato il loro paese ma gli sono affezionati. E si sentono fondamentalmente europei. Uno tra gli scritti, mi ha aperto più di altri il cuore (di questa mattinata passata a poche centinaia di metri da un raduno leghista…). Quello di Alexandra che sulla Grande Ungheria (tanto simile alla Grande Serbia, alla Grande Albania, a quelle “miserie dei piccoli Stati” mirabilmente descritti da Bibò) scrive: “Non devono cambiare i confini, ma la testa della gente”. E poi aggiunge: “Se non cambia la testa della gente, non ci sarà bisogno di confini”.
Andate a leggere.
Buona domenica.

Ad maiora

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6 commenti

Pubblicato da su 22 gennaio 2012 in Pensieri

 

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FACEBOOK AL SATURDAY NIGHT: IN UN GIOCO DI SPECCHI

“The Social Network” è un film dove Mark Zuckerberg, l’ideatore di Facebook, il sito che ha rivoluzionato i rapporti umani in gran parte del mondo, non fa proprio una bella figura. Resta un genio assoluto, ma le accuse di aver parzialmente rubato l’idea viene confermata dalla pellicola (scritta su input degli studenti “gabbati”). L’inventore dell’amicizia virtuale sembra alla fine uno sfigato a caccia di rapporti umani (che alla fine rimbalza). Il trailer (con un errore d’italiano): http://www.youtube.com/watch?v=h6cUfQQMG4g

Il film ha avuto un successo clamoroso e continua a vincere premi su premi. Merito anche e soprattutto dell’attore che impersona Zuckerbeg, Jesse Eisenberg. Sabato sera l’inventore di Facebook, ha voluto riprendersi la sua immagine e con un clamoroso gioco degli specchi è andato a incontrare l’attore che lo impersona nel “Saturday Night Live”. Una scena incredibile (con anche un sosia in studio per aumentare la confusione tra reale e virtuale): http://www.youtube.com/watch?v=JA9QMgeyKR4

Già, ma alla fine qual è il vero Zuckerberg? Quello vero o la sua proiezione?

Ad maiora

 
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Pubblicato da su 31 gennaio 2011 in Pensieri

 

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