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Archivi tag: China Town

Un albero milanese, trasformato in bacheca

Un albero dall’ara assetata (insieme ad altri 9 fa parte del “bosco” voluto dalla precedente amministrazione nella China Town milanese).
Un cittadino (o una cittadina vista l’ottima grafia) che attacca su quella pianta (ma anche sulle altre) un appello: bagnatele.
Fin qui tutto molti milanese.
Ma i social network sembrano ora aver condizionato anche le polemiche “stradali”.
E così qualcuno (ma anche qui, forse, qualcuna) prende carta e pennarello e replica, commenta, cita il tweet. Dando spiegazioni tecniche e finendo all’arancione: perché non te ne occupi tu?
Quattro foto, scattate poco fa.
Per raccontare una piccola storia. E soprattutto quella grande: neanche oggi qui è piovuto.
Ad maiora

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Pubblicato da su 3 aprile 2012 in Pensieri

 

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Lux, il locale non c’è più ma la scritta è sempre lì

Un locale milanese è stato chiuso dall’autorità giudiziaria. Ma la vecchia insegna fa ancora bella mostra di sé.

Parliamo di Lux, poi Moscati, sequestrato dai giudici qualche mese fa:

http://andreariscassi.wordpress.com/2011/08/04/da-molina-a-lux-una-parabola-milanese/

La scritta del bar, in caratteri runici, con evidenti richiami a quella di “Dux” (Dux mea Lux si diceva d’altronde) è ancora lì all’angolo tra via Canonica e via Moscati. Tra una zona della movida e la China town milanese.

Il locale è ora in affitto.

Chissà se i nuovi proprietari toglieranno quel logo.

O se ci penserà qualun altro.

Ad maiora.

 
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Pubblicato da su 6 gennaio 2012 in Pensieri

 

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FISCHIA IL VENTO IN CHINA TOWN

Fino a qualche settimana fa, ogni tanto, China Town era attraversata dalla Banda civica. Spesso preceduta dal vice-sindaco.

Dopo un ventennio di governo, il centro destra lascia il quartiere caotico e invaso dai furgoni.

Qui non ci sono domeniche né feste comandate. Anche Ferragosto il formicaio multietnico brulica come sempre. D’estate però, molti italiani vanno in vacanza e il quartiere è un po’ più deserto.

Scomparse le marcette delle bande, ieri sera due suonatori hanno fatto serenate sotto le finestre di quanti non sono andati via in questo week end estivo (ricevendo anche un po’ di soldi). Come succede una volta l’anno a Sainte Marie de La Mer, in Camargue:

Scriveva Pablo Neruda: Inseguite le parole, agitatele, bevetele, divoratele, catturatele, sgusciatatele. La parola è musica. E la musica si farà più forte e l’attenzione sarà sempre più intensa se le accompagnerete con i gesti e la passione. Parole, musica, gesti, emozioni, diventeranno, d’un tratto, un macigno che nessuno potrà scansare se a tenerle assieme ci saranno l’armonia e un pizzico di follia. Saranno polvere passeggera e fastidiosa se le parole saranno assai, la musica troppo ricercata, i gesti prepotenti, le emozioni enfatizzate. Inseguite le parole perché questa è la vita.

Ad maiora.

 
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Pubblicato da su 26 giugno 2011 in Pensieri

 

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PAOLO SARPI PEDONALE MA L’INGROSSO E’ RIMASTO A CHINA TOWN

Fervono i lavori in Paolo Sarpi, la principale via della China Town milanese. Si accelerano i tempi per la posa dei cartelli stradali che annunciano la trasformazione della via in “zona pedonale” e si rifà il look.

Sabato è prevista infatti l’inaugurazione e come scrive “Il Giornale” oggi “si potrà dire in tutta tranquillità che la promessa elettorale della Moratti è stata mantenuta appieno: niente più doppie file, niente traffico in tilt e basta camion che scaricano la merce di fronte ai negozi in qualunque ora del giorno parcheggiando in mezzo alla strada”.

Non è proprio così.

Se il problema è stato – giocoforza - risolto in via Paolo Sarpi (ora pedonalizzata, col transito consentito ai soli residenti), i disagi sono rimasti tali e quali nelle vie parelle e perpendicolari che, anzi, da quando l’arteria principale è chiusa al traffico, vivono immerse in furgoni, carrellini e bicicilette con portapacchi.

Se infatti l’obiettivo di Palazzo Marino era l’allontanamento dell’ingrosso cinese dal quartiere, al momento sembra fallito. I problemi non sono infatti dati dai negozianti di origini orientali, ma dal via a vai che i negozi all’ingrosso provocano in questo che è un quartiere ad altissima densità abitativa (italiana per lo più).

Da queste parti, caso unico nei quartieri etnici delle grandi città, il centro destra ha perso voti negli ultimi anni (Penati, pur sconfitto, qui ha battuto sia Podestà che Formigoni). Vedremo se con questa “operazione Paolo Sarpi pedonale”, Pdl e Lega riusciranno a riconquistare i voti smarriti.

Ad maiora.

 
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Pubblicato da su 5 aprile 2011 in Pensieri

 

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VIAGGI IN CINA

Qualche giorno fa un comunicato del consigliere comunale milanese Basilio Rizzo invitava Palazzo Marino ad essere coerente con sé stessa. Visto che si esprime solidarietà al neo premio Nobel Liu Xiaobo, scriveva il rappresentante della Lista Fo, non si inviino più delegazioni consiliari in Cina o – se già organizzate – le si limiti a ”delegazione tecnica, composta da funzionari, ridotta all’osso. Non rappresentanti dei cittadini milanesi, perché  così  si comunica il dissenso della città, la volontà di far sapere la solidarietà dei milanesi a Liu Xiaobo”.

Sulle pagine milanesi di Repubblica si apprende che il Comune  di Milano non seguirà questo suggerimento. A breve parte una delegazione diretta a Shangai (dove si tiene l’Expo prima di quello milanese). I consiglieri comunali andranno in due tranche: 14 in tutto, sia della maggioranza che dell’opposizione. A guidare entrambe le delegazioni Stefano Di Martino, vice presidente del consiglio comunale.

Di Martino è stato l’unico italiano condannato per gli scontri nella China Town milanese, nella primavera 2007. “Ero lì a fare da paciere”, ha sempre detto l’ex An ora Pdl, ma i giudici di primo grado – nel giugno di quest’anno -non gli hanno creduto e gli hanno comminato 9 mesi di carcere per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. In primo grado sono stati condannati anche altri 37 imputati, tutti di origine cinese, con pene che vanno da 5 mesi a un anno e 9 mesi.  A breve ci sarà l’appello.

Mentre sarà in Cina, Di Martino potrebbe essere anche rinviato a giudizio in un altro processo. Quello per il finanziamento – da 580 mila euro – all’associazione italo-cinese Alkeos (era nella cosiddetta Pagoda di piazza Gramsci). Insieme a Di Martino è stato indagato anche un assessore Pdl, Guido Manca. Il Comune si è costituito parte civile nel processo.

Secondo il Pm Maria Grazia Pradella, l’associazione Alkeos oltre che di integrazione si occupava di spese voluttuarie, come viaggi in Cina.

L’udienza nella quale si deciderà il rinvio a giudizio è il 25 ottobre, mentre la delegazione consiliare sarà in Cina.

Ad maiora.

 
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Pubblicato da su 17 ottobre 2010 in Pensieri

 

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