Chi l’ha visto

I silenzi del Vaticano. Raccontati nel pomeriggio di Rai1

Quando invito i miei studenti a guardare la tv del pomeriggio, non lo faccio per sadismo, ma perché spesso influenzano più l’opinione pubblico che il tg. E spesso anticipano i cambiamenti di umore. Ad esempio verso la Chiesa cattolica.
Oggi ospiti di Mara Venier c’erano due parenti di giovani vittime: Emanuela Orlandi ed Elisa Claps. I
Il fratello di Emanuela, Pietro (nella foto), ha raccontato la clamorosa manifestazione organizzata in Vaticano domenica scorsa, per chiedere verità e giustizia sulla giovane scomparsa 29 anni fa.
Il fratello di Elisa, Gildo, ha denunciato a sua volta i silenzi degli uomini della Curia. Sua sorella è stata trovata (assassinata nel 1993) nella Chiesa della Trinità di Potenza e la principale preoccupazione delle autorità ecclesiastiche sembra quella di riaprire la struttura alle funzioni religiose.
Due storie che si intrecciano e che raccontano da un lato il peso di mille misteri che ci portiamo dietro, ma dall’altro quella parte del paese che non abbassa mai la testa, che non si arrende. Nemmeno davanti al Papa.
Pietro Orlandi, commentando, il silenzio pontificio di domenica, si è detto certo che le loro istanze saranno accolte più in alto.
Le vicende della Orlandi e della Claps sono un cavallo di battaglia di Chi l’ha visto e di Federica Sciarelli. Vederli raccontati, senza filtri e freni, in diretta sul pomeriggio di Rai1 segnala che parte del sistema, politico-ecclesiale, si sta davvero sgretolando.
Ad maiora

Ps. Chissà se il maggiordomo ha fotocopiato anche qualche lettera su queste due vicende. Speriamo.

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SE IN TV SI DIBATTE SU COSA MANGIO’ SARAH

Ritengo Chi l’ha visto una buona trasmissione e sono molto legato a Federica Sciarelli.

Per chiunque abbia un parente scomparso nel nulla, ha rappresentato e rappresenta una valvola di sfogo e spesso una scialuppa di salvataggio.

A quanti criticavano la diretta nella quale la madre di Sarah Scazzi apprese della morte della figlia, facevo presente che – senza quella tramissione – su molti casi di cronaca i riflettori della cronaca e (ahinoi) della giustizia si sarebbero spenti. Uno su tutti quello di Elisa Claps, trovata, 17 anni dopo la morte, in una chiesa di Potenza.

La trasmissione si sta però trasformando in un programma che sembra sempre più concentrarsi sugli aspetti giudiziari.

Sarah Scazzi non è più una ragazza scomparsa. E’ stata purtroppo assassinata e la giustizia sta facendo il suo corso. Non si capisce quindi perché, quel programma continui a occuparsi del caso.

O meglio, lo si capisce per alcuni aspetti: come quello, mandato in onda ieri, di trovare testimoni che possano chiarire i tanti misteri del caso di Avetrana.

Ma quando, sempre ieri, un servizio si focalizza su cosa e a che ora Sarah abbia consumato il suo ultimo pasto, se un sofficino o parte di esso, alle 12.45 o dopo, per stabilire l’ora della morte, evocando anche la possibile riesumazione del corpo, si superano i confini.

Chiunque abbia seguito un processo sa che i confonti tra i periti sono molto complessi e sono appunto confronti tra esperti. Non ho mai sentito di giornalisti chiamati alla sbarra nel confronto peritale. Soprattutto nei processi per omicidio volontario. 

E credo che anche trasmissioni del servizio pubblico debbano porsi l’interrogativo su cosa mandare in onda e perché.

Ad maiora.