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Archivi tag: Caucaso

Zapping mondiale: da #Napolitano a #Pompei. Italia, ci sta diludendo

Five Star Movement protesters in RomeDopo giorni di  vacche magre, l’Italia torna a far parlare di sé in giro per i siti web del mondo.

Non ho visto grande entusiasmo internazionale, in realtà, per la rielezione del capo dello stato.

Il Corriere del Ticino, dopo aver aperto per giorni sulla crisi, mette nella parte bassa del sito la rielezione di Napolitano.
Critico anche il titolo del Pais che parla dei partiti tradizionali che rieleggono un 87enne.
El Mundo parla invece della novità storica della prima rielezione repubblicana.
Non si cambia molto registro nemeno sul Guardian che usa come foto (quella qui sopra) le proteste a 5stelle. Anche Die Zeit sottolinea l’età del “nuovo” presidente e lo accompagna con una foto nella quale si mostra una donna che ha un cartello contro l’inciucio.
Reieletto Napolitano, il semplice titolo di Le Figaro. Le Monde descrive la rielezione come l’unico modo per salvare la politica dal naufragio. E’ più o meno lo stesso taglio della tedesca Faz.

L’Indipendent, sottilmente, ricorda invece che rimarrà presidente fino a quando avrà 94 anni. Non è un paese per giovani il nostro, si sa.
Concludo la parte italiana con il New York Times che parla di quanto sia vecchia e burocratica l’Italia. Ma non si riferisce alla politica. Bensì allo stato di abbandono in cui si trovano gli scavi di Pompei.
Finisco con l’attentato di Boston e con i giornalisti di Radio Free Europe che sono andari nel paese del Caucaso da cui provenivano i due attentatori. Qui il reportage, anche video.
Ad maiora

 
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Pubblicato da su 21 aprile 2013 in Pensieri

 

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Partigiano Leopoldo Gasparotto, Fossoli non ti ha dimenticato

Il sottotitolo del libro racconta tutta la vita di Leopoldo Gasparotto, “alpinista e partigiano”.
Nel bel volume di Ruggero Meles (edito da Hoepli) si ricostruisce la vita di questo dirigente di Giustizia e libertà, cui dopo la fine della guerra verrà conferita la medaglia d’oro al valor militare. È un libro diviso in due: dapprima la vita da civile di Gasparotto, milanese doc con la passione per la montagna. È lui ad aprire vie non solo nelle Alpi ma anche nel Caucaso (le storie di tante vite si intrecciano). Poi l’esercito dove Gasparotto non potrà far carriera perché rifiuterà di aderire al fascismo. Con la resistenza, l’alpinista – da tutti conosciuto col soprannome di Poldo – si trasforma in partigiano, tra i più attivi giellisti di Milano e della Lombardia. Una delazione lo farà catturare e sbattere a San Vittore (il delatore, un farmacista di via Anfossi verrà giustiziato da due gappisti).
Malgrado le torture non rivela la rete dei resistenti e viene mandato nel campo di Fossoli (vicino a Modena). Qui cerca di organizzare una fuga di massa, col sostegno dei partigiani emiliani, ma viene assassinato dagli sgherri nazisti.
Pochi giorni dopo la Liberazione, la moglie, anche lei arriva nella resistenza con le Brigate Matteotti, andrà poi a recuperare, insieme a parenti e amici, il corpo di Poldo seppellito di nascosto nel cimitero di Carpi.
Tornerà a riposare nella sua Milano, Leopoldo Gasparotto. Insieme a lui, i corpi di altri sessantasei partigiani, assassinati dai nazisti per ritorsione, sempre nel campo di Fossoli (molti di loro sono al Campo della Gloria del Cimitero Maggiore).
La cerimonia funebre per loro fu celebrata in Duomo, con l’orchestra della Scala, diretta da Arturo Toscanini, che eseguì il requiem di Verdi.
A Leopoldo Gasparotto è stata dedicata la scuola primaria di Fossoli. Quest’anno aperta anche d’estate per far giocare i bambini e per far dimenticare il terremoto.
Poldo non è stato dimenticato.
Ad maiora.
………………
Ruggero Meles
Leopoldo Gasparotto
Hoepli
Milano, 2011
Euro: 22
Pagg. 120

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Pubblicato da su 6 settembre 2012 in Recensioni

 

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Operazione anti-terrorismo nel Caucaso: 9 morti

Sono nove i guerriglieri (o sospetti tali) uccisi nell’operazione anti-terrorismo lanciata ieri dalle forze russe in Daghestan e Kabardino-Balkaria. Tra i nove uccisi, due donne.

A Makhathchkala, capitale del Daghestan (la città dove, a suon di milioni, è finito a giocare Eto’o), le forze speciali hanno dato l’assalto a una casa che, secondo l’Fsb locale, avrebbe ospitato una base di terroristi. Due morti e due feriti il bilancio del blitz.

In un villaggio della Kabardino-Balkaria (altra repubblica del Caucaso russo con parecchi gruppi di islamisti in azione) un altro assalto è costato la vita a sei combattenti, una delle quali una ragazza. Un’altra presunta terrorista è stata arrestata dalle forze speciali.

Il blitz dopo che un gruppo di terroristi aveva colpito, qualche giorno fa, un elicottero militare, costretto a un atterraggio di emergenza. Il 6 marzo, giorno dopo le presidenziali, una terrorista suicida aveva ucciso sei poliziotti in un commissariato daghestano.

Ad maiora.

 
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Pubblicato da su 13 marzo 2012 in Anna Politkovskaja

 

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Via Politkovskaja a Milano sui siti caucasici

Prosegue l’onda informativa sulla decisione del Consiglio comunale di Milano di dedicare una strada della città ad Anna Politkovskaja.
Questo un sito d’informazione del Caucaso:

http://chechnya.eng.kavkaz-uzel.ru/articles/20245/

La decisione di Palazzo Marino dopo una raccolta firme promosse dall’associazione Annaviva.
A breve, un incontro per capire dove e quando la decisione si concretizzerà.
Ad maiora

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Pubblicato da su 7 marzo 2012 in Anna Politkovskaja

 

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Ucciso un altro giornalista nel Caucaso russo

Un noto giornalista è stato ucciso la scorsa notte nel Caucaso, in Daghestan, repubblica della Federazione russa.
Khadjimourad Kamalov, fondatore del settimanale Daghestan Chernovik e amministratore delegato della casa editrice Svoboda Slova (libertà di parola), è stato ucciso – appena uscito dalla redazione – da ignoti a Makhachkala, capitale del Daghestan. 

E’ stato assassinato a colpi di pistola. Il giornalista è morto poco dopo l’arrivo in ospedale.

Kamalov era noto per le sue frequenti critiche alle autorità locali. Aveva più volte denunciato gli abusi delle forze dell’ordine nella repressione dell’insurrezione islamica. Il Daghestan è una delle repubbliche più instabili del Caucaso russo, quasi quanto la confinante Cecenia.

Diversi giornalisti sono stati uccisi negli ultimi anni: nel 2009 Malik Akhmedilov di Khakikat (Verità); un anno prima Alichaïev Abdullah, che ha lavorato per la catena televisione locale TV-Chirkei e Gadji Abachilov della catena televisiva del Daghestan. Nel 2005 era stato ammazzato Magomedzagid Varisov, reporter per il settimanale Daghestan Novoye Delo.

Due anni fa, sempre nel Caucaso (ma in Inguscezia, dopo essere stata rapita in Cecenia) è stata uccisa Natalia Estemirova che lavorava per Memorial e per la Novaja Gazeta.

Tutti questi delitti sono impuniti.

Ad maiora.

 
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Pubblicato da su 16 dicembre 2011 in Anna Politkovskaja

 

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