Berlino

Domani Annaviva partecipa alle iniziative pro Khodorkovskij e i prigionieri politici russi

Mikhail-Khodorkovsky-Platoon
Domani sera, venerdì 25 ottobre, alle 21.30 alla Libreria Popolare di via Tadino, in via Alessandro Tadino 18 a Milano ci sarà un Reading internazionale di solidarietà per Mikhail Khodorkovsky, Platon Lebedev e i prigionieri politici russi.

In occasione del decimo anniversario dell’incarcerazione dell’ex oligarca russo, proprietario dell’impero del gas Yukos e condannato per frode fiscale dopo aver sfidato lo zar Vladimir Putin, Annaviva aderisce infatti all’iniziativa promossa dal Festival della Letteratura di Berlino e vi invita a partecipare al reading internazionale per la libertà dei prigionieri politici in Russia. Durante l’evento, che si terrà in contemporanea in diverse capitali del mondo, Sara Urban e Martina De Santis dell’Associazione culturale lattOria leggeranno brani tratti dalla corrispondenza tra l’imprenditore ed esponenti del mondo della cultura e della società civile russa.

Zapping mondiale: dalla Kirchner a Draghi. Mentre i tifosi brasiliani fanno i talebani

fred-taliban-tricolorItalia scomparsa dai radar dei principali siti informativi mondiali.

Troviamo uno strascico della condanna per diffamazione del Corriere ai danni della presidentessa Kirchner sulla Nacion. Si annuncia il ricorso del quotidiano milanese.
La foto di Mario Draghi campeggia invece sul Pais che parla del rischio di non fare a tempo a far ripartire l’economia europea.
Basta così.

Allora segnalo articoli interessanti che ci riguardano indirettamente.
Al Jazeera racconta le proteste a Berlino dei rifugiati contro le restrizioni imposte dal governo tedesco.
Radio Free Europe ricorda le manifestazioni anti-putiniane di un anno fa a Mosca. Io c’ero…
Sul Guardian consigli ai genitori con un titolo in stile Pink Floyd: Why parents should leave their kids alone.
Infine lo sport. La Cnn fa un titolo su Mourinho (vera icona mondiale) che ricorda i Clash: Will Real Madrid coach Jose Mourinho stay or go?
Finisco con un interessante pezzo di Le Monde che racconta la protesta dei tifosi brasiliani che si fanno fotografare “come talebani”. Il club del Fluminense chiede di interrompere questa esibizione. L’hashtag è #TalibanTricolor

Ad maiora

DAL LARA A NICOLE. DAL PAT AL BAT

 LE FOTO DELLA MINETTI

Il fidanzato della Minetti e le foto: ti si vede entrare in una casa a Roma. La consigliera regionale: intercettale e comprale. Sul Corriere.

PRONTO, PAPI?

Arcorine in allarme. Dalla Polanco alla Espinosa: le telefonate a Berlusconi per aggiornarlo sugli interrogatori. Sul Fatto.

I 150 ANNI DI VALENTINO ROSSI

Valentino Rossi: “I 150 anni dell’Italia? Ora sento la responsabilità”. Il 17 marzo l’anniversario, il 20 il primo Gp: “Cercheremo di rappresentare bene il Paese”. Sul Giornale che dimentica di chiederli dei 35 milioni che, residente fiscalmente all’estero, ha dovuto pagare nel 2008 all’Agenzia delle entrate per evasione fiscale.

AMISH, 200 ANNI (VISTI DA UN BRESCIANO)

Andrea da Bagnolo alla terra degli Amish. Borella ha 34 anni ed è l’unico studioso italiano di una comunità che vive come duecento anni fa. Sul Giornale di Brescia.

COL NUMERO 3, MANFREDI PALMERI

Terzo polo, Palmeri candidato sindaco a Milano. Malumori nel’Udc. Il Pdl: si dimetta da presidente del consiglio comunale. Sul Giorno.

3 ORE IN CAMERA

Settimana corta, aula vuota. Ecco la Camera. Vita da Onorevole a Montecitorio. Banchi affollati solo per il voto di fiducia. Le ore di lavoro? Solo tre al giorno. Su Il Giorno.

LA SERBIA A CACCIA DI EROI

Belgrado vuole “il traditore” che salvò Sarajevo. Arrestato in Austria il generale erbo che si schierò coi bosniaci nella guerra dell’ex Jugoslavia. Il Fatto quotidiano (con un titolo più assennato di quello di Repubblica: “Arrestato il genrale Divijak, il serbo che amò Sarajevo“, seguito in compenso da un bel pezzo di Adriano Sofri che scrive: “La notizia del suo arresto è stata uno schiaffo in faccia alla gente di Sarajevo e della Bosnia e ai tantissimi amici che Dovijak si è fatto nel mondo. Il governo serbo che lo accusa di crimini contro l’umanità è quello che aspetta ancora a stanare il boia di Srebrenica, Mladic“).

IL RITORNO DELL’ALTISSIMO

Il ritorno di Altissimo tra i Liberali. “Combatterò il declino del Paese”. Sempre sul Giorno.

LARA SENZA CASA

Sfrattata Lara Saint Paul: “Ma io non mi arrendo”. Sul Corriere, pagine milanesi.

DAL PAT AL BAT

Bat-villa, arriva la Finanza. Moratti junior indagato. Il figlio del sindaco sospettato di violazione edilizia. Rilievi e foto nella sua abitazione. Sul Giorno.

PRONTO CASA MORATTI? SONO ROBIN!

Il rampollo della dynasty del petrolio che vuole vivere nella casa di Batman. Dal lavoro in saras alla scazzottata in discoteca con Irvine. Su Repubblica.  

FOTOGRAFARE LE ASSENZE

Suor Mainetti, Poitkovskaja, Hina. Urla dal silenzio nei luoghi dei delitti. In una mostra (alla Triennale di Milano) le assenza inquietanti fotografate da Donata Pizzi. Sempre sul Giorno.

L’ARPA DI FLORALEDA

Arpa d’Or. Intervista alla 32enne comasca Floraleda Sacchi, oggi all’Auditorium di Milano. Ha cambiato l’immagine dello strumento e suonato anche in discoteca con dj. Su Repubblica (Floraleda accompagnerà anche Ottavia Piccolo in Donna non rieducabile, dedicato alla Politkovskaja,  dal 21 marzo all’Elfo Puccini di Milano)

Berlino e Varsavia a duello per la Dama di Leonardo. L’opera quattrocentesca che ha attraversato la storia d’Europa andrà a Londra: “Decisione politica, un insulto per i tedeschi”. Sul Corriere.

SPOSTAMOSE?

Gli interisti tifano Juve. E gli juventini? Il popolo bianconero è diviso: c’è addirittura chi spera nella sconfitta della propria squadra. Sulla Gazzetta.

Ad maiora.

1936. NASCONO L’OLIMPIA, PETERSON E L’IMPERO ITALIANO

E’ il 1936 quando Adolfo Bogoncelli, trevigiano di nascita, fonda a Milano la Ginnastica Triestina che diventerà Olimpia Trieste e poi Olimpia Milano.

Nel 1936 nasce a Evanston, in Illinois. Frequenta la Evanston Township High School (ETHS). E’ la stessa scuola dove – svariati lustri dopo – studia e gioca Mason Rocca, attuale capitano dell’Armani Jeans Milano. La stessa squadra che Peterson, 23 anni dopo essersi alzato l’ultima volta dalla panchina, tornerà a guidare.

Nel 1936, quando nascono l’Olimpia Milano e Dan Peterson, in Spagna il Fronte popolare vince le elezioni, i fascisti si ribellano e dopo la guerra civile sale al potere Francisco Franco, il generalissimo (morirà solo nel 1975, mentre Peterson sta allenando la Virtus Bologna e l’Olimpia è in cerca di un nuovo sponsor dopo Innocenzi, la Cinzano: la Simmenthal si  era tirata indietro perché le ricerche di mercato identificavano il nome con le scarpette rosse anziché con la carne in scatola).

Nel 1936, intanto a Roma davanti a una folla esaltata viene proclamato L’Impero dell’Africa Orientale Italiana.

Sempre salutando da Piazza Venezia, l’antenato di uno che ora balla in tv, viene nominato Imperatore d’Etiopia.

Sempre nel 1936 si tengono le Olimpiadi a Berlino. Il nero Jesse Owens vince 4 ori e non fa sorridere Hitler. Il suo record non sarà mai battuto.

Proprio Olympia, si chiama il film che Leni Riefenstahl, realizza sulle gare, il primo documentario dedicato alle Olimpiadi. Propagandistico ma realizzato con tecniche super moderne.

Ad maiora.

 

PS. Su indicazione di uno dei miei migliori amici, aggiungo che nel 1936 è nato anche Silvio Berlusconi. Il 29 settembre. La stessa data cantata da Lucio Battisti, seduto in quel caffè. La stessa data di Pierluigi Bersani, ma quindici anni prima.

KHODORKOVSKIJ SI APPELLA AI TORIES INGLESI

 

Mentre sta per essere condannato ad altri 20 anni di carcere, Mikhail Khodorkovskij si appella al premier inglese David Cameron perché il Regno Unito continui a basare i suoi rapporti con il Cremlino sui diritti umani e non sugli idrocarburi.

Dubito che i Tories, malgrado l’alleanza coi liberali, lo staranno ad ascoltare. Con Blair prima e Gordon Brown dopo, ai tempi dei laburisti al potere, le relazioni anglo-russe sono scese ai minimi storici. Londra (che su questo è avanti mille anni luce dal Bel Paese) ha offerto asilo politico a oligarchi finiti nel mirino di Putin e a leader ceceni. Ma anche ad ex agenti del Kgb, come Litvinenko. Divenuto cittadino britannico venne liquidato col Polonio. Per Scotland Yard avvelenato da Lugovoi che siede, impunito, alla Duma, la Camera bassa della Federazione Russa.

Ma il tempo lenisce le ferite e soprattutto Londra non vuole perdere la corsa ai petrorubli e vuole mettersi sulla scia di Roma, Berlino e Parigi.

Mikhail Khodorkovskij, ex padrone della Yukos (sulle cui spoglie banchettarono anche Eni ed Enel), già uomo più ricco della Russia, finito in cella dal 2003 per reati fiscali dopo aver deciso di finanziare l’opposizione liberale antiputiniana, ha scritto sull’Observer un appello a Cameron: ricordati dei diritti umani prima di stringere nuove alleanze pragmatiche con Mosca, poni delle “condizioni di principio” su democrazia, le libertà civili e i diritti civili.

Scrive Khodorkovskij: “Io, come un prigioniero politico russo, sarei felice se la Gran Bretagna capisse il destino di 150 milioni di persone forti, capaci e di talento, che sono alla ricerca di una via d’uscita dal buio del totalitarismo, verso la luce della libertà. Voglio credere e sperare che nel processo di ri-stabilimento delle relazioni con la Russia, David Cameron e il popolo britannico restino fermamente dalla parte della democrazia, e offrano ai russi non solo vantaggi economici reciproci, ma un’interazione basata su chiare norme trasparenti”.
Chissà se il ministro degli esteri inglese, il conservatore Willian Hague, ascolterà queste parole nel suo viaggio a Mosca. Il fatto che scelga quella meta come prima tappa della sua missione fuori dai confini patrii (peggio di un leader ucraino filo-russo) mi fa pensare il contrario.
Ad maiora.