Berghem Fest

DA MARONI A DELL’UTRI: CRESCE LA CONTESTAZIONE

“Tutti hanno diritto di parola, nessuno escluso. È davvero così difficile?”. Si chiude così oggi l’editoriale di PG Battista sul Corriere della sera dall’inequivocabile titolo: “I Diari del Duce sono discutibili: zittire chi li pubblica è prepotenza”.

Le immagini che si possono trovare su Youtube mostrano come le contestazioni a Como ieri al senatore Pdl fossero più per la condanna per mafia che per i libri fascisti. Il braccio destro di Berlusconi incarna d’altronde vari ruoli che risultano indigesti a quanti non pensano che Berlusconi sia stato assolto per il processo Mills. È quindi probabile che l’accoglienza ricevuta ieri sera a pochi passi dal Lago di Como (dove proprio il Duce fu catturato dai locali partigiani), possa ripetersi anche altrove.

Tutti hanno diritto di parola, ma pochi riescono a farlo. La vicenda “Schifani” che trovate in questi giorni solo sul Fatto quotidiano è lì a dimostrarlo.

Le urla “mafioso, mafioso” che hanno fatto allontanare (super scortato) il senatore Dell’Utri da Como, mi hanno ricordato un po’ le vecchie monetine contro Craxi, ma anche gli scontri di Alzano Lombardo dove gli ultrà hanno di fatto impedito a Maroni (con Calderoli e Tremonti peraltro) di parlare alla Berghem Fest.

Sono segnali di malcontento che non andrebbero sottovalutati. Frange di “opposizione” che non trovano rappresentanza e che finiscono per sfogarsi o con la violenza verbale o con il lancio di petardi e fumogeni.

Su questi temi mi sarebbe piaciuto sentire, al Tg3, anche le riflessioni di Oliviero Beha. Ma scopro che non piace al neo direttore Bianca Berlinguer e che quindi scomparirà dagli schermi. In cambio vedremo servizi in puro stile minzoliniano sulle spie russe che si spogliano su Youtube.

Ad maiora.