Anastasia Baburova

5 anni fa l’assassinio di #Markelov e #Baburova

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L’avvocato di Anna Politkovskaja (e della famiglia di Elsa Kungaeva) e la stagista della Novaja Gazeta furono ammazzati in strada. Per l’omicidio è stata condannata una giovane coppia di neonazisti che a colpi di pistola ha spento le voci di due antifascisti (anche anti-putiniani, va ricordato).
I due stavano tornando da una conferenza stampa nella, quale il legale annunciava il ricorso contro la scarcerazione anticipata del colonnello Budanov, quello che aveva “arrestato” e strangolato (e forse violentato) una giovane cecena, fermata senza motivo e assassinata in una caserma russa, durante la seconda guerra cecena.
Ricordo quando ho scattato la foto che apre questo post. Con Annaviva, dopo le ultime elezioni politiche, stavamo tornando dal Centro della stampa indipendente. Lo stesso da cui erano usciti Stanislav e Anastasia, per la loro ultima passeggiata.
Noi stavamo andando verso la metropolitana, verso la Cattedrale del Cristo Salvatore, quella dove qualche settimana prima si era svolto il concerto anti-putiniano delle Pussy Riot.
Scoprimmo le foto per caso. Nascoste in un portone. Con qualche fiore di amici e parenti. Ci fermammo a lungo.
Il giorno dopo andammo nel luogo dove era stato a sua volta ucciso il colonnello Budanov, l’assassino scarcerato in anticipo. Per commemorarlo in quel luogo, a Mosca c’è una lapide. Quella che invece manca per Markelov e la Baburova.
Ora dopo un tira e molla durato un lustro, hanno autorizzato una lapide per Anna Politkovskaja.
Oggi a Mosca qualche centinaio di persone ha ricordato Markelov e Baburova.
L’associazione Annaviva ha invece lanciato una mobilitazione on line, utilizzando l’hashtag #Markelov e #Baburova .
Non li abbiamo dimenticati, non li dimenticheremo.
Ad maiora.

Tre anni senza Markelov e Baburova. Noi non dimentichiamo!

Sono passati tre anni dall’assassinio a Mosca di Stanislav Markelov e Anastasia Baburova.
Lui era un giovane e coraggioso avvocato. Difendeva i ceceni, i dissidenti, gli antifascisti. Era il legale di Memorial e di Anna Politkovskaja.
Anastasia era una giovane stagista della Novaja Gazeta, il giornale di Anna, e stava indagando sul neofascismo in Russia, emerso dalle ceneri sovietiche e alimentato dal nazionalismo, sparso a piene mani da Putin.
Stanislav aveva appena terminato una conferenza stampa al Centro della stampa indipendente annunciando un ricorso europeo contro la scarcerazione del colonnello Budanov (l’assassino di Elsa K., ucciso a sua volta qualche mese fa, sempre a Mosca).
Anastasia (24 anni) era al fianco di Stanislav (34) quando sono stati raggiunti da numerosi colpi di arma da fuoco. Lui è morto sul posto. La giovane collega è sopravvissuta fino all’ospedale.
Le indagini, per una volta, non si sono concentrate sui ceceni, ma si sono indirizzate verso i giovani neonazi della città.
È stata arrestata (e condannata lo scorso maggio) una coppia di giovani assassini, entrambi di estrema destra. Nikita Tikhonov, 31 anni, ha avuto l’ergastolo. Jevgenija Khasis, la sua fidanzata e complice ventiseienne, è stata condannata a 18 anni di carcere:

http://www.guardian.co.uk/world/2011/may/06/russian-neo-nazi-life-sentence-murder

Quando Annaviva è stata a Mosca, uno dei momenti più emozionanti è stato imbattersi nelle foto di Stanislav e Anastasia, sul luogo del loro – infame – assassinio.
Nessuna lapide a commemorare il loro sacrificio.

Ma oggi gli antifascisti russi li ricorderanno con varie manifestazioni.
Che il sempre imbarazzante regime putiniano qua e là vieta:

http://inter.antifa.ru/

Noi non dimentichiamo!

Ad maiora

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Finita (bene) la missione di Annaviva a Mosca. A marzo si torna per le presidenziali

Si è conclusa positivamente la missione di “turismo responsabile” di Annaviva a Mosca. È stata la seconda per noi.

Tre anni fa andammo nella capitale russa per quello che avrebbe dovuto essere il 50esimo compleanno di Anna Politkovskaja se non fosse stata assassinata (da sconosciuti, soprattutto a livello di mandanti) il 7 ottobre 2006. Ci recammo sulla tomba di Anna e incontrammo la sua famiglia, oltre al direttore del giornale per cui lavorava – Novaja Gazeta – Muratov.

Oggi (come allora) siamo stati in visita nella redazione della Novaja. Il nostro meeting sempre con il vice direttore Yaroshevskij l’altra volta fu nella mensa redazionale. Questa invece intorno al tavolo dove si svolge la riunione di redazione, sotto gli sguardi dei caduti, le foto di Anna e gli altri cinque reporter della Novaja uccisi per il loro mestiere.

Anna dall’alto ci ha un po’ guidato nella sua Mosca. L’impressione è stata evidente a tutta la delegazione (eravamo in nove, partiti da Milano e Roma) domenica, usciti dagli uffici del Centro stampa indipendente. Quando, dopo un centinaio di metri, siamo arrivati, senza saperlo, sul luogo dell’assassino di Stanislav Markelov (avvocato di Anna e della famiglia Kungaeva) e Anastasia Baburova (stagista alla Novaja) ci siamo stupiti ed emozionati.

In fondo, eravamo lì anche per loro (avendoli commemorati in una manifestazione pubblica – con i radicali – nel centro di Milano, a pochi giorni dall’assassinio, a opera di una coppia di neonazisti).

In giro sembravamo un gruppo di turisti che poi in realtà, ogni tanto, entrava in un palazzo per incontri veramente importanti e toccanti: come quello con Boris Nemtsov, noto oppositore del regime. Oltre alla Novaja, anche la visita alla redazione dell’Eco di Mosca è stata davvero formativa. E davvero interessante la conferenza stampa dell’ong Golos (osservatori elettorali). Curiosamente, oltre all’amica Marta Allevato dell’Agi, in quegli uffici del Centro della stampa indipendente, dove venivano denunciati brogli e attacchi cibernetici ai siti di informazione, eravamo gli unici (anche giornalisti) italiani presenti.

Personalmente, il momento che ho trovato più toccante è stato nel cinema del centro moscovita dove per la prima volta veniva proiettato un film dedicato alla vita di Anna Politkovskaja. Quel lungo applauso che ha accompagnato la fine della proiezione (alla vigilia del voto che al momento ha ridimensionato la predisposizione imperiale di Putin) è stato davvero, nel suo piccolo, un momento storico:

http://www.youtube.com/watch?v=QHYPVsyQSYg

Per noi di Annaviva – nati per onorare la memoria di Anna Politkovskaja e portare avanti le sue battaglie civili – essere in quel luogo quella sera ha significato che il percorso fatto in questi anni è stato giusto e che è quella la strada da battere. Senza sosta.

Per questo stiamo lavorando perché a Milano ci sia una vita dedicata ad Anna.

Per questo a marzo, per le presidenziali, tornereremo tutti assieme a Mosca.

Ad maiora.

ANNAVIVA NELLA REDAZIONE DELLA NOVAJA GAZETA. PER LE ELEZIONI

Mentre milioni di elettori russi si recano ai seggi per le elezioni parlamentari prosegue la visita della delegazione di Annaviva a Mosca.
Nella redazione della Novaja Gazeta, il giornale che fu di Anna Politkovskaja, Natalia Estemirova e Anastasia Baburova, abbiamo chiesto cosa sta accadendo agli oppositori e come si prevede vada lo scrutinio.
A sentire Nadezhda Prusenkova e Vitali Yaroshevskij, Putin ha davvero una gran paura di perdere voti in questo turno elettorale. Che precede le presidenziali di marzo.
Ecco i video degli incontri.
Buona visione:

Ad maiora

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ASSASSINATO ANCHE BUDANOV. NON SI FERMA LA SCIA DI SANGUE A MOSCA

Assassinato a colpi di pistola in mezzo a una strada di Mosca. Si chiude così l’avventura terrena di Jurij Budanov, primo colonnello dell’esercito russo condannato per crimini contro l’umanità.

Mentre era di stanza in Cecenia, una notte, aveva preso con sé un manipolo di commilitoni ed era andato a casa Kungaev. Aveva rapita una ragazza diciottenne. L’avevano portata in caserma. Lì Elsa Kungaeva, forse per cercare di evitare lo stupro, era stata ammazzata dallo stesso Budanov. Era stata seppellita non distante dalla caserma e ritrovata il giorno dopo, grazie all’insistenza del padre e al coraggio di un generale.

Per salvare dalla condanna il colonnello Budanov ci furono manifestazioni fuori dal tribunale e parecchie dichiarazioni politiche. Il regime cercò di coprire quel gesto agghiacciante con perizie che ne dimostravano l’incapacità temporanea di intendere e volere.

Malgrado ciò (e grazie a una campagna di stampa sostenuta, in prima linea, come sempre da Anna Politkovskaja) Budanov era stato condannato a 10 anni di carcere. Solo per l’omicidio. Non per lo stupro (pure dimostrato dalle autopsie). Proprio su questa vicenda ho scritto il mio primo testo teatrale “Elsa (non è stata violentata)” che spero andrà in scena ad ottobre (grazie a un accordo Annaviva e LattOria).

Budanov ovviamente non si è fatto nemmeno i dieci anni di carcere per l’omicidio di una giovane innocente. E’ uscito di cella in anticipo, nel 2009, grazie alla buona condotta. A quel tempo mi dispiacevo che non ci fosse più viva Anna Politkovskaja per denunciare questo fatto. Ci pensò l’avvocato della famiglia Kungaev. Ma dopo la conferenza stampa in cui annunciava il ricorso alla giustizia europea contro tale scarcerazione, Stanislav Markelov era stato ammazzato a colpi di arma da fuoco. Con lui era caduta sotto i colpi del killer anche la giovane stagista della Novaja, Anastasia Baburova. La giustizia russa pochi mesi fa ha stabilito che sono stati assassinati da una coppia di neofascisti.

Ora anche Markelov ha fatto la stessa fine. Assassinato dopo aver lasciato lo studio di un notaio. Nel centro di Mosca. Come Anna, come Stanislav come Anastasia. Vittime di una catena di omicidi che speriamo siano finiti. Questa matrioska di morti ammazzati lascia infatti sgomenti.

Ad maiora.

Gli inquirenti russi hanno reso noto che Yuri Budanov, il colonnello dell’esercito russo accusato di aver ucciso una ragazza cecena, è stato assassinato nel centro di Mosca. Sembra che un assassino la cui identità non è ancora stata scoperta, ha sparato sei colpi contro Budanov non appena l’ex-colonnello era uscito dall’ufficio di un notaio in una delle vie centrali di Mosca. Quattro dei colpi lo hanno raggiunto alla testa, uccidendolo all’istante, e il suo corpo è stato trovato su un marciapiede vicino ad un parco giochi. La commissione d’inchiesta ha detto che l’assassino ha lasciato un fucile dotato di il silenziatore in un’auto mezza bruciata, trovata a diversi isolati di distanza dal luogo dell’omicidio. Vladimir Markin, portavoce del comitato investigativo, ha detto: “Questo omicidio è stato attentamente pianificato”. Budanov era stato condannato a 10 anni di carcere per sequestro di persona e strangolamento della 18enne Heda Kungayeva nel 2000 durante la guerra tra i separatisti ceceni e il governo federale.